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	<description>Guida su fondi ed investimenti finanziari</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 17:28:40 +0000</pubDate>
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		<title>Investire su fondi esteri</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 11:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fondi e investimenti]]></category>

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		<category><![CDATA[trading online]]></category>

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		<description><![CDATA[La globalizzazione dell’economia mondiale ha fatto evolvere la visione delle imprese che sembrano orientarsi sempre di più verso la scena internazionale.



Allargare gli orizzonti sul mercato globale, cogliere le opportunità di scambi commerciali nel contesto mondiale, investire all’estero per crescere in Italia: questi sono i passi fondamentali da seguire per avere un portafoglio diversificato e bilanciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La globalizzazione dell’economia mondiale ha fatto evolvere la visione delle imprese che sembrano orientarsi sempre di più verso la scena internazionale.</p>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/fondi-investimenti/fondi-esteri.jpg" alt="fondi esteri"></td>
<td>Allargare gli orizzonti sul mercato globale, cogliere le opportunità di scambi commerciali nel contesto mondiale, <strong>investire all’estero</strong> per crescere in Italia: questi sono i passi fondamentali da seguire per avere un portafoglio diversificato e bilanciato nonché ridurre il rischio.</td>
</tr>
</table>
<p>Ma come fare per orientarsi nella giungla degli investimenti esteri?</p>
<p>Per gli <strong>investitori alle prime armi</strong>, la migliore soluzione sono i <strong>fondi comuni d’investimento</strong> in quanto permettono di affidare il risparmio a gestori professionisti affinché questi lo investano in azioni o obbligazioni, per farlo fruttare al meglio. In questo caso le possibilità sono due e cioè i <strong>fondi chiusi</strong> e quelli <strong>aperti</strong>. Se per i primi il cliente non è legato a termini di tempo per uscire dal fondo, nei secondi deve aspettare le date prestabilite. I <strong>costi</strong> da prevedere possono essere<strong> d’ingresso</strong>, <strong>di gestione e di uscita</strong>.</p>
<p>Per i più esperti, l’apertura di un <strong>conto titoli</strong> presso una banca rappresenta una possibilità che permette di scegliere in piena autonomia i paesi di destinazione del proprio risparmio. L’acquisto di azioni estere comporta in questo caso il pagamento di <strong>commissioni alla propria banca e all’operatore locale</strong>. Altra caratteristica importante, molte banche non accettano di eseguire questo tipo di operazione se l’investimento è inferiore al <strong>capitale minimo</strong> richiesto.<br />
 <br />
Un’altra opzione, ottima per tagliare i costi ma che richiede comunque una buona dose di “avvedutezza” è Internet. Diversi sono i siti disponibili in rete specializzati e aggiornati in materia d’investimenti all’estero e di <strong>trading online</strong> (compravendita di titoli per via telematica). Tale alternativa che era limitata al mercato italiano è ora in espansione in Europa e negli Stati Uniti.</p>
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		<title>Investire nei titoli di stato</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 15:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altro]]></category>

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Il Ministero dell’economia e delle Finanze ha deliberato una legge caratterizzata da 10 articoli che decretano in modo lineare i comportamenti, corretti ed imprescindibili, che i vari organi di mediazione devono seguire nel momento in cui si apprestano a concedere






