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	<title>InvestimentiOnline.net</title>
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	<description>Guida su fondi ed investimenti finanziari</description>
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		<title>Investire nel mattone: crea il tuo spazio con il mutuo per la casa ideale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mutuo casa]]></category>
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		<category><![CDATA[prestito acquisto casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ottenere un prestito è molto facile, soprattutto grazie al web che offre la possibilità di richiedere un mutuo online senza muoversi da casa e senza perdere tempo.
E' sufficiente inviare una mail, o anche fare un semplice telefonata, per poter richiedere del denaro e vederselo accreditare dopo pochi giorni; ovviamente se tutte le condizioni lo permettono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/investire-mattone.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/>La casa è una priorità per tutti e la sua scelta può essere l’unica che fate in tutta la vita.<br /><br />

I siti specializzati in  prestiti online vi permettono di trasformare un’anonima e fredda casa  in un ambiente confortevole in cui i giorni passano in sintonia con se stessi e con le persone a voi più care.<br /><br />

Dopo l’acquisto dell’immobile, potrebbe arrivare il giorno in cui decidete che è ora di dare un <b>rinnovamento a tutta la casa</b> o a parte di essa. Ad esempio potrebbe essere necessario sostituire tutto il bagno, oppure il vecchio pavimento di casa non è più quello di una volta e volte mettere nuove piastrelle, o semplicemente volete tinteggiare le pareti per cambiare colore.<br /><br />

Oggi, grazie al web, è possibile <b>richiedere un prestito o un mutuo</b> semplicemente con una telefonata o con e-mail: entro pochi giorni si riceverà una risposta, e se la richiesta sarà stata accettata, vi verrà inviato il denaro sul conto corrente o con un assegno non trasferibile direttamente a casa.<br /><br /> 
La <b>procedura è molto semplice</b> e richiede solo l’invio di pochi documenti di cui tutti disponiamo: carta d&#8217;identità, o patente valida, e codice fiscale.<br /><br />

I <b>prestiti</b> personali sono <b>facilmente ottenibili</b> per i lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato, e anche per i pensionati fino a 86 anni, con residenza in Italia.<br /><br />

Informatevi qui: <a title="Mutui casa per acquisto, ammodernamento, ristrutturazione del proprio immobile" href="http://blog.salentonet.it/risparmiare-scegliendo-il-mutuo-casa-giusto.htm" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://blog.salentonet.it/risparmiare-scegliendo-il-mutuo-casa-giusto.htm');" target="_new"><b>&#8220;Risparmiare scegliendo il mutuo casa giusto&#8221;</b></a>.<br />
È possibile richiedere un piano personalizzato per pagare meno interessi o per prolungare la durata del mutuo, che può essere a tasso fisso, variabile o misto.<br />
In qualsiasi momento si sceglie di rimborsare il debito e pagare gli interessi non ancora scaduti o di rinnovare per far fa diminuire il valore mensile della rata.<br /><br />

Nel prestito per l’acquisto di una casa possono essere inserite anche tutte le spese accessorie, come notaio, tasse immobiliari, imposte sulla vendita, deposito per un compromesso e altro.<br /><br />
Inoltre è finanziabile allo stesso modo anche l’<b>installazione di pannelli solari</b> o una sistemazione totale dell’<b>impianto elettrico</b>, oppure l’installazione di <b>caldaie</b> per il riscaldamento, impianti di climatizzazione/condizionamento.<br />
In questo modo potrete anche approfittare dello <b>sconto statale del 55% per tutti i lavori che aiutano a inquinare meno</b> (ad esempio la sostituzione degli infissi, oltre a caldaie a gas moderne e pannelli solari) e sapere che con i nuovi lavori effettuati risparmierete denaro per molti anni.]]></content:encoded>
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		<title>Cosa sono i prestiti personali</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/cosa-sono-prestiti-personal/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[contratti prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[legge prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[prestito personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di firmare un contratto, qualunque esso sia, è importante conoscere tutti i suoi aspetti e capire fino in fondo a cosa andiamo in contro.
Questo vale soprattutto quando ci sono di mezzo i soldi e magari un prestito personale di diverse migliaia di euro, che magari puoi servire per particolari investimenti privati o nel proprio lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/cosa-sono-prestiti-personali.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/> I prestiti personali consistono in una prestazione <b>semplice e conveniente</b>, che adduce all’erogazione la non finalità di spesa, così da rendere più flessibile e meno invasivo il piano di acquisto di un bene o un servizio.<br /><br />

