Il punto sulla crisi finanziaria (1di2)

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La crisi economica statunitense rappresenta l’epicentro di tutte le evoluzioni finanziarie attuali.
Il Congresso USA ha delineato un programma di salvataggio, in attesa di approvazione, che simboleggia un passo in avanti molto importante.

news crisi finanziariaI punti interrogativi legati a tale situazione permangono comunque.
Sopperire con proventi pubblici è un grandissimo rischio e graverebbe sul debito pubblico e poi ci sarebbe da valutare nei vari aspetti l’evolversi degli effetti negativi sortiti dalla crisi sull’intera economia mondiale.


Da sottolineare il ruolo positivo che ha rivestito recentemente il ribasso dell’inflazione dovuto soprattutto alla diminuzione del prezzo di elementi primari e del petrolio.
A trarne vantaggio da questa situazione è principalmente il legame diretto esistente tra i titoli e le obbligazioni pubbliche.
Secondo le rilevazioni generali, sembra tendenzialmente che gli Stati Uniti si stiano difendendo egregiamente dalla crisi (il livello esponenziale di crescita economica permane) anche se incombe l’eventuale rischio della recessione.
Negli ultimi mesi i mercati europei e asiatici sono in calo e il contemporaneo ribasso del costo del petrolio frena in un certo senso anche i mercati emergenti.
In generale, la crisi economica più la fase a rilento dei vari mercati finanziari e l’inflazione in ribasso possono decretare una diminuzione dei tassi erogati dagli istituti bancari. Questa eventualità avrebbe poco risalto negli USA poiché i tassi hanno già un livello abbastanza basso, ma non passerebbe inosservata in Europa dove i tassi in media si aggirano intorno al 4,25%.
Perché ciò incida in maniera efficace sul sistema economico, è di fondamentale importanza che BCE e Fed riprendano le redini sulla vigilanza dei tassi bancari, ufficiosamente più alti di quanto stabilito.

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Crisi finanziaria e fondi pensione

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crisi finanziariaI fondi pensione che battono bandiera italiana non verranno intaccati dalla crisi internazionale a detta del Ministro Sacconi. Infatti, la panoramica nazionale di questi strumenti finanziari pare essere tranquilla dato che anche gli investitori più rischiosi, che hanno impiegato parti limitate dei loro capitali, subiranno solo temporanei rendimenti al ribasso.

Oltre a ciò, rassicura il fatto che questi investimenti risultano altamente diversificati, ovvero composti da titoli appartenenti a più settori di mercato. Un esempio è il Cometa, il più remunerativo dei fondi pensione d’Italia, che ha dichiarato di avere un rischio pari solo allo 0,1% rispetto ai titoli Lehman Brothers.

Per l’investitore ora si aprono due possibili scenari.
Potrebbe decidere di vendere lo strumento che detiene un portafoglio, con il rischio quasi certo di dover sostenere una perdita così notevole da dover attendere anni prima di poterla recuperare.
Oppure per chi sceglie di mantenere il proprio investimento si prospetteranno dei rendimenti negativi nel breve periodo per poi registrare tendenze positive nel lungo termine.
Due suggerimenti utili sono:
- costruire un “asset allocation” ovvero acquistare un portafoglio coerente con le proprie caratteristiche (avversità al rischio, età e anni mancanti alla pensione) ed orientato al risultato positivo di lungo periodo;
- optare per un piano di accumulo, cioè pagare una somma mensile di adesione ad un fondo per un determinato periodo di tempo consentendo di acquistare quando i prezzi sono bassi e di vendere quando sono più alti.
Infine, la paura di perdere i propri risparmi nel caso di fallimento della banca affidataria non ha ragione d’esistere: infatti, il capitale rimane presso l’istituto depositario, pronto per essere restituito al valore di mercato se il fondo dovesse essere liquidato.

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Come acquistare titoli di Stato

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acquistare titoliI titoli di stato sono acquistabili all’asta oppure sul mercato secondario, sede in cui avvengono giornalmente le azioni di scambio. Entrambe le soluzioni sono percorribili mediante l’intervento diretto di un istituto bancario o di un mediatore finanziario di competenza.

La modalità di sottoscrizione in asta è contraddistinta dalla peculiarità di non richiedere spese di commissione per i titoli di Stato fatta eccezione per i BOT. Per quest’ultimi il tetto massimo delle commissioni è predefinito attraverso un decreto legislativo.
In questo caso l’investitore prenota anticipatamente all’inizio dell’asta (minimo 24 ore prima); il numero di obbligazioni richieste partendo da una base minima prefissata equivalente a 1.000 euro.
Le varie date d’asta, le graduatorie dei risultati e le comunicazioni ufficiali riguardanti i titoli emessi, possono essere riscontrate semplicemente sul sito web ufficiale del Ministero del Tesoro.
E’ opportuno sottolineare che, alla finalità di facilitare i cittadini risparmiatori, attualmente i titoli di Stato sono passati dalla vecchia forma cartacea a quella virtuale della dematerializzazione. Difatti, essi si sono ridotti a mere scritture contabili.
Per quanto concerne la modalità d’acquisto sul mercato secondario, esso è basato peculiarmente sulla libera contrattazione di titoli di Stato già emessi. In questa circostanza gli istituti di credito fissano delle commissioni trattabili dagli investitori e diffuse in maniera esplicita.
La presenza del suddetto mercato secondario permette ai sottoscrittori di liquidare le proprie obbligazioni cedendole antecedentemente alla data di scadenza a valore corrente.
Grazie al Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT), coordinato dalla Borsa Italiana S.p.A., il risparmiatore può assumere la duplice veste di acquirente e alienante di tali prodotti finanziari per cui l’importo minimo è sempre uguale a 1.000 euro.

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