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	<title>InvestimentiOnline.net</title>
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	<description>Guida su fondi ed investimenti finanziari</description>
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		<title>Made in Italy: ora è legge</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 15:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge del Made in Italy è stata da poco creata con la quasi unanimità del voto dei parlamentari italiani. Essa servirà a proteggere tutti i prodotti nati in Italia e a contrastare quelli falsi derivanti provenienti da altri nazioni o vendute sotto falso "made in Italy".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/made-in-italy.jpg" alt="Legge per la tutela del Made in Italy" align="left"/>La Commissione per le Attività Produttive della camera ha approvato un Ddl sul Made in Italy.<br /><br /><br />

D’ora in poi quindi il nostro paese avrà una <b>nuova legge</b> che impone regole precise per quel che riguarda i protocolli di etichettatura di prodotti immessi sul mercato nei settori <b>abbigliamento</b>, <b>oggetti per la casa</b>, <b>calzature</b> o <b>pelletteria</b>.<br /><br />

Il primo firmatario della proposta di questa legge è stato l’onorevole della Lega Nord Marco Reguzzoni, che ha interagito per la creazione della stessa con importanti imprenditori del settore, primo fra tutti <b>Santo Versace</b>.<br />
La velocità con cui questo disegno si è trasformato in legge è quasi un record che è stato possibile raggiungere grazie all’accordo sull’argomento dei diversi schieramenti politici al parlamento che hanno votato quasi all’unanimità.<br />
Anche gli accordi con il mondo imprenditoriale del settore sono stati determinanti perché l’argomento è stato molto sentito, considerato l’andamento del mercato e le numerose falsificazioni del marchio “Made in Italy” che sono in circolazione.<br /><br />

L’<b>Onorevole Reguzzoni</b> ha espresso la sua personale <b>soddisfazione</b> per la riuscita dell’iter di questa legge e per l’insieme di forze che l’ha resa possibile. Lo stesso Santo Versace ha dichiarato di essere molto soddisfatto del lavoro portato avanti per l’approvazione di questa legge che, una volta tanto, ha messo al centro l’interesse reale di un settore contro la sterile burocrazia.<br /><br />

Secondo <b>Massimo Calearo</b> (rappresentante del Gruppo Misto in Parlamento) questa nuova legge è da considerare solo come un punto di partenza per la tutela del nostro Made in Italy. Tale legge, può raggiungere livelli di più alta perfezione se verrà integrata con appositi provvedimenti a favore e a tutela dei marchi, anch’essi vittime di incontrollate contraffazioni.<br /><br />

L’importanza di questa legge risiede nel fatto che essa <b>tutela uno dei settori più importanti</b>, se non il più importante, dell’economia del nostro paese, settore formato da piccole e medie imprese che necessitano della tutela da parte di leggi precise per poter continuare a svolgere al meglio la loro attività.<br /><br />

<b>Michele Tronconi</b>, Presidente del sistema moda Italia sostiene che l’approvazione definitiva di questa legge garantisce l’unica via che riesca a portare il settore fuori dalla crisi attraversata negli ultimi anni, grazie alla <b>trasparenza</b> che impone nel sistema di etichettatura obbligatoria. Secondo Tronconi però, il <b>passo successivo</b> e necessario è quello di riuscire ad ottenere una <b>legge simile anche a livello europeo</b> perché i nostri prodotti possano estendersi senza rischi ai mercati francesi, tedeschi e inglesi, offrendo anche ai consumatori europei maggiori garanzie di qualità e trasparenza.<br /><br />

Lo stesso <b>Adolfo Urso</b>, viceministro allo Sviluppo Economico, sostiene a chiare lettere che la <b>nuova legge italiana sull’etichettatura</b> deve rappresentare un punto di partenza e un trampolino per una maggiore tutela a livello Europeo in quanto la materia fondamentalmente è di competenza dell’Unione. Quindi l’approvazione di una legge simile anche a livello europeo rappresenterebbe un punto di arrivo significativo.]]></content:encoded>
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		<title>Grecia alla ricerca di nuovi capitali in America e Asia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investire in borsa]]></category>
		<category><![CDATA[bond grecia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi grecia]]></category>
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		<category><![CDATA[investire grecia]]></category>