I <a title="Prestiti personali" href="http://www.nonsoloprestiti.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.nonsoloprestiti.com/');" target="_new"><b>prestiti personali</b></a> convengono per un contratto preordinato all’ammortamento di rate fisse e costanti nel tempo, da pagare solitamente secondo <b>scadenze mensili</b>, accorpate a un ulteriore valore in danaro che corrisponde all’indicazione dei tassi previsti per l’estinzione del prestito.<br /><br />

Se gli interessi sono generalmente fissi, allo stesso modo è facile ritrovare un prestito che non abbisogna di garanzie reali come un’ipoteca, in quanto si tratta di una semplice transazione formulata sulla corrispondenza di beni di poca rilevanza economica: diversamente è possibile richiedere delle garanzie personali come una fideiussione, ciò nel caso il soggetto contraente non disponga di una busta paga fissa o che si tratti di un disoccupato o una casalinga, ancora uno studente universitario o un lavoratore precario.<br /><br />


Alla stipulazione di un  finanziamento, in generale, è opportuno verificare l’intera metodologia del processo mediante un’<b>analisi dettagliata del profilo del contratto</b>, poiché è indispensabile conoscere un elemento ancor prima di avviarlo: quindi si parte dall’esame dei parametri TAN e TAEG sui cui verterà l’intero ammortamento rateale, per poter scegliere, in base alle oscillazioni di mercato, il tasso che meglio conviene alla soluzione finanziaria.<br /><br />

È consigliabile <b>verificare anche tutta la lista delle spese d’istruttoria</b> previste alla sottoscrizione, poiché non sempre il contratto è chiaro in materia e, inoltre, potrebbe contenere delle clausole che sarebbe bene non saltare.<br />
In fine è opportuno richiedere dell’esistenza di una copertura assicurativa, e vedere i costi ad essa associati: a volte una multa per cause di insolvenza conviene più del pagamento dei premi disposti per l’efficacia del servizio!]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento crisi finanziaria: il rapporto della Banca Centrale Europea</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/aggiornamento-crisi-finanziaria-il-rapporto-della-banca-centrale-europea/</link>
		<comments>http://www.investimentionline.net/aggiornamento-crisi-finanziaria-il-rapporto-della-banca-centrale-europea/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[banca centrale europea]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio europeo rischio sistemico]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[svalutazione prestiti societari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.

Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.
A Francoforte sono state discusse le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla <strong>Banca Centrale Europea (BCE)</strong>, emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.
<br /><br />
<img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/bce.jpg" alt="crisi finanziaria - bce" align="left"/>Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a <strong>rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio</strong> che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.<br />
A Francoforte sono state discusse le principali difficoltà, associate alla consapevolezza di un provvidenziale intervento pubblico fatto di incentivi e finanziamenti, che ha scongiurato il peggio in seguito al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers.
<br /><br />
Le preoccupazioni della BCE sono legate ad alcuni fattori, in particolare agli investimenti operati da alcune banche nel settore immobiliare e nei mercati dell&#8217;Est Europeo. Si teme che movimenti poco ponderati possano portare ad una nuova instabilità.
E&#8217; proprio per questo motivo che sono state varate ulteriori svalutazioni sui prestiti societari nel corso del 2010.
<br /><br />
Inoltre dopo l&#8217;azione intrapresa dal governo austriaco per nazionalizzare un importante istituto di credito, <strong>Group Alpe Adria</strong>, si è focalizzata l&#8217;attenzione anche sui <strong>tempi del sostengo</strong> apportato da governi e banche verso gli istituti di credito.
Occorre non tagliare troppo presto gli aiuti per permettere di raggiungere un&#8217;adeguata stabilità, ne prolungarli per un tempo eccessivo in quato tale azione aumenterebbe i dissesti nei conti pubblici statali ed ostacolerebbe il mercato della libera concorrenza.
<br /><br />
Intanto sta prendendo forma il nuovo <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0499:FIN:IT:PDF" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0499:FIN:IT:PDF');" target="_blank">Consiglio europeo del rischio sistemico</a> (Cers)</strong> che avrebbe il compito di sorvegliare e tenere sotto controllo i sistemi assicurativi e bancari dell&#8217;Unione Europea.]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;addio alla crisi resta lontano! Aggiornamenti sulla situazione economica europea e italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[fine crisi]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti on-line]]></category>
		<category><![CDATA[situazione economica]]></category>

