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	<title>InvestimentiOnline.net &#187; Altro</title>
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	<description>Guida su fondi ed investimenti finanziari</description>
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		<title>Strumenti di tortura: le aziende europee riescono ancora a commercializzarli</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aziende tortura]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti tortura]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un rapporto di Amnesty International e di Omega Research Foundation si è rilevato come anche in Europa ci siano ancora aziende che producono strumenti di tortura ma contro legge, una legge che riesce ad essere aggirata anche a causa degli scarsi controlli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/tortura-europa.jpg" alt="Aziende Europee producono e commercializzano ancora strumenti di tortura" align="left"/>È possibile che nel 2010 alcune aziende europee siano coinvolte nella produzione e nel commercio di strumenti utilizzati per la tortura? Purtroppo sì, come è stato provato da un recente <b>rapporto stilato da Amnesty International e da Omega Research Foundation</b>.</p>
<p>Il rapporto, intitolato “Dalle parole ai fatti” sottolineerebbe che questi strumenti di tortura includono bracciali per provocare scariche elettriche a 50.000 volt, serrapollici di metallo, congegni per immobilizzare i detenuti contro le pareti delle loro celle.<br />
Dal rapporto emerge che <b>queste attività</b> di produzione e commercializzazione internazionale andate avanti in maniera indisturbata per anni, <b>aggirando misteriosamente i numerosi controlli</b> che dal 2006 sono stati portati avanti proprio per impedire che si verificassero simili accadimenti.<br />
Quello che Amnesty ha voluto sottolineare tramite questo rapporto è la sua ferma volontà di far entrare questo argomento all’ordine del giorno di un’assemblea parlamentare europea, proprio per cercare di intervenire in modo concreto su quelle che sono le mancanze legislative sull’argomento. E dopo questo rapporto, dovrà essere compito del Sottocomitato sui diritti umani della Commissione Europea muoversi verso la soluzione del problema.</p>
<p>Il fatto che l’Unione Europea abbia imposto dei controlli nel 2006 sul commercio di strumenti di tortura è senz’altro una presa di posizione significativa che però non sembra aver risolto il problema alla radice; pertanto è necessario rafforzare la legge in modo che i paesi che ancora contravvengono alle direttive europee sull’argomento, non possano più trovare degli escamotage legali che li facciano agire indisturbati.</p>
<p>Dal rapporto emerge che tra i paesi europei che autorizzano l’esportazione di strumenti atti alla tortura compaiono senza dubbio <b>Germania e Repubblica Ceca</b>. E Amnesty ha raccolto le prove che i nove paesi che hanno acquistato questi strumenti da Germania e Repubblica Ceca li hanno realmente usati in operazioni di tortura</p>
<p>Brian Wood, direttore per Amnesty International del dipartimento che si occupa di affari militari e di polizia, esprime tutti i suoi dubbi che siano <b>molti di più i paesi europei che concretamente ignorano o aggirano le direttive europee sull’argomento</b>.</p>
<p>Concretamente, dal rapporto si evince che:</p>
<ol>
<li>negli ultimi 4 anni Germania e Repubblica Ceca hanno esportato mezzi di tortura come pistole elettriche, spray chimici, ceppi ecc;</li>
<li>alcune aziende italiane e spagnole hanno venduto braccialetti che danno scosse elettriche (un escamotage considerato che la legge fa riferimento solo all’impossibilità di vendere cinture elettriche);</li>
<li>l’Unione Europea obbliga i propri stati membri a rendere pubbliche le autorizzazioni sulle esportazioni ma solo sette paesi su ventisette l’hanno fatto;</li>
<li>molti stati dell’Unione sono ancora quasi del tutto all’oscuro riguardo le attività che si svolgono nelle aziende sul territorio nazionale proprio perché i controlli non sono ben regolamentati.</li>
</ol>
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		<title>Mercato immobiliare: le vendite dovrebbero migliorare da fine 2010</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/mercato-immobiliare-vendite/</link>
		<comments>http://www.investimentionline.net/mercato-immobiliare-vendite/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 13:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo case]]></category>
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		<category><![CDATA[situazione economica italia]]></category>
		<category><![CDATA[vendita immobili]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi è presente e non passerà facilmente, soprattutto perché è ben diversa dalle crisi che hanno colpito solo alcune nazioni nel passato.
