nov 04

 | I fondi pensione che battono bandiera italiana non verranno intaccati dalla crisi internazionale a detta del Ministro Sacconi. Infatti, la panoramica nazionale di questi strumenti finanziari pare essere tranquilla dato che anche gli investitori più rischiosi, che hanno impiegato parti limitate dei loro capitali, subiranno solo temporanei rendimenti al ribasso. |
Oltre a ciò, rassicura il fatto che questi investimenti risultano altamente diversificati, ovvero composti da titoli appartenenti a più settori di mercato. Un esempio è il Cometa, il più remunerativo dei fondi pensione d’Italia, che ha dichiarato di avere un rischio pari solo allo 0,1% rispetto ai titoli Lehman Brothers.
Per l’investitore ora si aprono due possibili scenari.
Potrebbe decidere di vendere lo strumento che detiene un portafoglio, con il rischio quasi certo di dover sostenere una perdita così notevole da dover attendere anni prima di poterla recuperare.
Oppure per chi sceglie di mantenere il proprio investimento si prospetteranno dei rendimenti negativi nel breve periodo per poi registrare tendenze positive nel lungo termine.
Due suggerimenti utili sono:
- costruire un “asset allocation” ovvero acquistare un portafoglio coerente con le proprie caratteristiche (avversità al rischio, età e anni mancanti alla pensione) ed orientato al risultato positivo di lungo periodo;
- optare per un piano di accumulo, cioè pagare una somma mensile di adesione ad un fondo per un determinato periodo di tempo consentendo di acquistare quando i prezzi sono bassi e di vendere quando sono più alti.
Infine, la paura di perdere i propri risparmi nel caso di fallimento della banca affidataria non ha ragione d’esistere: infatti, il capitale rimane presso l’istituto depositario, pronto per essere restituito al valore di mercato se il fondo dovesse essere liquidato.
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lug 21

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Per chi pensasse che il “mattone” è ancora l’investimento più sicuro, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha dichiarato che non è mai stato così costoso acquistare una casa come in questo periodo.
Infatti a maggio il tasso di interesse è passato da 5,66% (di aprile) al 5,75%, superando il record degli ultimi 5 anni. |

Ma come? E’ sempre più difficile pagare un mutuo e il tasso di interesse sale ancora?
A sentire gli esperti della finanza, il motivo è da ricercare nel cambio in massa che gli italiani han fatto passando dal rovinoso tasso variabile al tasso fisso. In effetti questa sistema ha rovinato 2 volte chi con tanta fatica ha deciso di accendere un mutuo per la prima casa: all’inizio gli istituti di credito hanno consigliato un tasso variabile (sapendo che i tassi sarebbero saliti alle stelle) e poi, come magra consolazione, si è data la possibilità (fregatura) di mantenere costantemente alta la rata mensile.
L’aumento del tasso è dovuto anche alla Banca Centrale Europea che a sua volta ha aumentato il costo del denaro dello 0,25%: ora siamo al 4,25%. E pensare che nel 2001 era stato abbassato.
Ora l’unica cosa che dovete fare è NON COMPRARE UNA CASA!
In USA le banche falliscono e le case hanno raggiunto prezzi ridicoli. Molti se ne liberano. Cercano di venderla a prezzo stracciato e cambiare stato.
Nel resto d’Europa il crollo del valore immobiliare è già incominciato; qui arriverà tra pochissimo.
Per comprare casa bisogna aspettare che il prezzo crolli anche qui e occhio! Controllate le banche! Che se falliscono vi bloccano il conto corrente per chi sa quanto tempo.
Ascoltate questo
video su YouTube che riguarda il signoraggio e capirete quanto è facile mandare allo sfascio un paese con pochissima fatica.
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giu 10

Al lato del tradizionale sistema pensionistico, anche in Italia sta prendendo piede la previdenza complementare, sebbene i numeri da noi parlino di uno sviluppo ancora contenuto anche se in costante crescita.
I dati del primo trimestre 2008 parlano di un trend positivo di sottoscrizioni, sebbene da noi lo sviluppo dei fondi pensioni venga frenato principalmente da due fattori:
1) la copertura della previdenza sociale pubblica in Italia è ancora tutto sommato buona, anche se in futuro ci aspettano, o quasi, tempi veramente bui;
2) alcuni fondi pensione privati sono a capitale garantito, il che non li mette al riparo da fallimenti e insolvenze.
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Istituiti come strumento finalizzato all’erogazione di una seconda pensione da affiancare a quella percepita dall’INPS, l’aumento di sottoscrizioni del primo trimestre 2008 è stato tale da superare il tetto delle 800 mila adesioni, raccogliendo oltre 270 milioni di Euro, di cui 204 da parte dei lavoratori dipendenti (fonte Assogestioni).
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L’attuale normativa italiana prevede per il lavoratore dipendente la possibilità di destinare, nella loro totalità, i propri contributi pensionistici al
TFR, facendoli gestire all’INPS, oppure destinarli ad un fondo pensione. Vige la regola del silenzio-assenso, per cui qualunque nuovo assunto che non comunichi entro 6 mesi dalla data dell’assunzione la propria scelta di destinazione dei contributi verso l’una o l’altra opzione, vedrà destinare il proprio TFR ai fondi pensione.
Attenzione perché il processo non è reversibile, ed una volta destinati i propri contributi a un fondo pensioni privato, non potranno riportare in azienda, ma solo eventualmente destinare il proprio TFR ad un altro fondo pensione.
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