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		<description><![CDATA[La fine della crisi è ancora lontana anche se ci sono diversi segni di ripresa che farebbero pensare ad un ritorno alla normalità leggermente anticipato.
Un aggiornamento sulla situazione economica attuale in Europa e in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/news-investimenti/crisi-economica-lontana.jpg" alt="Situazione economica settembre, ottobre, novembre 2009" /></td>
<td>Per l&#8217;economia italiana <strong>«il ritorno ai livelli pre-crisi sarà molto lento»</strong>. Lo sostiene il presidente di Confindustria, <strong>Emma Marcegaglia</strong>. «Il peggio &#8211; ha aggiunto &#8211; probabilmente è alle spalle, l&#8217;emergenza peggiore l&#8217;abbiamo alle spalle, però la crisi c&#8217;è ancora. Per tutto il 2009 rimarrà così, per il 2010 il Centro studi di Confindustria stima una crescita dello 0,8%, quindi &#8211; ha concluso &#8211; ancora bassa».</td>
</tr>
</tbody></table><br />
«Le previsioni per l&#8217;economia globale rimangono fragili». Lo ha affermato il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, in una conferenza a Pechino. Secondo Strauss-Kahn sebbene la crescita economica stia tornando, <strong>è prematuro che i governi ritirino le misure di stimolo</strong>. Inoltre, a giudizio del numero uno del Fondo, rimangono profili di rischio per le banche negli Stati Uniti e in Europa.
<br /><br />
L&#8217;<strong>inflazione</strong> a ottobre è salita dello 0,3% su base annua, dallo 0,2% di settembre. Lo comunica l&#8217;Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%.
<br /><br />
Nel mese di ottobre, nella zona dell&#8217;euro, il <strong>carovita</strong> resta invece negativo segnando un meno 0,1% su base annua (meno 0,3% nel settembre scorso). Lo comunica Eurostat, l&#8217;istituto di statistica europeo. Il tasso mensile è stato dello 0,2%. Nell&#8217;ottobre 2008 il tasso di inflazione era stato del 3,2% annuo.
<br /><br />
«Se l&#8217;inflazione si attesterà allo 0,7%, come confermato anche oggi dall&#8217;Istat, vi sarà un&#8217;ulteriore aggravio di 210 euro annui a famiglia». Così <strong>Federconsumatori</strong> e <strong>Adusbef</strong> commentano l&#8217;aumento dei prezzi a ottobre. Per entrambe le associazioni a tutela del consumatore «è particolarmente grave che non si registri alcuna diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari, che, anzi, sono in crescita dello 0,1% su base mensile». Federconsumatori e Adusbef si auguravano, infatti, un calo, vista «la forte diminuzione dei costi all&#8217;origine».
<br /><br />
<strong>Vendite di auto in crescita:</strong> Europa +11,2%, Italia +15,7%. Il mercato dell&#8217;auto in Europa (27 Paesi Ue + Efta) consolida la sua crescita a ottobre, segnando un incremento dell&#8217;11,2% (pari a 1.263.305 unità) rispetto al +6,3% di settembre. Lo rende noto l&#8217;Associazione costruttori europei dell&#8217;auto (Acea). Per quanto riguarda il mercato italiano, a ottobre si è registrato un +15,7% rispetto al +6,8% di settembre.
<br /><br />
Per il mercato dell&#8217;auto in <strong>Europa</strong> si tratta del <strong>quinto mese di fila di segno positivo</strong>. Sui dieci mesi, si è comunque registrata una flessione del 5% pari a 12.206.381 unità. In Europa occidentale l&#8217;aumento di nuove immatricolazioni si deve soprattutto al contributo di Gran Bretagna (+31,6%), Spagna (+26,4%), Germania (+24,1%), Francia (+20,3%) e Italia (+15,7%). Continuano ad essere depressi i mercati dei nuovi Stati membri ( -36,9% a ottobre). Unico Paese a registrare una crescita, la Repubblica ceca (+8,8%).
<br /><br />
Il gruppo <strong>Fiat</strong> a ottobre ha immatricolato in Europa occidentale 109.481 vetture nuove, segnando un aumento del 16,1% rispetto ad un anno fa. La quota complessiva di mercato di Fiat a ottobre è dell&#8217;8,7% rispetto all&#8217;8,3% di un anno fa, e l&#8217;azienda torinese si attesta così al quinto posto nella classifica dei costruttori.
<br /><br />
<strong>Centro Studi Promotor:</strong> «Forte segnale positivo dal mercato europeo dell&#8217;auto». «È assai probabile che in <strong>novembre e dicembre 2009</strong> il mercato riesca a colmare interamente il divario rispetto al 2008 chiudendo l&#8217;anno con un volume di immatricolazioni assai vicino a 13.500.000 unità». Così, in una nota, il Centro Studi Promotor (Csp) commenta i dati sulle immatricolazioni europee a ottobre. Il Csp parla di «forte segnale positivo dal mercato europeo dell&#8217;auto», e sottolinea che l&#8217;incremento delle immatricolazioni in Europa del 15,8% «è sicuramente dovuto agli incentivi statali, ma potrebbe cominciare ad avvertirsi anche l&#8217;effetto del miglioramento della congiuntura economica verificatosi nel terzo trimestre dell&#8217;anno in diversi Paesi dell&#8217;area».
<br /><br />
Fonte: <a href="http://www.prestiti-online.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.prestiti-online.org/');" target="_new">Prestiti-online.org</a>]]></content:encoded>
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		<title>Risparmio gestito: la soluzione migliore per investire in tempi di crisi</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/risparmio-gestito-la-soluzione-migliore-per-investire-in-tempi-di-crisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondi e investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti bancari]]></category>
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		<category><![CDATA[investire e guadagnare]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio gestito]]></category>

