Kuwait: proposta del Governo per accollarsi il debito dei cittadini

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In Kuwait, all’inizio dell’anno, c’è stata una proposta per fare in modo che lo Stato si accolli il debito dei cittadini che non riescono più a pagare i debiti contratti per l’acquisto di beni materiali. Ovviamente tra i politici c’è stata subito bufera per chi non era d’accordo e vedeva la manovra come un modo per premiare i disonesti.


In Kuwait c'è una proposta che fa molto discutere: lo Stato potrebbe accollarsi il debito dei cittadini.Nel Kuwait si guadagna tanto ma si spende anche tanto, e ovviamente molte famiglie (come in occidente) acquistano moltissimo ricorrendo a prestiti di qualunque tipo, arrivando ad indebitarsi fino al collo.

Ma non ci sono problemi! I cittadini di questo luogo del mondo hanno i politici (alcuni) dalla loro parte.
Infatti tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, il Parlamento kuwaitiano ha cercato di creare una particolare legge che nessun altra nazione del mondo aveva mai osato provare a realizzare.
Con 35 voti a favore, 22 contrari e 1 astenuto, si è deciso che il Governo dovrà prima comprare 21,6 miliardi di dollari di credito al consumo delle famiglie (pari a circa 15,8 miliardi di euro), poi dovrà azzerare gli interessi che sono 5,2 miliardi di dollari (pari a circa 3,8 miliardi euro), e infine dovrà dilazionare i pagamenti della somma restante in rate della durata massima di 15 anni.

Il Governo non è stato a guardare e si è opposto al provvedimento perché questo modo di agire (che tra l’altro potrebbe assomigliare un po’ all’italian style) premia chi è si è indebitato oltre le sue possibilità perché convinto che qualcuno prima o poi sarebbe arrivato a salvarlo. Il Governo, quindi, non vuole che i cittadini del Kuwait ricordino questo precedente come un modo per comprare tutto a credito (soprattutto lussuose futilità) tanto poi ce lo stato che arriverà a toglierli dai guai.

L’Emiro non intende accogliere questa legge e il ministro delle Finanze, Mustafa alChamali, ha detto che questa legge è una violazione sull’ordine tecnico, costituzionale, e procedurale.
Il Governo può rigettare la legge ma le procedure del paese arabo sono lunghe e alquanto complicate, quindi è molto probabile che la disputa durerà per parecchio tempo ancora.

Intanto la Banca Centrale del Kuwait ha comunicato che dopo aver fatto alcuni conti è risultato che 1 cittadino su 4 ha usufruito di un credito al consumo, ma la cosa che più preoccupa gli economisti è che la nuova legge potrebbe costare al Tesoro kuwaitiano ben 13 miliardi di dollari (pari a circa 9,5 miliardi euro), oltre al fatto che il popolo del Kuwait sarebbe incoraggiato a fare acquisti senza alcun senso di responsabilità economica.

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L’addio alla crisi resta lontano! Aggiornamenti sulla situazione economica europea e italiana

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La fine della crisi è ancora lontana anche se ci sono diversi segni di ripresa che farebbero pensare ad un ritorno alla normalità leggermente anticipato.
Un aggiornamento sulla situazione economica attuale in Europa e in Italia.


Situazione economica settembre, ottobre, novembre 2009 Per l’economia italiana «il ritorno ai livelli pre-crisi sarà molto lento». Lo sostiene il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Il peggio – ha aggiunto – probabilmente è alle spalle, l’emergenza peggiore l’abbiamo alle spalle, però la crisi c’è ancora. Per tutto il 2009 rimarrà così, per il 2010 il Centro studi di Confindustria stima una crescita dello 0,8%, quindi – ha concluso – ancora bassa».

«Le previsioni per l’economia globale rimangono fragili». Lo ha affermato il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, in una conferenza a Pechino. Secondo Strauss-Kahn sebbene la crescita economica stia tornando, è prematuro che i governi ritirino le misure di stimolo. Inoltre, a giudizio del numero uno del Fondo, rimangono profili di rischio per le banche negli Stati Uniti e in Europa.

L’inflazione a ottobre è salita dello 0,3% su base annua, dallo 0,2% di settembre. Lo comunica l’Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%.

Nel mese di ottobre, nella zona dell’euro, il carovita resta invece negativo segnando un meno 0,1% su base annua (meno 0,3% nel settembre scorso). Lo comunica Eurostat, l’istituto di statistica europeo. Il tasso mensile è stato dello 0,2%. Nell’ottobre 2008 il tasso di inflazione era stato del 3,2% annuo.