Intanto alcuni esperti pensano che la ripresa del mercato immobiliare potrebbe avvenire verso la fine del 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/mercato-immobiliare-vendite.jpg" alt="La crisi immobiliare dovrebbe incominciare a calare verso la fine del 2010" align="left"/>Nel nostro paese ci si interroga ancora su quale sarà il futuro del mercato immobiliare.<br />
Le <b>previsioni d’inizio anno</b> dicevano che, come per Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti, anche l’Italia avrebbe subìto un drastico <b>crollo dei prezzi delle abitazioni</b>.</p>
<p>Nei paesi citati, infatti, c’è stato un abbattimento delle quotazioni piuttosto consistente ma, al momento, nel nostro paese sembra stabilizzarsi sia per quel che riguarda il livello di vendite che per quel che riguarda le quotazioni delle case.</p>
<p>Ovviamente queste osservazioni provengono dagli esperti del settore come, per esempio, Fabiana Megliola della Tecnocasa la quale ha previsto che per il <b>corrente anno</b> le vendite di case dovrebbero attestarsi intorno alle <b>seicentomila unità</b> e che il calo dei prezzi rispetto all’anno precedente dovrebbe non superare cifre che vanno dall’1 al 3%.<br />
Queste previsioni ovviamente sono semplicemente basate sull’andamento generale del mercato nell’ultimo semestre del 2009, durante il quale il ribasso dei prezzi è andato via via diminuendo fino ad arrestarsi quasi completamente negli ultimi mesi dell’anno.</p>
<p>Da questo andamento è scaturito l’ottimismo con il quale gli esperti del settore guardano al mercato immobiliare per il 2010 che avrà probabilmente un lieve aumento del fatturato con quotazioni in discesa, ma solo nei primi mesi.<br />
Come sostiene Alessandro Ghisolfi, direttore di Ubh, sarà possibile vedere e godere degli effetti di una vera e propria ripresa del settore solo nel giugno del 2010 quando le fluttuazioni del mercato si saranno stabilizzate.<br />
Perché ciò avvenga, comunque, è necessario che i proprietari di immobili che intendano vendere, accettino il fatto che i prezzi si siano stabilizzati su cifre lievemente inferiori rispetto agli anni precedenti.</p>
<p>Ovviamente queste previsioni ottimistiche per il mercato immobiliare italiano nell’anno 2010 sono strettamente connesse alla situazione economica generale del paese, e quindi al livello occupazionale e all’andamento dell’inflazione.</p>
<p>Sicuramente un dato favorevole per il mercato viene dal rientro dei capitali depositati all’estero dovuto allo <b>scudo fiscale</b>. Le previsioni fanno pensare infatti che buona parte di questi capitali verranno investiti proprio nel mercato immobiliare.</p>
<p>Un clima di ottimismo si respira anche tra gli agenti immobiliari italiani, come viene fuori da alcune interviste rivolte a circa 900 di loro da parte di Tecnoborsa-Bankitalia. Solo il 12% di loro infatti si è dichiarato pessimista rispetto ad un miglioramento del mercato, mentre il 66% di loro è decisamente più ottimista.<br />
Un altro indicatore abbastanza oggettivo dell’andamento del mercato immobiliare può essere considerato il tempo impiegato nell’ultimare la vendita di un immobile da parte di un’agenzia del settore. E sia per Tecnocasa che per Toscano si è registrata una <b>lieve velocizzazione nella vendita degli immobili</b>, segno da interpretare positivamente rispetto alla ripresa definitiva del settore.</p>
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		</item>
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		<title>Investire nel mattone: crea il tuo spazio con il mutuo per la casa ideale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo casa]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo restauro]]></category>
		<category><![CDATA[prestito acquisto casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ottenere un prestito è molto facile, soprattutto grazie al web che offre la possibilità di richiedere un mutuo online senza muoversi da casa e senza perdere tempo.