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		<description><![CDATA[L'arrivo e la permanenza della crisi ha cambiato radicalmente il sistema di investire i propri risparmi, e gli investitori preferiscono investire su qualcosa a breve termine piuttosto che a tempi medio o lunghi. In questo panorama, sembra che il risparmio gestito possa essere un valido strumento di investimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/fondi-investimenti/risparmio-gestito.jpg" alt="Garante dei prezzi contro il prezzo di petrolio, benzina, diesel, gasolio."></td><td>Nonostante, in passato, i grandi gruppi bancari avessero sempre puntato pochissimo sui fondi di risparmio gestito, oggi sembra esserci un’inversione di tendenza.</tr></td></table><br />
Secondo Gabriele Piccinni, responsabile divisione retail Italy di Unicredit, <b>prima del crack della Lehman Brothers i tassi di interesse erano elevatissimi</b> e le obbligazioni molto richieste, con emittenti che pagavano molto la liquidità e offrivano cedole alte. Successivamente, gli interventi dei governi hanno fato abbassare i tassi di interesse, di conseguenza <b>è difficile</b>, attualmente, trovare delle obbligazioni che diano risultati interessanti, almeno nei brevi periodi. Si potrebbe ovviare allungando la durata, ma ora <b>il lungo termine non dà affidamento agli investitori</b>.<br /><br />

Considerato questo panorama finanziario, secondo Piccinni, <b>i fondi</b> costituirebbero l’unico strumento in grado di creare un sistema di diversificazione, ma a patto che esista un adeguato livello di consulenza in grado di qualificare l’offerta.<br />
A settembre, la <b>Pioneer Investments</b>, società di asset management del gruppo Unicredit, ha registrato una raccolta netta di 954 milioni. Tale risultato, il migliore del sistema, sempre secondo Piccinni, è stato raggiunto collocando sul mercato <b>prodotti a breve termine</b>, pur intravedendo un certo interesse per l’equity e cercando spazi per la crescita attraverso formule di piani di accumulo che danno la possibilità di spalmare l’investimento nel tempo mediando sui picchi di mercato.<br /><br />