al pubblico le obbligazioni statali come i BOT, CCT e CCZ. Risulta fondamentale che la classe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/titoli-di-stato/investire-titoli-di-stato.jpg" alt="Investire nei titoli di stato" /></td>
<td>
Il Ministero dell’economia e delle Finanze ha deliberato una legge caratterizzata da 10 articoli che decretano in modo lineare i comportamenti, corretti ed imprescindibili, che i vari organi di mediazione devono seguire nel momento in cui si apprestano a concedere
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></p>
<p>
al pubblico le obbligazioni statali come i BOT, CCT e CCZ. Risulta fondamentale che la classe degli investitori sia opportunamente informata in merito a tale decreto per evitare eventuali frodi o comportamenti sleali dei mediatori.
</p>
<p>
Di seguito i famosi <b>10 articoli</b> che costituiscono la nuova forma di legge:</p>
<ol>
<li><b>Spese di gestione</b>: queste spese non devono varcare la soglia massima di 10 euro semestrali e rappresentano gli esborsi dell’investitore per la coordinazione del deposito bancario in cui conserva le proprie obbligazioni. Questo limite è valevole indipendentemente dai fattori peculiari dei titoli statali (come durata, tipo, quantità, etc&#8230;), ma risulta essere nullo per altri tipi di azioni. Inoltre, l’importo effettivo delle spese gestionali deve essere reso pubblico al cliente anche per mezzo postale oltre che divulgato nell’istituto finanziario in questione.
<li><b>Titoli in scadenza</b>: è compito dell’intermediario in questione mettere al corrente il proprio cliente dell’eventuale data di scadenza del titolo e delle possibili modalità di rinnovo;
<li><b>Informazioni sulle aste</b>: i vari istituti bancari devono reclamizzare in maniera accurata le date d’asta delle diverse obbligazioni e, in particolar modo, i termini ultimi per la sottoscrizione. In questo modo l’investitore ha la possibilità di definire la migliore strategia in fase d’esborso.
<li><b>Giorni valuta</b>: Nei titoli come CCT e BTP la valuta degli eventuali accrediti deve coincidere necessariamente con la valuta d’erogazione dei corrispondenti pagamenti o rimborsi relativi a obbligazioni scadute.
<li><b>Prezzo BOT</b>: il prezzo di acquisto del BOT corrisponde al fatidico prezzo medio ponderato frutto dell’asta e il mediatore deve farne propaganda nei locali pubblici. Le varie comunicazioni e le notifiche devono specificare il livello di rendimento lordo dei titoli a scadenza con frequenti aggiornamenti.
<li><b>Commissioni sui BOT</b>: durante l’acquisizione dei BOT non ci sono commissioni predefinite. Come in precedenza, il Ministero dell’Economia e della Finanza stabilisce un limite massimo ma poi sarà compito dell’intermediario prevedere il tasso da versare per ciascuna quantità equivalente a 100 euro di risorse acquisite, in relazione alla scadenza del titolo (5 centesimi per durata uguale o minore a 80 giorni, 10 centesimi dagli 81 ai 170 giorni, 20 centesimi per periodo che va dai 171 ai 330 giorni e 30 centesimi e 30 centesimi per durata uguale o superiore a 331 giorni).
<li><b>Comunicazione sui bot</b>: l’avviso di sottoscrizione dei BOT deve esplicitare il valore formale delle azioni acquisite, il prezzo medio ponderato, percentuale e valore effettivo della trattenuta fiscale versata sui vari interessi, valore percentuale ed effettivo di eventuali commissioni, prezzo totale e relativo tasso di rendimento annuale.
<li><b>Nessuna commissione per CTZ, BTP e CCT</b>: fatta eccezione per i BOT, le altre obbligazioni statali (CTZ, CCT e BTP) non richiedono pagamento di alcun tipo di commissione, poiché è dovere del Ministero stesso coprire tali spese. Il discorso è valido anche nel caso in cui il mediatore in questione non abbia aderito all’asta.
<li><b>Prezzo CTZ, CCT e BTP</b>: il prezzo di acquisto di tutti i titoli di stato richiede una precisa promulgazione nei locali pubblici e, nel momento in cui viene ufficializzata l’effettiva sottoscrizione, l’intermediario deve rendere noti alcuni punti importanti: prezzo di sottoscrizione (anche quello relativo al netto della contribuzione fiscale), prezzo finale con relativo tasso di rendimento annuale e il valore dei dietimi d’interesse al netto.
<li><b>Tassazione dei titoli</b>: il grado di produttività delle obbligazioni di stato dipende dall’aliquota fiscale pari al 12,5 %. Nel caso dei BOT la detrazione avviene durante la sottoscrizione mentre per il resto dei titoli questa fase coincide con il rimborso. Eventuali tassazioni supplementari riservate al conto bancario del cliente devono esprimere chiaramente il decreto legge di riferimento. Esclusi i BOT, per gli altri titoli di Stato non sono previste assolutamente imposizioni o spese di commissione.
</ol></p>
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		<title>Il punto sulla crisi finanziaria (2di2)</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/il-punto-sulla-crisi-finanziaria-2di2/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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Con la delicata situazione dei mercati monetari, a cui va aggiunto il cospicuo aumento dei tassi a breve termine, i riflettori riguardanti la produttività ed il rischio economico sono puntati sulla famigerata classe liquidità con conseguente differenziazione nei vari portafogli.