E' sufficiente inviare una mail, o anche fare un semplice telefonata, per poter richiedere del denaro e vederselo accreditare dopo pochi giorni; ovviamente se tutte le condizioni lo permettono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.investimentionline.net%2Frichiesta-mutuo-casa-online%2F"><br />
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/investire-mattone.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/>La casa è una priorità per tutti e la sua scelta può essere l’unica che fate in tutta la vita.</p>
<p>I siti specializzati in  prestiti online vi permettono di trasformare un’anonima e fredda casa  in un ambiente confortevole in cui i giorni passano in sintonia con se stessi e con le persone a voi più care.</p>
<p>Dopo l’acquisto dell’immobile, potrebbe arrivare il giorno in cui decidete che è ora di dare un <b>rinnovamento a tutta la casa</b> o a parte di essa. Ad esempio potrebbe essere necessario sostituire tutto il bagno, oppure il vecchio pavimento di casa non è più quello di una volta e volte mettere nuove piastrelle, o semplicemente volete tinteggiare le pareti per cambiare colore.</p>
<p>Oggi, grazie al web, è possibile <b>richiedere un prestito o un <a href="http://www.mutui.it" title="mutuo casa" target="_blank">mutuo</a></b> semplicemente con una telefonata o con e-mail: entro pochi giorni si riceverà una risposta, e se la richiesta sarà stata accettata, vi verrà inviato il denaro sul conto corrente o con un assegno non trasferibile direttamente a casa.</p>
<p>La <b>procedura è molto semplice</b> e richiede solo l’invio di pochi documenti di cui tutti disponiamo: carta d&#8217;identità, o patente valida, e codice fiscale.</p>
<p>I <b>prestiti</b> personali sono <b>facilmente ottenibili</b> per i lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato, e anche per i pensionati fino a 86 anni, con residenza in Italia.</p>
<p>Informatevi qui: <a title="Mutui casa per acquisto, ammodernamento, ristrutturazione del proprio immobile" href="http://blog.salentonet.it/risparmiare-scegliendo-il-mutuo-casa-giusto.htm" target="_new"><b>&#8220;Risparmiare scegliendo il mutuo casa giusto&#8221;</b></a>.<br />
È possibile richiedere un piano personalizzato per pagare meno interessi o per prolungare la durata del mutuo, che può essere a tasso fisso, variabile o misto.<br />
In qualsiasi momento si sceglie di rimborsare il debito e pagare gli interessi non ancora scaduti o di rinnovare per far fa diminuire il valore mensile della rata.</p>
<p>Nel prestito per l’acquisto di una casa possono essere inserite anche tutte le spese accessorie, come notaio, tasse immobiliari, imposte sulla vendita, deposito per un compromesso e altro.</p>
<p>Inoltre è finanziabile allo stesso modo anche l’<b>installazione di pannelli solari</b> o una sistemazione totale dell’<b>impianto elettrico</b>, oppure l’installazione di <b>caldaie</b> per il riscaldamento, impianti di climatizzazione/condizionamento.<br />
In questo modo potrete anche approfittare dello <b>sconto statale del 55% per tutti i lavori che aiutano a inquinare meno</b> (ad esempio la sostituzione degli infissi, oltre a caldaie a gas moderne e pannelli solari) e sapere che con i nuovi lavori effettuati risparmierete denaro per molti anni.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.investimentionline.net/richiesta-mutuo-casa-online/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cosa sono i prestiti personali</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/cosa-sono-prestiti-personal/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[contratti prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[legge prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[prestito personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di firmare un contratto, qualunque esso sia, è importante conoscere tutti i suoi aspetti e capire fino in fondo a cosa andiamo in contro.
Questo vale soprattutto quando ci sono di mezzo i soldi e magari un prestito personale di diverse migliaia di euro, che magari puoi servire per particolari investimenti privati o nel proprio lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/cosa-sono-prestiti-personali.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/> I prestiti personali consistono in una prestazione <b>semplice e conveniente</b>, che adduce all’erogazione la non finalità di spesa, così da rendere più flessibile e meno invasivo il piano di acquisto di un bene o un servizio.</p>
<p>I <a title="Prestiti personali" href="http://www.nonsoloprestiti.com/" target="_new"><b>prestiti personali</b></a> convengono per un contratto preordinato all’ammortamento di rate fisse e costanti nel tempo, da pagare solitamente secondo <b>scadenze mensili</b>, accorpate a un ulteriore valore in danaro che corrisponde all’indicazione dei tassi previsti per l’estinzione del prestito.</p>