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		<description><![CDATA[La brutta situazione economica greca durerà ancora molto tempo, ma in una situazione del genere non si può fare altro che cercare di riprendersi e il prima possibile, magari anche con l'aiuto di bond greci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/investire-in-borsa/grecia.jpg" alt="Bond greci per tirare su le sorti della Grecia" align="left"/>La situazione economica in Grecia verte in condizioni di grossa crisi e il paese sta cercando la strada per uscire autonomamente da questa grave situazione.<br />
Una delle vie percorse è stata quella di collocare sul mercato dei <b>titoli di stato denominati in dollari</b>, allo scopo di  ricercare nuovi capitali in America e in Asia. Tali titoli di stato sono stati messi sul mercato <b>a fine aprile</b> e la Grecia spera di raccogliere da essi undici miliardi e mezzo di euro, che tuttavia rappresentano una piccolissima parte del <b>debito pubblico greco</b> che ammonta a <b>trecento miliardi di euro nel 2010</b>.<br<br />

Il paese comunque, come sostiene Petros Christodoulou, direttore dell’Ufficio per il Debito Pubblico Greco, Atene è sempre stata in grado di vendere bene i propri bond nonostante le forti preoccupazioni generate dai suoi conti pubblici abbastanza disastrati. Lo stesso Christodoulou sottolinea che per far fronte ai bond piazzati fino a questo momento, e che ora sono in scadenza,  servono altri 32,5 miliardi di euro che si spera di poter raccogliere riducendo lo spread con i bond tedeschi attualmente a 335 punti, per arrivare a 250 punti prima della fine dell’estate e a meno di 200 punti entro la fine dell’anno.<br />
In ogni caso gli indici di borsa sottolineano che i compratori di questi bond greci hanno già deciso di vendere in quanto il tasso di interesse è salito dal 6,37% iniziale ad un attuale 6%.<br /><br />

Attualmente <b>il problema più grave</b> per l’economia greca risiede nel <b>rapporto tra debito pubblico e PIL</b> che diminuisce nel momento in cui l’economia cresce più del debito e si prevede che la situazione non sia sulla strada di un cambiamento in quanto la crescita del PIL sembra orientarsi a meno del 2%.<br /><br />

Recentemente la Grecia ha piazzato sul mercato circa <b>5 miliardi di euro in bond settennali</b> per i quali la domanda, attestata intorno ai 7 miliardi di euro, ha nuovamente superato l’offerta. Tra l’altro l’affidabilità e la solidità delle banche greche è decisamente peggiorata nell’ultimo periodo tanto da portare l’agenzia Moody’s ad effettuare un <b>taglio del rating</b> delle cinque più importanti tra queste banche: la National Bank of Greece, la Efg Eurobank Ergasias; la Alpha Bank, la  e la Emporild Bank of Greece).<br />
Questo non è senza dubbio un segnale positivo nella prospettiva di raccolta dei fondi per far fronte al pagamento dei bond. <b>La politica economica</b> del governo greco poi <b>non riesce a creare un clima di fiducia</b> in quanto, nonostante il grave debito pubblico del paese, si stanno stanziando dei fondi per rilanciare le attività economiche a rischio occupazionale, cosa che un paese con una simile crisi alla base non potrebbe di certo permettersi.<br /><br />

La Banca Centrale Europea, nella persona del suo presidente Jean-Claude Trichet, esprime tuttavia un <b>cauto ottimismo</b> sulla capacità della Grecia di ripristinare una situazione di equilibrio nei propri conti pubblici.]]></content:encoded>
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		<title>Analisi tecnica delle azioni ENI</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/analisi-tecnica-eni/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 15:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[borsa eni]]></category>
		<category><![CDATA[eni]]></category>
		<category><![CDATA[forex eni]]></category>
		<category><![CDATA[investire eni]]></category>