La situazione di empasse a livello economico, insieme al calo dell’inflazione e all’assenza della necessaria propensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/news-investimenti/andamento_crisi_finanziaria.jpg" alt="andamento crisi finanziaria" /></td>
<td>Con la delicata situazione dei mercati monetari, a cui va aggiunto il cospicuo aumento dei tassi a breve termine, i riflettori riguardanti la produttività ed il rischio economico sono puntati sulla famigerata classe liquidità con conseguente differenziazione nei vari portafogli.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>
<p>
La situazione di empasse a livello economico, insieme al <strong>calo dell’inflazione</strong> e all’<strong>assenza della necessaria propensione al rischio</strong>, hanno sancito il sostanziale decremento dei tassi di governo statunitensi con riflessioni di minor rilievo anche in Europa.</p>
<p>Ecco dunque che la mancata propensione a rischiare crea elevati dislivelli tra i tassi di governo e quelli corporate. Inoltre, l’incremento generale degli spread ha assunto maggior consistenza per titoli come <strong>High Yield ed Investment Grade</strong> che risultano evidentemente penalizzati risultando fortemente a rischio e relativamente produttivi. In ribasso anche le quotazioni dei fondamentali economici circoscritti ai mercati emergenti.</p>
<p>La recente fase discendente dell’Euro è destinata ad attenuarsi e ha costituito la prima fase di revisione all’opera di consolidamento della moneta che ha avuto inizio nel 2002.</p>
<p>Per quanto riguarda l’aumento del dollaro le cause sono da ricercarsi soprattutto nella diminuzione del prezzo del petrolio e alla sorprendente ascesa economica delle aree geografiche contraddistinte dall’euro. Permane comunque il fatto che lo stesso euro risulta sovrastimato e nell’immediato futuro <strong>sono previste variazioni di valore a vantaggio della moneta americana</strong> nel differenziale tra i tassi statunitensi e i corrispettivi tassi euro.</p>
<p>Quel che sembra certo e preventivabile è che le gravi ripercussioni sui vari mercati, dovute alla crisi economica e all’attuale blocco finanziario, sono destinate a proseguire inesorabilmente.</p>
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		<title>Il punto sulla crisi finanziaria (1di2)</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/il-punto-sulla-crisi-finanziaria-1di2/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:19:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[aumento valore dollaro]]></category>

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La crisi economica statunitense rappresenta l’epicentro di tutte le evoluzioni finanziarie attuali. 
Il Congresso USA ha delineato un programma di salvataggio, in attesa di approvazione, che simboleggia un passo in avanti molto importante.




I punti interrogativi legati a tale situazione permangono comunque.
Sopperire con proventi pubblici è un grandissimo rischio e graverebbe sul debito pubblico e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
La crisi economica statunitense rappresenta l’epicentro di tutte le evoluzioni finanziarie attuali.<br /> <br />
Il Congresso USA ha delineato un <b>programma di salvataggio</b>, in attesa di approvazione, che simboleggia un passo in avanti molto importante.
</p>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/news-investimenti/news_crisi_finanziaria.jpg" alt="news crisi finanziaria"></td>
<td>I punti interrogativi legati a tale situazione permangono comunque.<br />
Sopperire con proventi pubblici è un grandissimo rischio e graverebbe sul debito pubblico e poi ci sarebbe da valutare nei vari aspetti l’evolversi degli effetti negativi sortiti dalla crisi sull’intera economia mondiale.</td>
</tr>
</table>
<p>Da sottolineare il <b>ruolo positivo</b> che ha rivestito recentemente il ribasso dell’inflazione dovuto soprattutto alla diminuzione del prezzo di elementi primari e del petrolio.<br /> <br />
A trarne vantaggio da questa situazione è principalmente il legame diretto esistente tra i titoli e le obbligazioni pubbliche.<br />
Secondo le rilevazioni generali, sembra tendenzialmente che gli Stati Uniti si stiano difendendo egregiamente dalla crisi (il livello esponenziale di crescita economica permane) anche se incombe l’eventuale rischio della recessione.<br />
Negli ultimi mesi i mercati europei e asiatici sono in calo e il contemporaneo ribasso del costo del petrolio frena in un certo senso anche i mercati emergenti.<br />
In generale, la crisi economica più la fase a rilento dei vari mercati finanziari e l’inflazione in ribasso possono decretare una diminuzione dei tassi erogati dagli istituti bancari. Questa eventualità avrebbe poco risalto negli USA poiché i tassi hanno già un livello abbastanza basso, ma non passerebbe inosservata in Europa dove i tassi in media si aggirano intorno al 4,25%.<br />
Perché ciò incida in maniera efficace sul sistema economico, è di fondamentale importanza che BCE e Fed riprendano le redini sulla vigilanza dei tassi bancari, ufficiosamente più alti di quanto stabilito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crisi finanziaria e fondi pensione</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/crisi-finanziaria-e-fondi-pensione/</link>
		<comments>http://www.investimentionline.net/crisi-finanziaria-e-fondi-pensione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 15:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Investimenti a lungo termine]]></category>