<p>Se gli interessi sono generalmente fissi, allo stesso modo è facile ritrovare un prestito che non abbisogna di garanzie reali come un’ipoteca, in quanto si tratta di una semplice transazione formulata sulla corrispondenza di beni di poca rilevanza economica: diversamente è possibile richiedere delle garanzie personali come una fideiussione, ciò nel caso il soggetto contraente non disponga di una busta paga fissa o che si tratti di un disoccupato o una casalinga, ancora uno studente universitario o un lavoratore precario.</p>
<p>Alla stipulazione di un  finanziamento, in generale, è opportuno verificare l’intera metodologia del processo mediante un’<b>analisi dettagliata del profilo del contratto</b>, poiché è indispensabile conoscere un elemento ancor prima di avviarlo: quindi si parte dall’esame dei parametri TAN e TAEG sui cui verterà l’intero ammortamento rateale, per poter scegliere, in base alle oscillazioni di mercato, il tasso che meglio conviene alla soluzione finanziaria.</p>
<p>È consigliabile <b>verificare anche tutta la lista delle spese d’istruttoria</b> previste alla sottoscrizione, poiché non sempre il contratto è chiaro in materia e, inoltre, potrebbe contenere delle clausole che sarebbe bene non saltare.<br />
In fine è opportuno richiedere dell’esistenza di una copertura assicurativa, e vedere i costi ad essa associati: a volte una multa per cause di insolvenza conviene più del pagamento dei premi disposti per l’efficacia del servizio!</p>
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		<title>Aggiornamento crisi finanziaria: il rapporto della Banca Centrale Europea</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/aggiornamento-crisi-finanziaria-il-rapporto-della-banca-centrale-europea/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[banca centrale europea]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio europeo rischio sistemico]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[svalutazione prestiti societari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario. Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio. A Francoforte sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla <strong>Banca Centrale Europea (BCE)</strong>, emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.</p>
<p><img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/bce.jpg" alt="crisi finanziaria - bce" align="left"/>Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a <strong>rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio</strong> che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.<br />
A Francoforte sono state discusse le principali difficoltà, associate alla consapevolezza di un provvidenziale intervento pubblico fatto di incentivi e finanziamenti, che ha scongiurato il peggio in seguito al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers.</p>
<p>Le preoccupazioni della BCE sono legate ad alcuni fattori, in particolare agli investimenti operati da alcune banche nel settore immobiliare e nei mercati dell&#8217;Est Europeo. Si teme che movimenti poco ponderati possano portare ad una nuova instabilità.<br />
E&#8217; proprio per questo motivo che sono state varate ulteriori svalutazioni sui prestiti societari nel corso del 2010.</p>
<p>Inoltre dopo l&#8217;azione intrapresa dal governo austriaco per nazionalizzare un importante istituto di credito, <strong>Group Alpe Adria</strong>, si è focalizzata l&#8217;attenzione anche sui <strong>tempi del sostengo</strong> apportato da governi e banche verso gli istituti di credito.<br />
Occorre non tagliare troppo presto gli aiuti per permettere di raggiungere un&#8217;adeguata stabilità, ne prolungarli per un tempo eccessivo in quato tale azione aumenterebbe i dissesti nei conti pubblici statali ed ostacolerebbe il mercato della libera concorrenza.</p>
<p>Intanto sta prendendo forma il nuovo <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0499:FIN:IT:PDF" target="_blank">Consiglio europeo del rischio sistemico</a> (Cers)</strong> che avrebbe il compito di sorvegliare e tenere sotto controllo i sistemi assicurativi e bancari dell&#8217;Unione Europea.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.investimentionline.net/aggiornamento-crisi-finanziaria-il-rapporto-della-banca-centrale-europea/">{lang: 'it'}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nucleare: quello italiano piace tanto ai colossi europei</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/nucleare-quello-italiano-piace-tanto-ai-colossi-europei/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 18:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costruzioni centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti sul nucelare]]></category>
