feb 17
Azioni dei governi di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania per combattere la crisi delle banche
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Il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes ha fissato le linee guida che gli Stati dell’Eurozona dovranno rispettare per accorrere in aiuto ai sistemi finanziari e bancari nazionali. |
- avere cifre precise ed adeguate alle reali necessità del sistema finanziario senza che alcuno si arricchisca indebitamente;
- indicare scadenze prefissate ed eventuali aiuti del settore privato;
- passare al vaglio di Bruxelles ed essere attuati in un tempo non superiore ai 6 mesi.
La comunicazione della Commissione Europea precisa che qualora uno Stato o un istituto di credito combatta la crisi con interventi aperti a tutti i soggetti finanziari non sono obbligati ad avvisare l’Antitrust, in quanto non rientranti nella definizione di “aiuti di Stato”.
Il testo prosegue nell’evidenziare che il tutto trova fondamento legislativo nell’Articolo 87 (comma 3c) del Trattato dell’Unione Europea in base al quale tali interventi rientrano nell’ambito di quegli aiuti rivolti a “portare rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.
La Kroes ha infine considerato tale documento complementare e parte fondamentale della decisione di scegliere congiuntamente le linee guida per salvare il sistema dalla crisi.
Se si volesse fare una breve panoramica degli interventi dei maggiori paesi europei si potrebbero evidenziare innanzitutto i miliardi messi in campo dal Regno Unito, ben 500 (il Governo garantirà fino a 312,5 miliardi i prestiti tra banche e ne destinerà 62,5 per le ricapitalizzazioni), seguita da Germania con 480 (il Governo di Berlino ha deciso di stanziare 400 miliardi per i prestiti interbancari a breve termine e 80 miliardi di euro per entrare nel capitale sociale degli istituti di credito in crisi) e da Francia e Spagna che rispettivamente hanno deciso di stanziare 360 e 150 miliardi di euro.
Il piano di Nicolas Sarkozy prevede di riservare quasi il 90% dei fondi stanziati per la copertura dei prestiti interbancari e circa 40 miliardi di euro per le banche in difficoltà. Da ricordare è che Parigi ha già contribuito insieme a Lussemburgo e Belgio al salvataggio di Dexia.
Per concludere Madrid aveva garantito, fino al 31 dicembre del 2008, un massimo di 100 miliardi di euro per i prestiti tra le banche senza alcuna necessità di ricapitalizzare.

febbraio 21st, 2009 at 04:17
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