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I fondi pensione che battono bandiera italiana non verranno intaccati dalla crisi internazionale a detta del Ministro Sacconi. Infatti, la panoramica nazionale di questi strumenti finanziari pare essere tranquilla dato che anche gli investitori più rischiosi, che hanno impiegato parti limitate dei loro capitali, subiranno solo temporanei rendimenti al ribasso.



Oltre a ciò, rassicura il fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/investimenti-lungo-termine/crisi_finanziaria.jpg" alt="crisi finanziaria"></td>
<td>I fondi pensione che battono bandiera italiana non verranno intaccati dalla crisi internazionale a detta del Ministro Sacconi. Infatti, la panoramica nazionale di questi strumenti finanziari pare essere tranquilla dato che anche gli investitori più rischiosi, che hanno impiegato parti limitate dei loro capitali, subiranno solo <b>temporanei rendimenti al ribasso</b>.</td>
</tr>
</table>
<p></p>
<p>Oltre a ciò, rassicura il fatto che questi investimenti risultano altamente diversificati, ovvero composti da titoli appartenenti a più settori di mercato. Un esempio è il Cometa, il più remunerativo dei fondi pensione d’Italia, che ha dichiarato di avere un rischio pari solo allo 0,1% rispetto ai titoli Lehman Brothers.</p>
<p>
Per l’investitore ora si aprono due possibili scenari.<br />
Potrebbe decidere di vendere lo strumento che detiene un portafoglio, con il rischio quasi certo di dover sostenere una perdita così notevole da dover attendere anni prima di poterla recuperare.<br /> <br />
Oppure per chi sceglie di mantenere il proprio investimento si prospetteranno dei rendimenti negativi nel breve periodo per poi registrare tendenze positive nel lungo termine.<br />
<b>Due suggerimenti utili sono</b>:<br /> <br />
- costruire un “asset allocation” ovvero acquistare un portafoglio coerente con le proprie caratteristiche (avversità al rischio, età e anni mancanti alla pensione) ed orientato al risultato positivo di lungo periodo;<br /> <br />
- optare per un piano di accumulo, cioè pagare una somma mensile di adesione ad un fondo per un determinato periodo di tempo consentendo di acquistare quando i prezzi sono bassi e di vendere quando sono più alti.<br />
Infine, la paura di perdere i propri risparmi nel caso di fallimento della banca affidataria non ha ragione d’esistere: infatti, il capitale rimane presso l’istituto depositario, pronto per essere restituito al valore di mercato se il fondo dovesse essere liquidato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come acquistare titoli di Stato</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/come-acquistare-titoli-di-stato/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 11:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fondi e investimenti]]></category>

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I titoli di stato sono acquistabili all’asta oppure sul mercato secondario, sede in cui avvengono giornalmente le azioni di scambio. Entrambe le soluzioni sono percorribili mediante l’intervento diretto di un istituto bancario o di un mediatore finanziario di competenza.