Una <b>critica</b> rivolta al settore del risparmio gestito è quella relativa al <b>costo elevato dei prodotti</b>. Piccinni ritiene che, considerata la forte concorrenza, bisognerebbe intervenire sia attraverso la creazione di prodotti no load, sia praticando degli sconti sulle commissioni.<br />
Il 6 ottobre è poi partito da Milano il <b>“road show”</b> dell’Unicredit (insieme a Pioneer), ossia un tour che dura 3 settimane e che ha l’obiettivo di condividere le strategie verso i clienti in tema di risparmio gestito. Il tour si articolerà in 12 tappe, durante le quali si raggiungeranno le 19 direzioni commerciali sparse sul territorio nazionale incontrandone i 4 mila consulenti.]]></content:encoded>
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		<title>Petrolio: il Garante dei prezzi contro i petrolieri</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:30:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[colpa aumenti petrolio]]></category>
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		<category><![CDATA[garante prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[motivo aumento benzina]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[roberto sambuco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il costo della benzina e del gasolio non sono in linea con gli aumenti e le diminuzioni del prezzo del petrolio. Effettivamente quando il petrolio aumenta, il prezzo della benzina resta sempre alto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/news-investimenti/petrolio-garante-prezzi.jpg" alt="Garante dei prezzi contro il prezzo di petrolio, benzina, diesel, gasolio."></td><td>Tra <a title="Roberso Sambuco, mister prezzi, garante per la sorveglianza dei prezzi." href="http://it.wikipedia.org/wiki/Garante_per_la_sorveglianza_dei_prezzi" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://it.wikipedia.org/wiki/Garante_per_la_sorveglianza_dei_prezzi');" target="_new"><b>Roberto Sambuco</b></a>, “mister prezzi”, e l’Unione petrolifera è nuovamente <b>polemica sul movimento dei prezzi dei carburanti</b> rispetto al resto d’Europa. Sambuco infatti afferma che <b>i prezzi non scendono</b> in relazione alle quotazioni internazionali, e di conseguenza i margini per le compagnie continuano a salire, sommandosi ad una differenza di 3 centesimi con il resto d’Europa.</tr></td></table><br />

Lungo le strade, poi, le pubblicità dei prezzi sono “diverse, incomprensibili” e talvolta “volutamente ingannevoli”. Sempre secondo Sambuco, l’aumento dei prezzi del carburante non è dovuto alla pressione fiscale, che in questo caso resta inferiore rispetto al resto d’Europa (eccezion fatta per la Spagna). Ciononostante, nel 2008 il divario medio con i prezzi europei è stato di 0,9 millesimi di euro in più rispetto l’anno precedente, con una tendenza ad un ulteriore aumento per i primi mesi del 2009.<br /><br />

Dal canto suo, l’Unione Petrolifera nega sia l’aumento di divario col resto d’Europa, sia l’accusa della “doppia velocità” di adeguamento delle compagnie alle quotazioni internazionali (secondo Sambuco più veloci nei rialzi e più lenta nei ribassi).<br />
Sempre secondo l’Unione, <b>a settembre 2009 si è registrato uno stacco della benzina pari a 3,2 centesimi di euro a litro</b> che si è rivelato il valore più basso sia degli ultimi sette mesi che della media di tutto il 2008. Stesso discorso per il gasolio, che sempre a settembre si è attestato a 3,1 centesimi a litro, restando comunque sempre inferiore alla media del 2008 che era di 3,4 centesimi al litro.]]></content:encoded>
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		<title>Nucleare: quello italiano piace tanto ai colossi europei</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/nucleare-quello-italiano-piace-tanto-ai-colossi-europei/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 18:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costruzioni centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti sul nucelare]]></category>
		<category><![CDATA[investire nel nuclare]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte sono le società straniere ad essere interessate al nucleare italiano, ma i problemi da risolvere non sono pochi. Prima di tutto c'è la sicurezza, legata sia al normale funzionamento delle centrali che allo smaltimento dei rifiuti (alcuni si degradano in 100 anni e altri in diverse centinaia); secondariamente la popolazione, che solo in minima parte accetterebbe la realizzazione di una centrale vicino casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/altro/nucleare-italiano.jpg" alt="Nucleare italiano e investimenti degli altri Paesi in Italia"></td><td>Il <b>progetto nucleare italiano</b> è guardato con molto interesse dalle imprese straniere.<br /> L’Areva, francese, propone a candidati italiani i reattori Epr, già adottati dall’Electricité de France, e già scelti nell’accordo tra Enel e Edf. Ugualmente interessati al progetto italiano sono l’altra francese Electrabel, la tedesca Eon, le svizzere Egl e Alpiq, pur condividendone le <b>perplessità</b>.</tr></td></table>
Infatti la situazione italiana non fornisce quella chiarezza tale da poter decidere su una questione così importante.<br />
La stessa <b>Eni</b>, l’unico gruppo italiano in grado di costituire una seconda, valida alternativa, per ora si astiene da ogni proposta. Ma sia essa che l’<b>Eon</b> sono le uniche, considerate le loro dimensioni, ad essere spronate per dissipare le incertezze.<br /><br />