		<category><![CDATA[investire nel nuclare]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte sono le società straniere ad essere interessate al nucleare italiano, ma i problemi da risolvere non sono pochi. Prima di tutto c'è la sicurezza, legata sia al normale funzionamento delle centrali che allo smaltimento dei rifiuti (alcuni si degradano in 100 anni e altri in diverse centinaia); secondariamente la popolazione, che solo in minima parte accetterebbe la realizzazione di una centrale vicino casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/altro/nucleare-italiano.jpg" alt="Nucleare italiano e investimenti degli altri Paesi in Italia"></td>
<td>Il <b>progetto nucleare italiano</b> è guardato con molto interesse dalle imprese straniere.<br /> L’Areva, francese, propone a candidati italiani i reattori Epr, già adottati dall’Electricité de France, e già scelti nell’accordo tra Enel e Edf. Ugualmente interessati al progetto italiano sono l’altra francese Electrabel, la tedesca Eon, le svizzere Egl e Alpiq, pur condividendone le <b>perplessità</b>.</tr>
</td>
</table>
<p>Infatti la situazione italiana non fornisce quella chiarezza tale da poter decidere su una questione così importante.<br />
La stessa <b>Eni</b>, l’unico gruppo italiano in grado di costituire una seconda, valida alternativa, per ora si astiene da ogni proposta. Ma sia essa che l’<b>Eon</b> sono le uniche, considerate le loro dimensioni, ad essere spronate per dissipare le incertezze.</p>
<p>Tra i <b>dubbi da chiarire</b> troviamo le regole di dettaglio, ossia:</p>
<ul>
<li>le caratteristiche tecnologiche;</li>
<li>il costo per lo smantellamento ad avvenuto esaurimento della centrale;</li>
<li>la soluzione per lo smaltimento delle scorie.</li>
</ul>
<p>E ancora non è dato sapere se con un cambio di scenario politico, lo stop al nucleare verrebbe rimborsato (compreso di oneri e interessi) a coloro che ne avevano già fatto un investimento.</p>
<p>Altro punto da definire riguarda <b>l’organizzazione del mercato dell’elettricità prodotta</b>.<br />
La normativa italiana non ha ancora reso noto i dettagli per la creazione di consorzi tra i costruttori e i consumatori, su come ridurre i rischi di mercato e su come regolare il margine. L’Antitrust non si è pronunciata su eventuali creazioni di agevolazioni o mercati separati.</p>
<p>Ma il <b>dubbio maggiore</b> riguarda in che misura lo Stato sarebbe in grado di coprire dai <b>rischi gravi</b>.<br />
Uno dei maggiori esperti italiani di energia nucleare, afferma che in Giappone il massimale previsto dalle assicurazioni per le centrali atomiche è di 1,2 miliardi: se i danni andassero oltre questa cifra, essi dovrebbero essere coperti dallo Stato.<br />
Dal canto suo, l’Eon non si pronuncia. La sua intenzione sarebbe quella di creare una società per un progetto nucleare con altre aziende elettriche, ma non escluderebbe di puntare sul carbone, forse trovando un accordo con Edison e la svizzera Rezia per prendere parte al progetto Enel a Porto Tolle (Rovigo).<br />
La francese Areva, avendo perso l’alleanza con la Siemens (accordatasi coi russi), si candida singolarmente a fornire la tecnologia (turbine Alstom).</p>
<p>L’unica <b>seconda</b> alternativa alla creazione di un progetto atomico, considerate le dimensioni della società, resterebbe l’Eni, ma l’esperienza dell’Agip Nucleare e la centrale di Latina del 1957, le ha fatto perdere competenza e interesse.</p>
<p>Per quanto riguarda <b>l’opinione pubblica</b>, secondo un sondaggio dell’istituto Format, gli italiani non conoscono le energie rinnovabili e hanno timore del nucleare: solo il 28% degli intervistati ritiene sicura l’energia nucleare, e un 26,3% accetterebbe l’installazione di un impianto nucleare nella propria provincia.</p>
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		<title>Perché il mercato delle navi da trasporto sta crollando ?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 16:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[Baltic Dry Exchange index]]></category>
		<category><![CDATA[cantieri navali]]></category>
		<category><![CDATA[mercato navi]]></category>
		<category><![CDATA[vendita imbarcazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei tanti settori dell’economia che registra la polverizzazione di miliardi di euro a causa della crisi finanziaria mondiale è lo shipping, con cui si intende tutto ciò che riguarda l’attività marittima. Il mercato delle navi ha d’improvviso terminato quel business stratosferico che negli scorsi quattro anni non aveva avuto precedenti. La sostanza di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/altro/mercato-navi.jpg" alt="mercato navi"></td>
<td>Uno dei tanti settori dell’economia che registra la polverizzazione di miliardi di euro a causa della crisi finanziaria mondiale è lo shipping, con cui si intende tutto ciò che riguarda l’attività marittima.</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Il mercato delle navi</strong> ha d’improvviso terminato quel business stratosferico che negli scorsi quattro anni non aveva avuto precedenti.</p>