La modalità di sottoscrizione in asta è contraddistinta dalla peculiarità di non richiedere spese di commissione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/fondi-investimenti/acquistare_titoli.jpg" alt="acquistare titoli"></td>
<td>I titoli di stato sono acquistabili all’asta oppure sul mercato secondario, sede in cui avvengono giornalmente le azioni di scambio. Entrambe le soluzioni sono percorribili mediante l’intervento diretto di un istituto bancario o di un mediatore finanziario di competenza.</td>
</tr>
</table>
<p></p>
<p>
La <b>modalità di sottoscrizione in asta</b> è contraddistinta dalla peculiarità di non richiedere spese di commissione per i titoli di Stato fatta eccezione per i BOT. Per quest’ultimi il tetto massimo delle commissioni è predefinito attraverso un decreto legislativo.<br />
In questo caso l’investitore prenota anticipatamente all’inizio dell’asta (minimo 24 ore prima); il numero di obbligazioni richieste partendo da una base minima prefissata equivalente a 1.000 euro.<br /> <br />
Le varie date d’asta, le graduatorie dei risultati e le comunicazioni ufficiali riguardanti i titoli emessi, possono essere riscontrate semplicemente sul sito web ufficiale del Ministero del Tesoro.<br />
E’ opportuno sottolineare che, alla finalità di facilitare i cittadini risparmiatori, attualmente i titoli di Stato sono passati dalla vecchia forma cartacea a quella virtuale della dematerializzazione. Difatti, essi si sono ridotti a mere scritture contabili.<br />
Per quanto concerne la <b>modalità d’acquisto sul mercato secondario</b>, esso è basato peculiarmente sulla libera contrattazione di titoli di Stato già emessi. In questa circostanza gli istituti di credito fissano delle commissioni trattabili dagli investitori e diffuse in maniera esplicita.<br />
La presenza del suddetto mercato secondario permette ai sottoscrittori di liquidare le proprie obbligazioni cedendole antecedentemente alla data di scadenza a valore corrente.<br />
Grazie  al Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato <b>(MOT)</b>, coordinato dalla <b>Borsa Italiana S.p.A.</b>, il risparmiatore può assumere la duplice veste di acquirente e alienante di tali prodotti finanziari per cui l’importo minimo è sempre uguale a 1.000 euro.</p>
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		<title>Titoli dei paesi emergenti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 14:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Titoli di Stato]]></category>

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L’investitore, stanco dei rendimenti sicuri ma troppo bassi delle obbligazioni dei paesi più industrializzati del mondo, ora può dire basta, sebbene la crisi finanziaria sia globale e i mercati emergenti paiono maggiormente pronti a sfatare il trend mondiale registrando una crescita seppur contenuta.



Per tale motivo gli investitori sono attratti verosimilmente da operazioni redditizie da effettuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/titoli-di-stato/paesi_emergenti.jpg" alt="titoli paesi emergenti"></td>
<td>
L’investitore, stanco dei rendimenti sicuri ma troppo bassi delle obbligazioni dei paesi più industrializzati del mondo, ora può dire basta, sebbene la crisi finanziaria sia globale e i <b>mercati emergenti</b> paiono maggiormente pronti a sfatare il trend mondiale registrando una crescita seppur contenuta.</td>
</tr>
</table>
<p>
Per tale motivo gli investitori sono attratti verosimilmente da operazioni redditizie da effettuare nei <b>paesi in via di sviluppo</b> con prospettive di lungo raggio temporale.<br />
Difatti, la recessione degli ultimi anni e la crescita esponenziale delle economie dei paesi emergenti permettono di investire i propri risparmi in <b>obbligazioni con un rendimento decisamente superiore e gratificante</b> e di dire addio ai titoli con gli “occhi a mandorla”, a “stelle e strisce” ed europei.<br />
Ovviamente tale discorso non può valere per gli avversi al rischio: le obbligazioni emesse dai paesi emergenti sono appetibili dal risparmiatore che ha previsioni di rialzo, fiducia nella stabilità economica ed un’ottica di investimento pluriennale.<br />
La maggior parte di queste obbligazioni sono emesse e negoziate in dollari con l’assoggettamento consequenziale al tasso di cambio EURO/USD.
</p>
<p>
<b>In dettaglio i paesi emittenti sono:</b> la Repubblica di Brasile, la Colombia, la Croazia, la Polonia, la Russia, la Turchia, il Venezuela e il Messico; la quotazione avviene sul mercato EuroTLX dalle 09:00 alle 20.30; il Market Maker su EuroTLX è Bayerische Hypo-und Vereinsbank AG (succursale di Milano).
</p>
<p>
<b>Vedi anche: <a title="Investire nelle borse dell'America Latina, Brasile, Messico." href="http://www.investimentionline.net/america-latina-le-borse-riemergono/"  >America Latina: le borse riemergono</a></b></p>
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		<title>Titoli di Stato</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/titoli-di-stato/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 10:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Titoli di Stato]]></category>