Tra i <b>dubbi da chiarire</b> troviamo le regole di dettaglio, ossia:
<ul>
<li>le caratteristiche tecnologiche;</li>
<li>il costo per lo smantellamento ad avvenuto esaurimento della centrale;</li>
<li>la soluzione per lo smaltimento delle scorie.</li>
</ul>

E ancora non è dato sapere se con un cambio di scenario politico, lo stop al nucleare verrebbe rimborsato (compreso di oneri e interessi) a coloro che ne avevano già fatto un investimento.<br /><br />

Altro punto da definire riguarda <b>l’organizzazione del mercato dell’elettricità prodotta</b>.<br />
La normativa italiana non ha ancora reso noto i dettagli per la creazione di consorzi tra i costruttori e i consumatori, su come ridurre i rischi di mercato e su come regolare il margine. L’Antitrust non si è pronunciata su eventuali creazioni di agevolazioni o mercati separati.<br /><br />

Ma il <b>dubbio maggiore</b> riguarda in che misura lo Stato sarebbe in grado di coprire dai <b>rischi gravi</b>.<br />
Uno dei maggiori esperti italiani di energia nucleare, afferma che in Giappone il massimale previsto dalle assicurazioni per le centrali atomiche è di 1,2 miliardi: se i danni andassero oltre questa cifra, essi dovrebbero essere coperti dallo Stato.<br />
Dal canto suo, l’Eon non si pronuncia. La sua intenzione sarebbe quella di creare una società per un progetto nucleare con altre aziende elettriche, ma non escluderebbe di puntare sul carbone, forse trovando un accordo con Edison e la svizzera Rezia per prendere parte al progetto Enel a Porto Tolle (Rovigo).<br />
La francese Areva, avendo perso l’alleanza con la Siemens (accordatasi coi russi), si candida singolarmente a fornire la tecnologia (turbine Alstom).<br /><br />

L’unica <b>seconda</b> alternativa alla creazione di un progetto atomico, considerate le dimensioni della società, resterebbe l’Eni, ma l’esperienza dell’Agip Nucleare e la centrale di Latina del 1957, le ha fatto perdere competenza e interesse.<br /><br />

Per quanto riguarda <b>l’opinione pubblica</b>, secondo un sondaggio dell’istituto Format, gli italiani non conoscono le energie rinnovabili e hanno timore del nucleare: solo il 28% degli intervistati ritiene sicura l’energia nucleare, e un 26,3% accetterebbe l’installazione di un impianto nucleare nella propria provincia.]]></content:encoded>
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		<title>Debito europeo: il debito sovrano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 16:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[debito Eu]]></category>
		<category><![CDATA[debito europa]]></category>
		<category><![CDATA[debito europeo]]></category>
		<category><![CDATA[debito sovrano]]></category>
		<category><![CDATA[debito Ue]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo alcuni esperti di economia, l'Europa sarebbe pronta per avere un "debito sovrano", ovvero un unico grande debito da dividere tra tutti i Paesi dell'Unione europea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/news-investimenti/debito-europeo-sovrano.jpg" alt="Unico debito sovrano per tutta l'Europa"></td><td>Secondo le stime dell’Fmi, il debito pubblico dell’Europa raggiungerà il 100% nel 2014, con Francia, Germania e Regno Unito intorno al 90%. Se nel breve periodo i bilanci pubblici sono stati gravati dai sostegni alla finanza, alle imprese e dalla recessione, nel medio periodo non sono previsti miglioramenti. Infatti i costi per il Welfare saranno sempre più alti e i tagli alla spesa pubblica difficili da attuare. E se l’inflazione potrebbe far calare il debito pubblico, ecco intervenire la Bce per ridimensionarla.</tr></td></table><br />

Un aiuto si potrebbe avere dando nuovi stimoli alla crescita: in <b>Cina</b> e in <b>Usa</b>, ad esempio, si punta molto su <b>progetti ambientali e infrastrutturali</b>. La Commissione europea sostiene che gli obiettivi del 20/20/20 e dei Tens si potranno realizzare avendo a disposizione 300 mila miliardi, senza contare la ricerca, le TLC e le biotecnologie.<br /><br />

Una soluzione per il finanziamento è stata proposta dal ministro nell’Ecofin di Gotemborg: sostenere gli investimenti strategici con capitali privati (e pubblici per i paesi che ne hanno in eccesso), attraverso la raccolta di denaro privato europeo tramite grandi banche come ad esempio la Bei, la Kwf, o le Casse Depositi e Prestiti francesi e italiane, e attraverso l’emissione di nuovi strumenti finanziari come gli <b>eurobond</b> per calamitare risparmi dal resto del mondo.<br /><br />