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		<description><![CDATA[Una dettagliata analisi delle azioni della società petrolifera italiana ENI degli ultimi 12 mesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/eni.jpg" alt="Analisi tecnica dei titoli azionari Eni" align="left"/>Il titolo della società petrolifera italiana ha vissuto un momento di ribassi fino ad un minimo di 14,30 per poi iniziare un nuovo corso. In questo grafico, che stiamo ancora vedendo in evoluzione, possiamo iniziare a creare le prime ipotesi di trend.<br /><br /><br />

<IMG SRC="http://www.investimentionline.net/images/news-investimenti/eni-grafico.jpg" align="center" /><br />

Innanzi tutto è necessario fissare alcuni punti, come i seguenti:<br />
<ol>
<li>Trend rialzista da Marzo 2009</li>
<li>Segnale LONG, 23 Luglio</li> 
<li>Prima resistenza 15,94</li>
<li>Primo supporto 15,17</li>
<li>RSI e Stoch ben direzionati</li>
</ol>
Il trend di fondo che è stato ribassista fino a pochi giorni fa, ora potrebbe aver cambiato direzione. Infatti, la formazione di minimi crescenti che si appoggiano su un supporto dinamico crescente assieme ai nuovi prezzi vicino ai massimi di periodo (euro 16 circa), ci suggeriscono la formazione di un nuovo trend rialzista.<br />
La strategia di trading online sull&#8217;azione ENI consiglia di <b>posizionarli al RIALZO</b> finché i prezzi si mantengono sopra 15,44.<br /> 
Analisi alternativa: sotto 15,44 è possibile assistere ad ulteriori ribassi fino a 14,92 e 14,58 in estensione.<br /><br />
RSI: ben direzionato<br />
Stoch: ben direzionato<br />
Pivot: 15,44<br /><br />

<b>Supporti e resistenze per il trading online:</b><br />
16,41<br />
15,96<br />
15,84 &#8212;> last price<br />
15,17<br />
14,92<br /><br />]]></content:encoded>
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		<title>Strumenti di tortura: le aziende europee riescono ancora a commercializzarli</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/commercio-strumenti-tortura-europa/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[aziende tortura]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti armi]]></category>
		<category><![CDATA[investire tortura]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tortura]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un rapporto di Amnesty International e di Omega Research Foundation si è rilevato come anche in Europa ci siano ancora aziende che producono strumenti di tortura ma contro legge, una legge che riesce ad essere aggirata anche a causa degli scarsi controlli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/tortura-europa.jpg" alt="Aziende Europee producono e commercializzano ancora strumenti di tortura" align="left"/>È possibile che nel 2010 alcune aziende europee siano coinvolte nella produzione e nel commercio di strumenti utilizzati per la tortura? Purtroppo sì, come è stato provato da un recente <b>rapporto stilato da Amnesty International e da Omega Research Foundation</b>.<br /><br />

Il rapporto, intitolato “Dalle parole ai fatti” sottolineerebbe che questi strumenti di tortura includono bracciali per provocare scariche elettriche a 50.000 volt, serrapollici di metallo, congegni per immobilizzare i detenuti contro le pareti delle loro celle.<br />
Dal rapporto emerge che <b>queste attività</b> di produzione e commercializzazione internazionale andate avanti in maniera indisturbata per anni, <b>aggirando misteriosamente i numerosi controlli</b> che dal 2006 sono stati portati avanti proprio per impedire che si verificassero simili accadimenti.<br />
Quello che Amnesty ha voluto sottolineare tramite questo rapporto è la sua ferma volontà di far entrare questo argomento all’ordine del giorno di un’assemblea parlamentare europea, proprio per cercare di intervenire in modo concreto su quelle che sono le mancanze legislative sull’argomento. E dopo questo rapporto, dovrà essere compito del Sottocomitato sui diritti umani della Commissione Europea muoversi verso la soluzione del problema.<br /><br />

Il fatto che l’Unione Europea abbia imposto dei controlli nel 2006 sul commercio di strumenti di tortura è senz’altro una presa di posizione significativa che però non sembra aver risolto il problema alla radice; pertanto è necessario rafforzare la legge in modo che i paesi che ancora contravvengono alle direttive europee sull’argomento, non possano più trovare degli escamotage legali che li facciano agire indisturbati.<br /><br />