<p>La sostanza di questo fallimento è semplice: nessuno acquista più navi. Questo si traduce concretamente nella <strong>mancata vendita di imbarcazioni ordinate</strong> (per un numero raddoppiato visto il mercato in espansione), costruite o semifinite e rimaste in cantiere, per una <strong>perdita di 600 miliardi di dollari</strong>.</p>
<p>C’è chi ritiene che il 75% di questa enorme cifra sia stato finanziato dalle banche con la conseguenza che queste somme non arriveranno o comunque non nell’ammontare previsto.</p>
<p>Tutto ciò andrà ovviamente a riflettersi sui cantieri navali: si prevede ci saranno l’annullamento del 20% degli ordini e la ricontrattazione dei termini di consegna.<br />
Il <strong>Baltic Dry Exchange index (Bdi)</strong>, cioè l’indice che sintetizza i valori dei moli per il trasporto non tanker né container, è crollato come non mai dal 2006.</p>
<p>Ad aver cagionato questo affondo sono stati la cadura delle linee di finanziamento e il calo delle attività dell’industria cinese che molti ritenevano potesse fermarsi alle Olimpiadi di agosto.</p>
<p>Ma in realtà un segnale che evidenzia la situazione è il <strong>prezzo battuto sulla tratta Asia – Europa</strong>: se prima era di 2800 dollari, oggi è 700 (per container).<br />
La recessione non sembra avere fine.</p>
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		<title>Azioni dei governi di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania per combattere la crisi delle banche</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 07:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi europea]]></category>
		<category><![CDATA[crisi in europa]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni alla crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes ha fissato le linee guida che gli Stati dell’Eurozona dovranno rispettare per accorrere in aiuto ai sistemi finanziari e bancari nazionali. La ricetta degli aiuti proposta prevede degli aiuti razionali e adeguati per evitare che si provochino conseguenze negative sul mercato concorrenziale delle banche operanti in settori e/o [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/altro/europa.jpg" alt="fondi esteri" /></td>
<td>Il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes ha fissato le <strong>linee guida</strong> che gli Stati dell’Eurozona dovranno rispettare per accorrere in aiuto ai sistemi finanziari e bancari nazionali.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La ricetta degli aiuti proposta prevede degli aiuti razionali e adeguati per evitare che si provochino conseguenze negative sul mercato concorrenziale delle banche operanti in settori e/o paesi diversi.<br />
Gli Stati che aderiranno precisamente alle direttive presentate nella relazione del commissario alla concorrenza non dovranno aspettare molto per vedere approvati i propri piani di recupero.<br />
Così, da un lato, la Commissione Europea vuole dare un messaggio forte a tutto il suo settore burocratico, decidendo di accelerare le risoluzioni dei Governi che hanno deciso di stanziare una cifra che non si vedeva dalla fine della guerra: 2250 miliardi di euro.<br />
Dall’altro, però, è giusto e fondato il timore di Neelie Kroes che non vorrebbe che con l’enorme peso degli aiuti pubblici si spezzasse l’equilibrio tra la tutela dei risparmiatori e il rispetto della concorrenza.<br />
Perciò si auspica che l’aiuto dello Stato non vada a favorire esclusivamente le banche nazionali e che i risparmiatori non trascurino gli istituti di credito degli altri paesi europei.</p>
<p>Si vieterà perciò che le banche tenute a galla dai governi possano attuare delle strategie d’impresa che possano causare dei problemi di mercato alle banche concorrenti.<br />
I piani statali, secondo la relazione del commissario europeo, dovranno:</p>
<ol>
<li>avere cifre precise ed adeguate alle reali necessità del sistema finanziario senza che alcuno si arricchisca indebitamente;</li>
<li>indicare scadenze prefissate ed eventuali aiuti del settore privato;</li>
<li>passare al vaglio di Bruxelles ed essere attuati in un tempo non superiore ai 6 mesi.</li>
</ol>
<p>Tuttavia, date le gravi circostanze della congiuntura, si permette in via eccezionale che le operazioni di salvataggio possano prolungarsi fino ad un massimo di due annualità con l’obbligo incondizionato di redigere e inviare una relazione semestrale all’Antitrust dell’Unione Europea.<br />
La comunicazione della Commissione Europea precisa che qualora uno Stato o un istituto di credito combatta la crisi con interventi aperti a tutti i soggetti finanziari non sono obbligati ad avvisare l’Antitrust, in quanto non rientranti nella definizione di “aiuti di Stato”.<br />