Il favore dei risparmiatori e degli investitori potrebbe essere incontrato da quegli strumenti legati alla Supercassa europea. Le grandi banche europee (Bei, Kwf, Cdc, Cdp) hanno creato una <b>Federazione di investitori a lungo termine</b> e stanno per dar vita ad un fondo equità istituzionale per il finanziamento di progetti europei nelle infrastrutture per i trasporti, per l’energia rinnovabile e per l’ambiente. Esse sono anche d’accordo a fronteggiare il debito e i sistemi di garanzia, ad esempio attraverso i <b>single project bond Ue</b>, emessi dai singoli progetti ma sponsorizzati dalla Supercassa europea, la quale offrirebbe, alla definizione dei progetti la propria reputazione e competenza tecnica, e al titolo una garanzia monoline che gli consenta di avere un rating AAA (basso costo del debito e maggiore capacità di attrarre l’interesse dei risparmiatori). La parte di investimento non coperta dai project bond verrà finanziata dal mercato bancario. In questo modo i single project bond non graverebbero sui bilanci pubblici nazionali e su quelli delle casse (solo le garanzie), favorirebbero i lunghi periodi che il mercato non garantisce, sarebbero strumenti in accordo alle regole di mercato perciò ben visti dagli operatori privati, non sortirebbero effetti di spiazzamento perché una parte del debito è gestita dal mercato bancario.<br /><br />

Gli eurobond, esclusivamente titoli di debito europeo, proposti prima da Delors e poi da Tremonti, hanno invece incontrato delle resistenze. I paesi europei hanno infatti un debito pubblico sempre più crescente e non è facile presentare gli eurobond come strumento che consenta ai paesi più deboli la possibilità di scaricare i propri debiti ai paesi più virtuosi.
L’Fmi stima che nel 2014 il rapporto debito pubblico/Pil dei paesi del G20 andrà oltre il 100%. E l’indebitamento crescerà maggiormente nei paesi avanzati. Si prevedono considerevoli flussi di risparmio dai paesi a basso debito verso quelli ad alto debito, con tassi di crescita tre volte superiori nei paesi emergenti rispetto a quelli avanzati.<br /><br />

La nuova borghesia indiana, cinese, o russa inizierà a comprare titoli occidentali facendo così aumentare la concorrenza tra euro e dollaro. Solo se Cina e Giappone, che insieme detengono il 50% del debito americano, decideranno di diversificare, si potrà forse avere un riequilibrio del risparmio e delle riserve mondiali sulle monete più forti.<br /><br />

Sembra insomma che sia il momento giusto per un <b>debito sovrano europeo</b> che porti stabilità crescita e rafforzamento politico, perché ricordando le parole del giurista Salvatore Pugliatti: “La proprietà obbliga: chi ha un debito in comune è più unito, e chi possiede il tuo debito possiede anche una parte delle tue scelte”.]]></content:encoded>
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		<title>Fondi comuni di investimento: a volte ritornano!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 16:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fondi e investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[banche e fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[fondi comuni di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[investire nei fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[ritornano i fondi comuni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 2 anni di assenza torna la possibilità di investire sui fondi comuni di investimento. Come mai?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/fondi-investimenti/fondi-comuni-di-investimento.jpg" alt="Unico debito sovrano per tutta l'Europa"></td><td>Il contributo delle banche si è rivelato importantissimo nella raccolta dei <b>fondi comuni</b>, che si registrano in positivo da 3 mesi. Esse, infatti, hanno ricominciato a puntare sul <b>risparmio gestito</b>, una mossa ragionevole se si considera che in cima agli sportelli si ha il 90% della distribuzione.</tr></td></table>

Ma il motivo per il quale le banche son tornate a reinvestire nei fondi comuni, dopo averli ignorati per 2 anni, sta nel fatto che essi <b>costituiscono gli unici strumenti atti a garantire punti di rendimento in più rispetto ai Bot</b>. Inoltre considerati i livelli dei tassi, gli istituti di credito, ora, registrano maggiore liquidità ed hanno di conseguenza meno necessità di ricorrere a metodi di raccolta diretta (tanto più che le obbligazioni sono più difficili da piazzare considerate le lunghe durate).<br /><br />