Dal rapporto emerge che tra i paesi europei che autorizzano l’esportazione di strumenti atti alla tortura compaiono senza dubbio <b>Germania e Repubblica Ceca</b>. E Amnesty ha raccolto le prove che i nove paesi che hanno acquistato questi strumenti da Germania e Repubblica Ceca li hanno realmente usati in operazioni di tortura<br /><br />

Brian Wood, direttore per Amnesty International del dipartimento che si occupa di affari militari e di polizia, esprime tutti i suoi dubbi che siano <b>molti di più i paesi europei che concretamente ignorano o aggirano le direttive europee sull’argomento</b>.<br />

Concretamente, dal rapporto si evince che:
<ol>
<li>negli ultimi 4 anni Germania e Repubblica Ceca hanno esportato mezzi di tortura come pistole elettriche, spray chimici, ceppi ecc;</li>
<li>alcune aziende italiane e spagnole hanno venduto braccialetti che danno scosse elettriche (un escamotage considerato che la legge fa riferimento solo all’impossibilità di vendere cinture elettriche);</li>
<li>l’Unione Europea obbliga i propri stati membri a rendere pubbliche le autorizzazioni sulle esportazioni ma solo sette paesi su ventisette l’hanno fatto;</li>
<li>molti stati dell’Unione sono ancora quasi del tutto all’oscuro riguardo le attività che si svolgono nelle aziende sul territorio nazionale proprio perché i controlli non sono ben regolamentati.</li>
</ol>]]></content:encoded>
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		<title>Mercato immobiliare: le vendite dovrebbero migliorare da fine 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 13:55:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo case]]></category>
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		<category><![CDATA[situazione economica italia]]></category>
		<category><![CDATA[vendita immobili]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi è presente e non passerà facilmente, soprattutto perché è ben diversa dalle crisi che hanno colpito solo alcune nazioni nel passato.
Intanto alcuni esperti pensano che la ripresa del mercato immobiliare potrebbe avvenire verso la fine del 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/mercato-immobiliare-vendite.jpg" alt="La crisi immobiliare dovrebbe incominciare a calare verso la fine del 2010" align="left"/>Nel nostro paese ci si interroga ancora su quale sarà il futuro del mercato immobiliare.<br />
Le <b>previsioni d’inizio anno</b> dicevano che, come per Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti, anche l’Italia avrebbe subìto un drastico <b>crollo dei prezzi delle abitazioni</b>.<br /><br />

Nei paesi citati, infatti, c’è stato un abbattimento delle quotazioni piuttosto consistente ma, al momento, nel nostro paese sembra stabilizzarsi sia per quel che riguarda il livello di vendite che per quel che riguarda le quotazioni delle case.<br /><br />

Ovviamente queste osservazioni provengono dagli esperti del settore come, per esempio, Fabiana Megliola della Tecnocasa la quale ha previsto che per il <b>corrente anno</b> le vendite di case dovrebbero attestarsi intorno alle <b>seicentomila unità</b> e che il calo dei prezzi rispetto all’anno precedente dovrebbe non superare cifre che vanno dall’1 al 3%.<br />
Queste previsioni ovviamente sono semplicemente basate sull’andamento generale del mercato nell’ultimo semestre del 2009, durante il quale il ribasso dei prezzi è andato via via diminuendo fino ad arrestarsi quasi completamente negli ultimi mesi dell’anno.<br /><br />

Da questo andamento è scaturito l’ottimismo con il quale gli esperti del settore guardano al mercato immobiliare per il 2010 che avrà probabilmente un lieve aumento del fatturato con quotazioni in discesa, ma solo nei primi mesi.<br />
Come sostiene Alessandro Ghisolfi, direttore di Ubh, sarà possibile vedere e godere degli effetti di una vera e propria ripresa del settore solo nel giugno del 2010 quando le fluttuazioni del mercato si saranno stabilizzate.<br />
Perché ciò avvenga, comunque, è necessario che i proprietari di immobili che intendano vendere, accettino il fatto che i prezzi si siano stabilizzati su cifre lievemente inferiori rispetto agli anni precedenti.<br /><br />