Il testo prosegue nell’evidenziare che il tutto trova fondamento legislativo nell’Articolo 87 (comma 3c) del Trattato dell’Unione Europea in base al quale tali interventi rientrano nell’ambito di quegli aiuti rivolti a “portare rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.</p>
<p>La Kroes ha infine considerato tale documento complementare e parte fondamentale della decisione di scegliere congiuntamente le linee guida per salvare il sistema dalla crisi.<br />
Se si volesse fare una <b>breve panoramica</b> degli interventi dei maggiori paesi europei si potrebbero evidenziare innanzitutto i miliardi messi in campo dal <b>Regno Unito</b>, ben 500 (il Governo garantirà fino a 312,5 miliardi i prestiti tra banche e ne destinerà 62,5 per le ricapitalizzazioni), seguita da <b>Germania</b> con 480 (il Governo di Berlino ha deciso di stanziare 400 miliardi per i prestiti interbancari a breve termine e 80 miliardi di euro per entrare nel capitale sociale degli istituti di credito in crisi) e da <b>Francia</b> e <b>Spagna</b> che rispettivamente hanno deciso di stanziare 360 e 150 miliardi di euro.<br />
Il piano di Nicolas Sarkozy prevede di riservare quasi il 90% dei fondi stanziati per la copertura dei prestiti interbancari e circa 40 miliardi di euro per le banche in difficoltà. Da ricordare è che Parigi ha già contribuito insieme a Lussemburgo e Belgio al salvataggio di Dexia.<br />
Per concludere <b>Madrid</b> aveva garantito, fino al 31 dicembre del 2008, un massimo di 100 miliardi di euro per i prestiti tra le banche senza alcuna necessità di ricapitalizzare.</p>
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		<item>
		<title>Provvedimenti della UE per combattere la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunità europea e crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La medicina per la crisi finanziaria decisa dai capi di Governo dei 15 Paesi dell’Eurozona si concentrerà su 2 “princìpi attivi”: la ricapitalizzazione degli istituti di credito e la garanzia pubblica sui prestiti tra le banche. Proprio la garanzia pubblica sembrava la soluzione più immediata da attuare data la paralisi di liquidità delle banche: essa [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/altro/provvedimenti-ue.jpg" alt="fondi esteri"></td>
<td>La medicina per la crisi finanziaria decisa dai capi di Governo dei 15 Paesi dell’Eurozona si concentrerà su <b>2 “princìpi attivi”:</b> la ricapitalizzazione degli istituti di credito e la garanzia pubblica sui prestiti tra le banche.
</td>
</tr>
</table>
<p>Proprio la garanzia pubblica sembrava la soluzione più immediata da attuare data la paralisi di <b>liquidità</b> delle banche: <b>essa perdurerà fino al dicembre del 2009</b>, riguarderà tutti gli strumenti di rifinanziamento compresi quelli a lungo termine (fino a 5 anni) e tutte le banche e relative filiali straniere presenti entro i confini europei.</p>
<p>Si auspica poi nel documento finale redatto per l’occasione che la BCE provveda ad emettere commercial paper per le società finanziarie e non finanziarie, come già succede negli Stati Uniti d’America dove tale meccanismo di finanziamento per le aziende è molto più sviluppato.</p>
<p>Per quanto riguarda la <b>ricapitalizzazione degli istituti di credito</b>, il piano prevede la fornitura da parte dei Governi di azioni privilegiate e  il controllo delle autorità politiche per difendere l’interesse degli azionisti cittadini europei.</p>
<p>Infine, il documento dichiara la fine della valutazione degli assets secondo il criterio mark-to-market e sprona la Commissione Europea ad adeguarsi alle soluzioni dell’Ecofin del 7 ottobre scorso.</p>
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		<title>Investire nei titoli di stato</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 15:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero dell’economia e delle Finanze ha deliberato una legge caratterizzata da 10 articoli che decretano in modo lineare i comportamenti, corretti ed imprescindibili, che i vari organi di mediazione devono seguire nel momento in cui si apprestano a concedere al pubblico le obbligazioni statali come i BOT, CCT e CCZ. Risulta fondamentale che la [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/titoli-di-stato/investire-titoli-di-stato.jpg" alt="Investire nei titoli di stato" /></td>
<td>
Il Ministero dell’economia e delle Finanze ha deliberato una legge caratterizzata da 10 articoli che decretano in modo lineare i comportamenti, corretti ed imprescindibili, che i vari organi di mediazione devono seguire nel momento in cui si apprestano a concedere
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>
al pubblico le obbligazioni statali come i BOT, CCT e CCZ. Risulta fondamentale che la classe degli investitori sia opportunamente informata in merito a tale decreto per evitare eventuali frodi o comportamenti sleali dei mediatori.