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I Titoli di stato consistono in obbligazioni emanate dallo Stato tramite il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di sostenere economicamente la realizzazione di opere pubbliche o altre attività a favore della collettività. L’utile che si ottiene da questa tipologia di titoli è minore rispetto a quelli erogati da società private: questo per poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/titoli-di-stato/titoli_di_stato.jpg" alt="titoli di stato"></td>
<td>I Titoli di stato consistono in <b>obbligazioni emanate dallo Stato</b> tramite il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, con l’obiettivo di sostenere economicamente la realizzazione di opere pubbliche o altre attività a favore della collettività. L’utile che si ottiene da questa tipologia di titoli è minore rispetto a quelli erogati da società private: questo per poter tutelare lo Stato da possibili danni finanziari ed economici.</td>
</tr>
</table>
<p>Inoltre, le obbligazioni statali sono alla portata di tutti i cittadini e divengono molto utili per il risparmiatore nel momento in cui la borsa decresce e, di conseguenza, si possono collegare all’inflazione e al valore del denaro (sono indipendenti dalle variazioni del mercato azionario).
</p>
<p>
Premesso che lo Stato Italiano si sta rivelando sostanzialmente sicuro e affidabile col passare degli anni, anche nel “Belpaese” concorrono rischi correlati soprattutto al decorso di questi titoli, con l’eventualità, in questo caso, di non riuscire a liberarsi più di un’obbligazione non produttiva.<br />
I titoli di stato possono classificarsi in <b>5 categorie fondamentali</b>: <b>BOT, CTZ, CCT, BTP, BTPi o BTPei o BTP€i</b>.</p>
<p>I <a title="Conviene investire nei BOT?" href="http://www.investimentionline.net/investire-nei-bot-conviene-ancora/"  ><b>BOT</b></a> (Buoni Ordinari del Tesoro) sono costituiti da titoli al portatore a breve scadenza (durano massimo un anno), esenti da cedole, con il provento che è fornito dallo scarto d’emissione.<br /> <br />
I <b>CTZ</b> (Certificati del Tesoro Zero Coupon) sono anch’essi titoli senza cedole con termine a 18 e 24 mesi.<br />
I <b>CCT</b> (Certificati di Credito del Tesoro) sono caratterizzati da validità di 7 anni con le cedole a cadenza semestrale che sono variabili in base alla produttività dei BOT a durata di 6 mesi a cui si aggiunge un rialzo.<br />
I <b>BTP</b> (Buoni del Tesoro Poliennali) sono contraddistinti da cedole fisse a cadenze di sei mesi e hanno durata di medio-lungo termine che può essere di 3, 5, 10, 15 e 30 anni.<br />
Infine i <b>BTPi</b> (Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all&#8217;Inflazione Europea) possono durare 5 o 10 anni, mettono al sicuro l’investitore da possibili aumenti dei prezzi a livello Europeo.</p>
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		<title>Federal Reserv (FED)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 19:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Altro]]></category>

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Nella tarda mattinata del 24 dicembre1913 il Congresso degli Stati Uniti approvò il Federal Reserve Act che , tuttora in vigore, disciplina compiti, poteri e composizione della Federal Reserve (FED), la banca centrale degli Stati Uniti d’America.


Le sue azioni, il cui valore nominale e dividendo sono fissati dalla legge rispettivamente a 100 dollari e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/altro/federal_reserv.jpg" alt="fed"></td>
<td>Nella tarda mattinata del 24 dicembre1913 il Congresso degli Stati Uniti approvò il <strong>Federal Reserve Act</strong> che , tuttora in vigore, disciplina compiti, poteri e composizione della <strong>Federal Reserve (FED)</strong>, la banca centrale degli Stati Uniti d’America.</td>
</tr>
</table>
<p>Le sue azioni, il cui valore nominale e dividendo sono fissati dalla legge rispettivamente a 100 dollari e al 6% annuo, sono possedute da banche rigorosamente americane suddivise in dodici distretti.<br />
I natali della FED si devono all’intraprendenza di trecento persone che, entrati in possesso del capitale azionario, riuscirono a raccogliere miliardi di dollari di interessi annui e a distribuire i profitti ai suoi azionisti.</p>
<p>La FED acquistò il ruolo di banca centrale per volontà del Congresso che per molti anni delegò a tale sistema bancario l’emissione di moneta senza la tradizionale copertura delle riserve d’oro e di obbligazioni per il fabbisogno della finanza pubblica.<br />
Quella che a detta di numerosi parlamentari e presidenti americani era una vera e propria <strong>truffa</strong> ebbe il suo <strong>epilogo</strong> il 4 giugno 1963 quando il presidente J. F. Kennedy <strong>ripristinò il potere esclusivo del governo di emettere moneta</strong>, con l’adeguata copertura di riserve d’argento.<br />
Sebbene tale provvedimento non sia mai stato esplicitamente abrogato, i successivi Capi di Stato americani hanno perseverato a delegare tale funzione alla Federal Reserve.<br />
In controtendenza sembra essere il deputato <a title="Chi è Ron Paul, repubblicano americano" href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Ron_Paul" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/ http://it.wikipedia.org/wiki/Ron_Paul');" target="_new"><strong>Ron Paul</strong></a> il quale ha dichiarato ripetutamente il suo dissenso nei confronti del sistema bancario della FED e ha avanzato più volte la sua immediata abolizione.</p>
<p>Quanto è stato appena descritto trova la sua massima espressione nell’aberrante <a title="Video di cosa è il signoraggio bancario" href="http://it.youtube.com/watch?v=XsSpu4cCd1w" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://it.youtube.com/watch?v=XsSpu4cCd1w');" target="_new"><strong>signoraggio</strong></a>.</p>
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		<title>Indici di borsa</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/indici-di-borsa-azionari-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 12:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Borse nel mondo]]></category>