Ovviamente queste previsioni ottimistiche per il mercato immobiliare italiano nell’anno 2010 sono strettamente connesse alla situazione economica generale del paese, e quindi al livello occupazionale e all’andamento dell’inflazione.<br /><br />

Sicuramente un dato favorevole per il mercato viene dal rientro dei capitali depositati all’estero dovuto allo <b>scudo fiscale</b>. Le previsioni fanno pensare infatti che buona parte di questi capitali verranno investiti proprio nel mercato immobiliare.<br /><br />

Un clima di ottimismo si respira anche tra gli agenti immobiliari italiani, come viene fuori da alcune interviste rivolte a circa 900 di loro da parte di Tecnoborsa-Bankitalia. Solo il 12% di loro infatti si è dichiarato pessimista rispetto ad un miglioramento del mercato, mentre il 66% di loro è decisamente più ottimista.<br />
Un altro indicatore abbastanza oggettivo dell’andamento del mercato immobiliare può essere considerato il tempo impiegato nell’ultimare la vendita di un immobile da parte di un’agenzia del settore. E sia per Tecnocasa che per Toscano si è registrata una <b>lieve velocizzazione nella vendita degli immobili</b>, segno da interpretare positivamente rispetto alla ripresa definitiva del settore.]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Gruppo Autogrill in Canada: salgono a 24 i punti vendita da gestire</title>
		<link>http://www.investimentionline.net/autogrill-canada/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 15:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[autogrill in canada]]></category>
		<category><![CDATA[benetton in canada]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti estero]]></category>
		<category><![CDATA[società autogrill]]></category>

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		<description><![CDATA[La Società Autogrill di proprietà della famiglia Benetton gestirà non più solo 17 ristoranti sulle strade americane ma 24. Il contratto partirà dal 2013 anche se 7 piazzole di sosta sono già operative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/autogrill-canada.gif" alt="Aumentano gli investimenti " align="left"/>Il gruppo <b>Autogrill</b>, di proprietà (come per Autostrade S.p.a.) della famosa famiglia di industriali italiani <b>Benetton</b>, ha recentemente ottenuto un contratto plurimiliardario da parte del Canada.<br />
Il grande paese Nord Americano ha infatti offerto alla società italiana, specializzata nella ristorazione sulle autostrade, di <b>gestire 24 punti ristoro</b> sulla lunga linea autostradale che va <b>dal Michigan fino al Québec</b>, coprendo più di mille chilometri di percorso.<br />
Autogrill già in passato gestiva 17 dei suddetti punti ristoro e con questo nuovo contratto ha ottenuto, oltre al rinnovo della precedente concessione, l’integrazione di altre 7 nuove piazzole.<br /><br />

L’intera operazione varrà per Autogrill <b>6,5 miliardi di euro</b> da suddividere però in <b>cinquant’anni</b>, periodo di durata della concessione. Quindi la precedente somma si traduce nella ragguardevole cifra di <b>70 milioni di euro l’anno</b>. Comunque, trattandosi in grossa parte di un rinnovo di contratto già esistente, il bilancio della società Autogrill non subirà grosse impennate. I nuovi ricavi infatti si attesteranno intorno allo 0,4% del totale del volume d’affari dell’azienda.<br /><br />

In seguito a questa operazione le azioni di Autogrill hanno avuto un rialzo dello 0,81%, che è tanto se si considera l’andamento piuttosto negativo delle borse europee nell’ultimo periodo. Ciò che rende questo contratto tra il paese nord americano e la società italiana molto forte è l’accordo raggiunto con il ministero dei trasporti dell’Ontario che ha generato una partnership pubblico-privata in cui la parte pubblica ha il ruolo e la volontà di arricchire il paese di infrastrutture utili alla popolazione.<br /><br />

Il contratto sarà <b>completamente</b> operativo a partire <b>dal 2013</b> anche se 7 delle 24 piazzole saranno operative già a partire da quest’anno. Poi via via si procederà all’ammodernamento delle piazzole già gestite da Autogrill in Canada e le previsioni fanno pensare che i lavori saranno completati  nel 2018.<br /><br />

