Giu 30
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Le obbligazioni, o bond come talvolta vengono chiamati con il termine inglese, sono titoli di credito, a reddito fisso o variabile, emessi sia da società che da enti pubblici: le obbligazioni hanno la caratteristica di concedere all’investitore il diritto di rimborso del capitale più l’interesse maturato sul titolo. |

Se il capitale iniziale è quasi sempre rimborsato in un’unica soluzione alla scadenza, gli interessi (che prendono il nome di cedola) vengono invece liquidati con cadenze periodiche, normalmente trimestrali, semestrali o annuali.
Tuttavia non tutti i tipi di obbligazioni maturano una cedola. Le obbligazioni Zero-Coupon, come dice il nome (coupon = cedola), non liquidano gli interessi secondo scadenze periodiche ma alla scadenza del titolo.
Oltre a questo tipo di obbligazioni, vi sono poi altre categorie: obbligazioni callable, obbligazioni convertibili, obbligazioni a tasso fisso, obbligazioni a tasso variabile, obbligazioni strutturate e obbligazioni perpetue.
In Italia le obbligazioni più popolari e diffuse nel mercato finanziario (soprattutto tra un target di investitori che ovviamente non ama il rischio e che, forse, rientra più nella categoria dei risparmiatori) sono i titoli di stato, soprattutto link con l’apertura di una nuova finestra e key all’interno:
BOT e CCT, preferiti da una gran fetta di investitori/risparmiatori per il grado di affidabilità dell’ente emettitore (lo Stato, appunto).
In definitiva le obbligazioni sono un prodotto finanziario a basso rendimento adatto a chi non ama il rischio e preferisce conservare il proprio capitale, preservandolo da una perdita di valore dovuta all’aumentare del costo della vita.
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Giu 30
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Il broker è un intermediario finanziario che agisce per conto del cliente, l’investitore, il quale trasmette un determinato ordine di acquisto al broker che si occuperà di reperire e acquistare e rivendere il prodotto che offre il miglior rapporto qualità-prezzo sulla base delle informazioni in suo possesso. |

Quindi, il broker, si dedica principalmente all’acquisto di prodotti finanziari e servizi ai migliori prezzi possibili sul mercato, per conto del cliente o dei clienti per cui lavora, mettendo a loro disposizione la propria esperienza di brokeraggio e la conoscenza dei mercati finanziari, risultando quindi una preziosa risorsa per operare là dove la non conoscenza del mercato da parte dell’investitore rappresenta un limite.
Tuttavia, sebbene il broker possa realmente rappresentare una figura preziosa per l’investitore, bisogna chiarire l’aspetto della responsabilità sulle operazioni effettuate che grava sull’investitore cioè il cliente stesso. È di fatto il cliente a stabilire gli ordini di acquisto o a fornire al broker le indicazioni di massima; il broker si occuperà poi “soltanto” di sondare il mercato attraverso la lente della propria esperienza finanziaria e di anni brokeraggio.
Anche se questo non sempre accade, in questo modo il broker risulta più che altro come un operatore del mercato, che agisce passivamente per conto del cliente, sul quale dunque ricade interamente il rischio delle operazioni finanziarie da lui stesso avviate rivolgendosi a lui o ad una società di brokeraggio.
In altri casi, invece, i clienti si affidano completamente al broker in quanto la scarsa conoscenza del mercato finanziario ma la possibilità di investire discrete forme di denaro in borsa, non consente di potergli impartire specifiche richieste su come investire i propri risparmi.
A fronte di questo, è giusto però riconoscere ai broker competenze specifiche in specifici mercati, competenze che vanno ampliandosi nel corso del tempo, acquisendo nuovi clienti e nuova esperienza in questo particolare e altalenante settore.
Per gli investitori, questo si traduce in una straordinaria risorsa che assume un ruolo strategico sempre più determinante, soprattutto per chi desidera dedicarsi all’esplorazione di nuovi mercati sui quali non si hanno competenze specifiche ma che possono offrire anche enormi margini di guadagno.
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Giu 23
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Una SICAV è una società per azioni a capitale variabile, costituita con la finalità di investire il risparmio raccolto mediante l’offerta al pubblico delle proprie azioni. La sua costituzione può aver luogo soltanto previa autorizzazione della Banca d’Italia e della Consob. |

L’acronimo S.I.CA.V. sta per Società di Investimento a Capitale Variabile, ed è classificata dalla legge italiana al pari dei fondi comuni di investimento, nella categoria degli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), dove la gestione collettiva del risparmio è realizzata attraverso l’investimento del patrimonio dell’OICR in strumenti finanziari, crediti o beni mobili e immobili.
Tuttavia, sebbene assimilabile a un fondo comune di investimento, la SICAV si distingue da esso per la diversa concezione della figura dell’investitore, che nel fondo è titolare di una o più quote del fondo stesso, mentre nella SICAV l’investitore ricopre il ruolo di socio (il che significa, come azionista, poter esercitare il diritto di voto).
Conclusa questa doverosa premessa, la domanda che ci poniamo è la seguente: è consigliabile investire in una SICAV? Come sempre la risposta dipende dalla propensione al rischio e alla diversificazione di ogni investitore.
Le SICAV operano sul mercato come qualsiasi SpA, in settori che, a fronte di buone performance, si possono però ritenere non esenti da rischi.
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