Il dubbio che potrebbe venir fuori è: ma il fondo comune viene venduto realmente per le sue qualità o perché non esiste altra valida alternativa?]]></content:encoded>
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		<title>Il futuro della Borsa italiana parte dai 5 titoli più scambiati</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 09:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[5 migliori titoli borsa]]></category>
		<category><![CDATA[borsa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti borsa]]></category>
		<category><![CDATA[investire a fine 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Un riassunto si cosa è accaduto nei mesi di maggio e giugno tra i 5 migliori titoli che saranno presi come riferimento per i futuri investimenti in Borsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table><tr><td><img src="/images/news-investimenti/5-titoli-piu-alti.jpg" alt="Investimenti diversifica per la Borsa italiana"></td><td>Il report di Borsa Italiana sugli indicatori statistici più importanti di <b>giugno</b>, indica che il 60% del mercato italiano è rappresentato dai <b>5 titoli più scambiati</b> (Unicredit col 20,1% degli scambi, Enel col 14,8%, Eni col 14,6%, Fiat col 6,4%, Intesa Sanpaolo col 4,8%). Se ne deduce che analizzare l’andamento di questi titoli può essere importante per prevedere l’andamento futuro dell’indice.</tr></td></table><br />

Nello scorso bimestre, <b>Unicredit</b> ha evidenziato un andamento laterale tra 1,55 e 2,05. La ripresa del trend in ambito rialzista si verifica solo al di sopra dell’area 2 euro. In questo caso la fase laterale delle ultime settimane si configurerebbe in un triangolo (figura di continuazione), mentre i prezzi procederebbero verso il target fornito dalla figura, in area 2,50. La complicazione a cui si potrebbe andare in contro, sarebbe la violazione di 1,55: in questo caso si assisterebbe alla correzione di tutta la salita dai minimi di marzo, assestandosi il target ideale in zona 1,75.<br /><br />

Di poco dissimile la situazione di <b>Intesa Sanpaolo</b>, tra i titoli meno “pesanti”, che dall’8 luglio ha registrato segnale negativo. Infatti in tale data, le quotazioni sono scese sotto la media mobile a 100 giorni, circa a 2,22, violando allo stesso tempo il supporto offerto sugli stessi valori dal minimo del 14 maggio. Essendosi la discesa arrestata sopra i 2 euro, ossia il 50% del rialzo dai minimi di marzo, può per ora essere considerata una situazione correttiva. Nel caso di violazione dell’area 2, invece, si dovrebbe considerare la prospettiva di ribassi più estesi, fino ai minimi di marzo in area 1,30.<br /><br />

Anche il grafico di <b>Fiat</b> evidenzia la violazione del minimo di maggio a 7,12 euro e la conseguente discesa in area 6,50 con media mobile a 100 giorni. Anche in questo caso si può parlare di flessione correttiva, essendosi il ribasso delle ultime settimane fermato appena sopra il primo delle individuazioni di Fibonacci riguardanti il rialzo dal minimo di febbraio. Al di sotto dei 6,50, invece, si dovrebbe considerare un quadro più negativo, prevedendo, al massimo,  la direzione dei prezzi sul gap del 2 aprile con base al 5,36.<br />
 
Nel caso di <b>Enel</b>, la situazione diventa più complessa. Le sue quotazioni sono infatti scese al di sotto dell’area supporto 3,25(l’ultimo rintracciamento di Fibonacci calcolato per il rialzo dai minimi di marzo), per cui il rischio di nuove discese resta elevato non essendosi registrata un’accelerazione ribassista a conferma di tale segnale negativo. Solo dei recuperi oltre area 3,40 potrebbero allontanare tale rischio.<br /><br />

Si segnala difficile anche la situazione <b>Eni</b>. Dall’inizio di maggio, le relative quotazioni, hanno evidenziato un testa spalle ribassista completatosi il 6 luglio con discesa sotto il trend minimo del 18 maggio e attraversante quello del 25 giugno. Il target del testa spalle si piazza in area 14,50, in cui i prezzi si avvicinerebbero al 62% dell’ultimo rintracciamento di Fibonacci, riguardante il rialzo dai minimi di marzo. La violazione del 14,50 sarebbe indice di un segnale negativo anche per il medio termine. I recuperi invece si manifesterebbero al di sopra del 16,75, come prospettiva di un nuovo test dei massimi di giugno a 18,40.
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