Questo contratto quindi è un ulteriore punto di forza per la società italiana leader della ristorazione sulle autostrade che ha avuto un buon bilancio anche nel 2009, nonostante la generale recessione registrata  dal settore del turismo e dei trasporti in generale.]]></content:encoded>
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		<title>Kuwait: proposta del Governo per accollarsi il debito dei cittadini</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cristi economica kuwait]]></category>
		<category><![CDATA[debito kuwait]]></category>
		<category><![CDATA[proposta economia kuwait]]></category>

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		<description><![CDATA[In Kuwait, all'inizio dell'anno, c'è stata una proposta per fare in modo che lo Stato si accolli il debito dei cittadini che non riescono più a pagare i debiti contratti per l'acquisto di beni materiali. Ovviamente tra i politici c'è stata subito bufera per chi non era d'accordo e vedeva la manovra come un modo per premiare i disonesti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/kuwait.jpg" alt="In Kuwait c'è una proposta che fa molto discutere: lo Stato potrebbe accollarsi il debito dei cittadini." align="left"/>Nel Kuwait si guadagna tanto ma si spende anche tanto, e ovviamente molte famiglie (come in occidente) <b>acquistano moltissimo ricorrendo a prestiti di qualunque tipo</b>, arrivando ad indebitarsi fino al collo.<br /><br /> 

Ma non ci sono problemi! I cittadini di questo luogo del mondo hanno i politici (alcuni) dalla loro parte.<br />
Infatti tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, il Parlamento kuwaitiano ha cercato di creare una <b>particolare legge</b> che nessun altra nazione del mondo aveva mai osato provare a realizzare.
Con 35 voti a favore, 22 contrari e 1 astenuto, si è deciso che il Governo dovrà prima <b>comprare 21,6 miliardi di dollari di credito al consumo</b> delle famiglie (pari a circa 15,8 miliardi di euro), poi dovrà <b>azzerare gli interessi</b> che sono 5,2 miliardi di dollari (pari a circa 3,8 miliardi euro), e infine dovrà <b>dilazionare i pagamenti</b> della somma restante in rate della durata massima di <b>15 anni</b>.<br /><br />

Il Governo non è stato a guardare e si è opposto al provvedimento perché questo modo di agire (che tra l’altro potrebbe assomigliare un po’ all’italian style) <b>premia chi è si è indebitato</b> oltre le sue possibilità perché convinto che qualcuno prima o poi sarebbe arrivato a salvarlo. Il Governo, quindi, non vuole che i cittadini del Kuwait ricordino questo precedente come un modo per comprare tutto a credito (soprattutto lussuose futilità) tanto poi ce lo stato che arriverà a toglierli dai guai.<br /><br />

L’Emiro non intende accogliere questa legge e il ministro delle Finanze, Mustafa alChamali, ha detto che questa legge è una violazione sull’ordine tecnico, costituzionale, e procedurale.
Il Governo può rigettare la legge ma le procedure del paese arabo sono lunghe e alquanto complicate, quindi è molto probabile che la disputa durerà per parecchio tempo ancora.<br /><br />

Intanto la Banca Centrale del Kuwait ha comunicato che dopo aver fatto alcuni conti è risultato che <b>1 cittadino su 4 ha usufruito di un credito al consumo</b>, ma la cosa che più preoccupa gli economisti è che la nuova legge potrebbe costare al Tesoro kuwaitiano ben 13 miliardi di dollari (pari a circa 9,5 miliardi euro), oltre al fatto che il popolo del Kuwait sarebbe incoraggiato a fare acquisti senza alcun senso di responsabilità economica.]]></content:encoded>
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		<title>Investire nel mattone: crea il tuo spazio con il mutuo per la casa ideale</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 18:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo casa]]></category>
		<category><![CDATA[mutuo restauro]]></category>
		<category><![CDATA[prestito acquisto casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ottenere un prestito è molto facile, soprattutto grazie al web che offre la possibilità di richiedere un mutuo online senza muoversi da casa e senza perdere tempo.
E' sufficiente inviare una mail, o anche fare un semplice telefonata, per poter richiedere del denaro e vederselo accreditare dopo pochi giorni; ovviamente se tutte le condizioni lo permettono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/investire-mattone.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/>La casa è una priorità per tutti e la sua scelta può essere l’unica che fate in tutta la vita.<br /><br />

