Come acquistare titoli di Stato

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I titoli di stato sono acquistabili all’asta oppure sul mercato secondario, sede in cui avvengono giornalmente le azioni di scambio. Entrambe le soluzioni sono percorribili mediante l’intervento diretto di un istituto bancario o di un mediatore finanziario di competenza. La modalità di sottoscrizione in asta è contraddistinta dalla peculiarità di non richiedere spese di commissione [...]


acquistare titoli I titoli di stato sono acquistabili all’asta oppure sul mercato secondario, sede in cui avvengono giornalmente le azioni di scambio. Entrambe le soluzioni sono percorribili mediante l’intervento diretto di un istituto bancario o di un mediatore finanziario di competenza.

La modalità di sottoscrizione in asta è contraddistinta dalla peculiarità di non richiedere spese di commissione per i titoli di Stato fatta eccezione per i BOT. Per quest’ultimi il tetto massimo delle commissioni è predefinito attraverso un decreto legislativo.
In questo caso l’investitore prenota anticipatamente all’inizio dell’asta (minimo 24 ore prima); il numero di obbligazioni richieste partendo da una base minima prefissata equivalente a 1.000 euro.

Le varie date d’asta, le graduatorie dei risultati e le comunicazioni ufficiali riguardanti i titoli emessi, possono essere riscontrate semplicemente sul sito web ufficiale del Ministero del Tesoro.
E’ opportuno sottolineare che, alla finalità di facilitare i cittadini risparmiatori, attualmente i titoli di Stato sono passati dalla vecchia forma cartacea a quella virtuale della dematerializzazione. Difatti, essi si sono ridotti a mere scritture contabili.
Per quanto concerne la modalità d’acquisto sul mercato secondario, esso è basato peculiarmente sulla libera contrattazione di titoli di Stato già emessi. In questa circostanza gli istituti di credito fissano delle commissioni trattabili dagli investitori e diffuse in maniera esplicita.
La presenza del suddetto mercato secondario permette ai sottoscrittori di liquidare le proprie obbligazioni cedendole antecedentemente alla data di scadenza a valore corrente.
Grazie al Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT), coordinato dalla Borsa Italiana S.p.A., il risparmiatore può assumere la duplice veste di acquirente e alienante di tali prodotti finanziari per cui l’importo minimo è sempre uguale a 1.000 euro.

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Fondi ETF

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La sigla ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund che in italiano si traduce come Fondi Passivi Quotati. Gli ETF hanno riscosso grandi consensi negli Stati Uniti ed ora hanno tutte le carte in regola per spopolare anche in Italia. Sono dei fondi aperti, quotati ed indicizzati, che reiterano con un margine di errore minimo [...]


La sigla ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund che in italiano si traduce come Fondi Passivi Quotati.

Gli ETF hanno riscosso grandi consensi negli Stati Uniti ed ora hanno tutte le carte in regola per spopolare anche in Italia. Sono dei fondi aperti, quotati ed indicizzati, che reiterano con un margine di errore minimo un indice azionario o un gruppo di titoli (tecnicamente chiamato paniere) dello stesso ambito o zona geografica.

Questa tipologia di fondi ha delle caratteristiche in grado di metterli in competizione con i famigerati Fondi Comuni di Investimento.
Tra i vantaggi di questo prodotto finanziario c’è di gran lunga la duttilità che consente l’adattamento a piccoli e grandi investitori, sia per programmi d’investimento a breve scadenza sia per piani a medio-lungo termine.

Un altro vantaggio è certamente il lato economico caratterizzato da costi gestionali ridotti, in virtù anche del fatto che gli investimenti di denaro si realizzano tramite processi automatici esenti dall’utilizzo di particolari mezzi per lo screening o la selezione dei titoli.
Non esiste nessun esborso di entrata, uscita o prestazione ma una sola spesa gestionale che corrisponde ad una percentuale invariabile (tra l0 0,10 e lo 0,50%) del patrimonio gestito.

I fondi ETF sono denominati anche azioni indice poiché possono essere oggetto di compravendita anche nella medesima giornata a prezzi pubblici e trasparenti. La liquidità è assicurata dalla figura dello specialista che rappresenta il mediatore atto a riportare tutte le quotazioni regolarmente, con spread minimo e per piccole entità predefinite.

E’ consigliabile la scelta di ETF rinomati poiché la liquidità non è elevata sul resto.
Il lotto minimo trattabile è di un’azione ed è anche per questo motivo che la cifra da investire è abbordabile per chiunque.

Inoltre non è da trascurare l’opportunità che con questi fondi è possibile soffermarsi su un indice (area geografica) mediante una singola azione di compravendita evitando di acquisire tutti i titoli del comparto considerato, ottenendo la garanzia di un rendimento equivalente a quello prodotto dall’indice di riferimento.

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Investire nei fondi assicurativi

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Le pensioni integrative presentano tra le loro peculiarità le famigerate polizze individuali di previdenza (Pip) che sono denominate in gergo tecnico Life Cycle. Queste polizze sono costituite da fondi assicurativi privati contraddistinti da un sistema specifico che permette di programmare automaticamente eventuali spostamenti della posizione del fautore tra i vari comparti, con scadenze predefinite, stabilite [...]


Investire nei fondi assicurativi Le pensioni integrative presentano tra le loro peculiarità le famigerate polizze individuali di previdenza (Pip) che sono denominate in gergo tecnico Life Cycle.
Queste polizze sono costituite da fondi assicurativi privati contraddistinti da un sistema specifico che permette di programmare automaticamente eventuali spostamenti della posizione del fautore tra i vari comparti, con scadenze predefinite, stabilite in relazione al

rischio e al tempo restante per il raggiungimento della pensione: il rendimento dei fondi assicurativi è correlato alla variazione della percentuale d’investimento stanziata per i comparti di maggior rischio.

L’avvicinamento alla pensione comporta un provento meno congruo ma di maggior affidabilità.

Per capire meglio il funzionamento dei fondi assicurativi Pip è opportuno citare di alcuni esempi.
Tax Benefit New di Mediolanum garantisce tre piani d’investimento Life Cycle pertinenti a una varietà di cinque comparti. Con Progetto Pensione di Eurizon Vita i programmi individuali d’investimento sono quattro e comprendono la polizza Soluzione Dinamica secondo la quale il capitale disponibile converge in una gestione distinta nei 5 anni antecedenti la pensione.

La Seconda Pensione di Caam, prevede nella sua gestione 3 programmi utili alle necessità dei soggetti a cui mancano in ordine minimo 3, 5, o 7 anni per il pensionamento: in questo tipo di fondo assicurativo la quantità di comparti d’investimento può oscillare da 3, della modalità breve, a 5 di Lifestyle Adagio.

Per quanto concerne i costi e le prestazioni è opportuno specificare che l’utile finale prodotto dai fondi assicurativi non è facile da decifrare, a causa del tempo ridotto dalla promulgazione dei fondi stessi e dei piani d’investimento che predispongono vari switch (movimenti) di comparto durante tutto il tempo.

Infine è importante ricordare che il soggetto che stipula una polizza deve vagliare se il costo è pareggiato dal servizio erogato, dalle opportune garanzie e dalle previsioni di un alto profitto.

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