«Se l’inflazione si attesterà allo 0,7%, come confermato anche oggi dall’Istat, vi sarà un’ulteriore aggravio di 210 euro annui a famiglia». Così Federconsumatori e Adusbef commentano l’aumento dei prezzi a ottobre. Per entrambe le associazioni a tutela del consumatore «è particolarmente grave che non si registri alcuna diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari, che, anzi, sono in crescita dello 0,1% su base mensile». Federconsumatori e Adusbef si auguravano, infatti, un calo, vista «la forte diminuzione dei costi all’origine».

Vendite di auto in crescita: Europa +11,2%, Italia +15,7%. Il mercato dell’auto in Europa (27 Paesi Ue + Efta) consolida la sua crescita a ottobre, segnando un incremento dell’11,2% (pari a 1.263.305 unità) rispetto al +6,3% di settembre. Lo rende noto l’Associazione costruttori europei dell’auto (Acea). Per quanto riguarda il mercato italiano, a ottobre si è registrato un +15,7% rispetto al +6,8% di settembre.

Per il mercato dell’auto in Europa si tratta del quinto mese di fila di segno positivo. Sui dieci mesi, si è comunque registrata una flessione del 5% pari a 12.206.381 unità. In Europa occidentale l’aumento di nuove immatricolazioni si deve soprattutto al contributo di Gran Bretagna (+31,6%), Spagna (+26,4%), Germania (+24,1%), Francia (+20,3%) e Italia (+15,7%). Continuano ad essere depressi i mercati dei nuovi Stati membri ( -36,9% a ottobre). Unico Paese a registrare una crescita, la Repubblica ceca (+8,8%).

Il gruppo Fiat a ottobre ha immatricolato in Europa occidentale 109.481 vetture nuove, segnando un aumento del 16,1% rispetto ad un anno fa. La quota complessiva di mercato di Fiat a ottobre è dell’8,7% rispetto all’8,3% di un anno fa, e l’azienda torinese si attesta così al quinto posto nella classifica dei costruttori.

Centro Studi Promotor: «Forte segnale positivo dal mercato europeo dell’auto». «È assai probabile che in novembre e dicembre 2009 il mercato riesca a colmare interamente il divario rispetto al 2008 chiudendo l’anno con un volume di immatricolazioni assai vicino a 13.500.000 unità». Così, in una nota, il Centro Studi Promotor (Csp) commenta i dati sulle immatricolazioni europee a ottobre. Il Csp parla di «forte segnale positivo dal mercato europeo dell’auto», e sottolinea che l’incremento delle immatricolazioni in Europa del 15,8% «è sicuramente dovuto agli incentivi statali, ma potrebbe cominciare ad avvertirsi anche l’effetto del miglioramento della congiuntura economica verificatosi nel terzo trimestre dell’anno in diversi Paesi dell’area».

Fonte: Prestiti-online.org

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Petrolio: il Garante dei prezzi contro i petrolieri

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Il costo della benzina e del gasolio non sono in linea con gli aumenti e le diminuzioni del prezzo del petrolio. Effettivamente quando il petrolio aumenta, il prezzo della benzina resta sempre alto.


Garante dei prezzi contro il prezzo di petrolio, benzina, diesel, gasolio. Tra Roberto Sambuco, “mister prezzi”, e l’Unione petrolifera è nuovamente polemica sul movimento dei prezzi dei carburanti rispetto al resto d’Europa. Sambuco infatti afferma che i prezzi non scendono in relazione alle quotazioni internazionali, e di conseguenza i margini per le compagnie continuano a salire, sommandosi ad una differenza di 3 centesimi con il resto d’Europa.

Lungo le strade, poi, le pubblicità dei prezzi sono “diverse, incomprensibili” e talvolta “volutamente ingannevoli”. Sempre secondo Sambuco, l’aumento dei prezzi del carburante non è dovuto alla pressione fiscale, che in questo caso resta inferiore rispetto al resto d’Europa (eccezion fatta per la Spagna). Ciononostante, nel 2008 il divario medio con i prezzi europei è stato di 0,9 millesimi di euro in più rispetto l’anno precedente, con una tendenza ad un ulteriore aumento per i primi mesi del 2009.

Dal canto suo, l’Unione Petrolifera nega sia l’aumento di divario col resto d’Europa, sia l’accusa della “doppia velocità” di adeguamento delle compagnie alle quotazioni internazionali (secondo Sambuco più veloci nei rialzi e più lenta nei ribassi).
Sempre secondo l’Unione, a settembre 2009 si è registrato uno stacco della benzina pari a 3,2 centesimi di euro a litro che si è rivelato il valore più basso sia degli ultimi sette mesi che della media di tutto il 2008. Stesso discorso per il gasolio, che sempre a settembre si è attestato a 3,1 centesimi a litro, restando comunque sempre inferiore alla media del 2008 che era di 3,4 centesimi al litro.

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