I siti specializzati in  prestiti online vi permettono di trasformare un’anonima e fredda casa  in un ambiente confortevole in cui i giorni passano in sintonia con se stessi e con le persone a voi più care.<br /><br />

Dopo l’acquisto dell’immobile, potrebbe arrivare il giorno in cui decidete che è ora di dare un <b>rinnovamento a tutta la casa</b> o a parte di essa. Ad esempio potrebbe essere necessario sostituire tutto il bagno, oppure il vecchio pavimento di casa non è più quello di una volta e volte mettere nuove piastrelle, o semplicemente volete tinteggiare le pareti per cambiare colore.<br /><br />

Oggi, grazie al web, è possibile <b>richiedere un prestito o un mutuo</b> semplicemente con una telefonata o con e-mail: entro pochi giorni si riceverà una risposta, e se la richiesta sarà stata accettata, vi verrà inviato il denaro sul conto corrente o con un assegno non trasferibile direttamente a casa.<br /><br /> 
La <b>procedura è molto semplice</b> e richiede solo l’invio di pochi documenti di cui tutti disponiamo: carta d&#8217;identità, o patente valida, e codice fiscale.<br /><br />

I <b>prestiti</b> personali sono <b>facilmente ottenibili</b> per i lavoratori dipendenti con contratti a tempo indeterminato, e anche per i pensionati fino a 86 anni, con residenza in Italia.<br /><br />

Informatevi qui: <a title="Mutui casa per acquisto, ammodernamento, ristrutturazione del proprio immobile" href="http://blog.salentonet.it/risparmiare-scegliendo-il-mutuo-casa-giusto.htm" target="_new"><b>&#8220;Risparmiare scegliendo il mutuo casa giusto&#8221;</b></a>.<br />
È possibile richiedere un piano personalizzato per pagare meno interessi o per prolungare la durata del mutuo, che può essere a tasso fisso, variabile o misto.<br />
In qualsiasi momento si sceglie di rimborsare il debito e pagare gli interessi non ancora scaduti o di rinnovare per far fa diminuire il valore mensile della rata.<br /><br />

Nel prestito per l’acquisto di una casa possono essere inserite anche tutte le spese accessorie, come notaio, tasse immobiliari, imposte sulla vendita, deposito per un compromesso e altro.<br /><br />
Inoltre è finanziabile allo stesso modo anche l’<b>installazione di pannelli solari</b> o una sistemazione totale dell’<b>impianto elettrico</b>, oppure l’installazione di <b>caldaie</b> per il riscaldamento, impianti di climatizzazione/condizionamento.<br />
In questo modo potrete anche approfittare dello <b>sconto statale del 55% per tutti i lavori che aiutano a inquinare meno</b> (ad esempio la sostituzione degli infissi, oltre a caldaie a gas moderne e pannelli solari) e sapere che con i nuovi lavori effettuati risparmierete denaro per molti anni.]]></content:encoded>
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		<title>Cosa sono i prestiti personali</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[contratti prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[legge prestito personale]]></category>
		<category><![CDATA[prestito personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di firmare un contratto, qualunque esso sia, è importante conoscere tutti i suoi aspetti e capire fino in fondo a cosa andiamo in contro.
Questo vale soprattutto quando ci sono di mezzo i soldi e magari un prestito personale di diverse migliaia di euro, che magari puoi servire per particolari investimenti privati o nel proprio lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><img style="margin-right:5px;" src="/images/altro/cosa-sono-prestiti-personali.jpg" alt="Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi." align="left"/> I prestiti personali consistono in una prestazione <b>semplice e conveniente</b>, che adduce all’erogazione la non finalità di spesa, così da rendere più flessibile e meno invasivo il piano di acquisto di un bene o un servizio.<br /><br />