</p>
<p>
Di seguito i famosi <b>10 articoli</b> che costituiscono la nuova forma di legge:</p>
<ol>
<li><b>Spese di gestione</b>: queste spese non devono varcare la soglia massima di 10 euro semestrali e rappresentano gli esborsi dell’investitore per la coordinazione del deposito bancario in cui conserva le proprie obbligazioni. Questo limite è valevole indipendentemente dai fattori peculiari dei titoli statali (come durata, tipo, quantità, etc&#8230;), ma risulta essere nullo per altri tipi di azioni. Inoltre, l’importo effettivo delle spese gestionali deve essere reso pubblico al cliente anche per mezzo postale oltre che divulgato nell’istituto finanziario in questione.
<li><b>Titoli in scadenza</b>: è compito dell’intermediario in questione mettere al corrente il proprio cliente dell’eventuale data di scadenza del titolo e delle possibili modalità di rinnovo;
<li><b>Informazioni sulle aste</b>: i vari istituti bancari devono reclamizzare in maniera accurata le date d’asta delle diverse obbligazioni e, in particolar modo, i termini ultimi per la sottoscrizione. In questo modo l’investitore ha la possibilità di definire la migliore strategia in fase d’esborso.
<li><b>Giorni valuta</b>: Nei titoli come CCT e BTP la valuta degli eventuali accrediti deve coincidere necessariamente con la valuta d’erogazione dei corrispondenti pagamenti o rimborsi relativi a obbligazioni scadute.
<li><b>Prezzo BOT</b>: il prezzo di acquisto del BOT corrisponde al fatidico prezzo medio ponderato frutto dell’asta e il mediatore deve farne propaganda nei locali pubblici. Le varie comunicazioni e le notifiche devono specificare il livello di rendimento lordo dei titoli a scadenza con frequenti aggiornamenti.
<li><b>Commissioni sui BOT</b>: durante l’acquisizione dei BOT non ci sono commissioni predefinite. Come in precedenza, il Ministero dell’Economia e della Finanza stabilisce un limite massimo ma poi sarà compito dell’intermediario prevedere il tasso da versare per ciascuna quantità equivalente a 100 euro di risorse acquisite, in relazione alla scadenza del titolo (5 centesimi per durata uguale o minore a 80 giorni, 10 centesimi dagli 81 ai 170 giorni, 20 centesimi per periodo che va dai 171 ai 330 giorni e 30 centesimi e 30 centesimi per durata uguale o superiore a 331 giorni).
<li><b>Comunicazione sui bot</b>: l’avviso di sottoscrizione dei BOT deve esplicitare il valore formale delle azioni acquisite, il prezzo medio ponderato, percentuale e valore effettivo della trattenuta fiscale versata sui vari interessi, valore percentuale ed effettivo di eventuali commissioni, prezzo totale e relativo tasso di rendimento annuale.
<li><b>Nessuna commissione per CTZ, BTP e CCT</b>: fatta eccezione per i BOT, le altre obbligazioni statali (CTZ, CCT e BTP) non richiedono pagamento di alcun tipo di commissione, poiché è dovere del Ministero stesso coprire tali spese. Il discorso è valido anche nel caso in cui il mediatore in questione non abbia aderito all’asta.
<li><b>Prezzo CTZ, CCT e BTP</b>: il prezzo di acquisto di tutti i titoli di stato richiede una precisa promulgazione nei locali pubblici e, nel momento in cui viene ufficializzata l’effettiva sottoscrizione, l’intermediario deve rendere noti alcuni punti importanti: prezzo di sottoscrizione (anche quello relativo al netto della contribuzione fiscale), prezzo finale con relativo tasso di rendimento annuale e il valore dei dietimi d’interesse al netto.
<li><b>Tassazione dei titoli</b>: il grado di produttività delle obbligazioni di stato dipende dall’aliquota fiscale pari al 12,5 %. Nel caso dei BOT la detrazione avviene durante la sottoscrizione mentre per il resto dei titoli questa fase coincide con il rimborso. Eventuali tassazioni supplementari riservate al conto bancario del cliente devono esprimere chiaramente il decreto legge di riferimento. Esclusi i BOT, per gli altri titoli di Stato non sono previste assolutamente imposizioni o spese di commissione.
</ol></p>
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