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Un indice di borsa costituisce il valore di un insieme di titoli azionari e la variazione di un indice di borsa rappresenta un approssimazione nel tempo degli scostamenti dei rendimenti degli strumenti finanziari di un portafoglio.



Si classificano tre metodologie di calcolo degli indici:

equally weighted, in cui tutti i titoli dell’indice hanno lo stesso peso;
price weighted, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table>
<tr>
<td><img src="/images/borsa/indici_borsa_valori.jpg" alt="indici borsa valori"></td>
<td>
Un indice di borsa costituisce il valore di un insieme di titoli azionari e la variazione di un indice di borsa rappresenta un approssimazione nel tempo degli scostamenti dei rendimenti degli strumenti finanziari di un portafoglio.</td>
</tr>
</table>
<p>
Si classificano tre metodologie di calcolo degli indici:</p>
<ul>
<li><b>equally weighted</b>, in cui tutti i titoli dell’indice hanno lo stesso peso;
<li><b>price weighted</b>, per cui l’indice risulterà dalla somma dei prezzi dei titoli che lo compongono;
<li><b>value weighted</b>, per cui il peso di ogni titolo è proporzionale alla capitalizzazione di borsa.
</ul>
<p>L’ultima metodologia di calcolo è quella più utilizzata. Ne sono esempi gli <a title="Borsa valori americana di New York" href="http://www.investimentionline.net/borsa-valori-di-new-york/"  ><b>americani</b></a> <b>S&#038;P 500</b> e gli indici <b>Nyse Composite</b>, <a title="Borsa valori italiana di Milano" href="http://www.investimentionline.net/borsa-valori-di-milano/"  ><b>l’italiano</b></a> <b>S&#038;P Mib</b>, <b>il FTSE 100 (UK)</b>, il <b>CAC 40</b> (Francia), il <b>DAX 30</b> (Germania) ed il <b>Topix</b> <a title="Borsa valori giapponese di Tokyo" href="http://www.investimentionline.net/borsa-valori-di-tokyo/" ><b>(Giappone)</b></a>.
</p>
<p>
Tra i pochi indici <b><i>price weighted</i></b> superstiti, i due più famosi sono il <b>Dow Jones</b> (USA), l’indice di borsa più antico della storia e il <b>Nikkei 225</b> (Giappone).<br />
La maggioranza dei titoli viene determinata sulla base del prezzo di mercato, ma ciò permette di prendere in considerazione solo la remunerazione in conto capitale e non quella per intero e più apprezzabile che le società riservano ai loro investitori.<br />
Il dividendo che viene staccato da un titolo <b>non viene considerato</b>, pertanto il prezzo nominale di quest’ultimo sarà diminuito di una somma pari al dividendo pagato. Di conseguenza, un indice calcolato in base ai prezzi di mercato subirà un <b>calo contestuale</b> ad ogni pagamento di dividendo.<br />
La soluzione a questa difficoltà la si è trovata nei cosiddetti <b>indici total return</b> che tengono conto dello stacco e del reinvestimento dei dividendi e dei flussi di cassa dei titoli.<br />
</b></p>
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