I <a title="Prestiti personali" href="http://www.nonsoloprestiti.com/" target="_new"><b>prestiti personali</b></a> convengono per un contratto preordinato all’ammortamento di rate fisse e costanti nel tempo, da pagare solitamente secondo <b>scadenze mensili</b>, accorpate a un ulteriore valore in danaro che corrisponde all’indicazione dei tassi previsti per l’estinzione del prestito.<br /><br />

Se gli interessi sono generalmente fissi, allo stesso modo è facile ritrovare un prestito che non abbisogna di garanzie reali come un’ipoteca, in quanto si tratta di una semplice transazione formulata sulla corrispondenza di beni di poca rilevanza economica: diversamente è possibile richiedere delle garanzie personali come una fideiussione, ciò nel caso il soggetto contraente non disponga di una busta paga fissa o che si tratti di un disoccupato o una casalinga, ancora uno studente universitario o un lavoratore precario.<br /><br />


Alla stipulazione di un  finanziamento, in generale, è opportuno verificare l’intera metodologia del processo mediante un’<b>analisi dettagliata del profilo del contratto</b>, poiché è indispensabile conoscere un elemento ancor prima di avviarlo: quindi si parte dall’esame dei parametri TAN e TAEG sui cui verterà l’intero ammortamento rateale, per poter scegliere, in base alle oscillazioni di mercato, il tasso che meglio conviene alla soluzione finanziaria.<br /><br />

È consigliabile <b>verificare anche tutta la lista delle spese d’istruttoria</b> previste alla sottoscrizione, poiché non sempre il contratto è chiaro in materia e, inoltre, potrebbe contenere delle clausole che sarebbe bene non saltare.<br />
In fine è opportuno richiedere dell’esistenza di una copertura assicurativa, e vedere i costi ad essa associati: a volte una multa per cause di insolvenza conviene più del pagamento dei premi disposti per l’efficacia del servizio!]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento crisi finanziaria: il rapporto della Banca Centrale Europea</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[banca centrale europea]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio europeo rischio sistemico]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[svalutazione prestiti societari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario. Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio. A Francoforte sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla <strong>Banca Centrale Europea (BCE)</strong>, emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.
<br /><br />
<img style="margin-right:5px;" src="/images/news-investimenti/bce.jpg" alt="crisi finanziaria - bce" align="left"/>Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a <strong>rischi provenienti dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e dal settore creditizio</strong> che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.<br />
A Francoforte sono state discusse le principali difficoltà, associate alla consapevolezza di un provvidenziale intervento pubblico fatto di incentivi e finanziamenti, che ha scongiurato il peggio in seguito al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers.
<br /><br />
Le preoccupazioni della BCE sono legate ad alcuni fattori, in particolare agli investimenti operati da alcune banche nel settore immobiliare e nei mercati dell&#8217;Est Europeo. Si teme che movimenti poco ponderati possano portare ad una nuova instabilità.
E&#8217; proprio per questo motivo che sono state varate ulteriori svalutazioni sui prestiti societari nel corso del 2010.
<br /><br />
Inoltre dopo l&#8217;azione intrapresa dal governo austriaco per nazionalizzare un importante istituto di credito, <strong>Group Alpe Adria</strong>, si è focalizzata l&#8217;attenzione anche sui <strong>tempi del sostengo</strong> apportato da governi e banche verso gli istituti di credito.
Occorre non tagliare troppo presto gli aiuti per permettere di raggiungere un&#8217;adeguata stabilità, ne prolungarli per un tempo eccessivo in quato tale azione aumenterebbe i dissesti nei conti pubblici statali ed ostacolerebbe il mercato della libera concorrenza.
<br /><br />
Intanto sta prendendo forma il nuovo <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0499:FIN:IT:PDF" target="_blank">Consiglio europeo del rischio sistemico</a> (Cers)</strong> che avrebbe il compito di sorvegliare e tenere sotto controllo i sistemi assicurativi e bancari dell&#8217;Unione Europea.]]></content:encoded>
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