Risparmio gestito: la soluzione migliore per investire in tempi di crisi

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Garante dei prezzi contro il prezzo di petrolio, benzina, diesel, gasolio.Nonostante, in passato, i grandi gruppi bancari avessero sempre puntato pochissimo sui fondi di risparmio gestito, oggi sembra esserci un’inversione di tendenza.

Secondo Gabriele Piccinni, responsabile divisione retail Italy di Unicredit, prima del crack della Lehman Brothers i tassi di interesse erano elevatissimi e le obbligazioni molto richieste, con emittenti che pagavano molto la liquidità e offrivano cedole alte. Successivamente, gli interventi dei governi hanno fato abbassare i tassi di interesse, di conseguenza è difficile, attualmente, trovare delle obbligazioni che diano risultati interessanti, almeno nei brevi periodi. Si potrebbe ovviare allungando la durata, ma ora il lungo termine non dà affidamento agli investitori.

Considerato questo panorama finanziario, secondo Piccinni, i fondi costituirebbero l’unico strumento in grado di creare un sistema di diversificazione, ma a patto che esista un adeguato livello di consulenza in grado di qualificare l’offerta.
A settembre, la Pioneer Investments, società di asset management del gruppo Unicredit, ha registrato una raccolta netta di 954 milioni. Tale risultato, il migliore del sistema, sempre secondo Piccinni, è stato raggiunto collocando sul mercato prodotti a breve termine, pur intravedendo un certo interesse per l’equity e cercando spazi per la crescita attraverso formule di piani di accumulo che danno la possibilità di spalmare l’investimento nel tempo mediando sui picchi di mercato.

Una critica rivolta al settore del risparmio gestito è quella relativa al costo elevato dei prodotti. Piccinni ritiene che, considerata la forte concorrenza, bisognerebbe intervenire sia attraverso la creazione di prodotti no load, sia praticando degli sconti sulle commissioni.
Il 6 ottobre è poi partito da Milano il “road show” dell’Unicredit (insieme a Pioneer), ossia un tour che dura 3 settimane e che ha l’obiettivo di condividere le strategie verso i clienti in tema di risparmio gestito. Il tour si articolerà in 12 tappe, durante le quali si raggiungeranno le 19 direzioni commerciali sparse sul territorio nazionale incontrandone i 4 mila consulenti.
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Fondi comuni di investimento: a volte ritornano!

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Unico debito sovrano per tutta l'EuropaIl contributo delle banche si è rivelato importantissimo nella raccolta dei fondi comuni, che si registrano in positivo da 3 mesi. Esse, infatti, hanno ricominciato a puntare sul risparmio gestito, una mossa ragionevole se si considera che in cima agli sportelli si ha il 90% della distribuzione.
Ma il motivo per il quale le banche son tornate a reinvestire nei fondi comuni, dopo averli ignorati per 2 anni, sta nel fatto che essi costituiscono gli unici strumenti atti a garantire punti di rendimento in più rispetto ai Bot. Inoltre considerati i livelli dei tassi, gli istituti di credito, ora, registrano maggiore liquidità ed hanno di conseguenza meno necessità di ricorrere a metodi di raccolta diretta (tanto più che le obbligazioni sono più difficili da piazzare considerate le lunghe durate).

Il dubbio che potrebbe venir fuori è: ma il fondo comune viene venduto realmente per le sue qualità o perché non esiste altra valida alternativa?
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Indici di investimento

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indici investimento - indici borsaPer definizione ogni investimento implica una certa percentuale di rischio. Valutare con attenzione un investimento è quindi un’attività indispensabile per minimizzare il pericolo di incorrere in investimenti sbagliati. Questo è possibile tramite la valutazione di alcuni indici – detti appunto “indici di investimento” – che identificano qualsiasi investimento.
Innanzitutto va considerato il costo dell’investimento, ovvero i flussi finanziari in entrata o in uscita ad esso associati. Questi sono concretamente descritti come “flussi di cassa”: l’insieme delle entrate e delle uscite monetarie a cui fa riferimento lo stesso investimento. Un altro fattore importante da considerare in riferimento ad un investimento è il tempo. Spesso ad un allungamento degli intervalli temporali di bilanciamento dell’investimento corrisponde una riduzione dei benefici finanziari. Il tempo rappresenta quindi un fattore che aumenta i rischi collegati all’investimento poiché all’ampliarsi dei tempi di riferimento corrisponde una perdita di significatività delle variabili che lo caratterizzano. Il tasso di interesse scelto come riferimento per l’investimento è un altro indice da tenere sotto controllo. Esso corrisponde al tasso di interesse al quale si attualizzano i flussi finanziari dell’investimento e pertanto influisce direttamente sul suo valore. Come detto prima, il rischio è una variabile molto significativa nella valutazione di un investimento. Ad esempio la scelta di un investimento di tipo azionario oppure di un investimento obbligazionario implica una diversa propensione al rischio e quindi anche una diversa fattibilità dello stesso. È importante anche avere delle previsioni di periodicità dei flussi di cassa in entrata e in uscita collegati all’investimento. La situazione economica generale, le congiunture finanziarie e monetarie di un determinato periodo e il mercato di riferimento influiscono sulle caratteristiche di un investimento e la presenza di indici positivi o negativi condizionano l’investitore.
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