Revoca degli incentivi per il fotovoltaico

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Investire nel fotovoltaico

Novità per gli incentivi sugli impianti fotovoltaici a terra e per il potenziamento delle serre fotovoltaiche.

Il governo Monti ha revocato con il maxi-emendamento al decreto liberalizzazioni gli incentivi per gli impianti sopra descritti che invece erano stati introdotti nell’art. 65 che già a sua volta aveva creato controversie e critiche per aver nuovamente apportato delle variazioni alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

Nel maxi-emendamento viene riportata questa dicitura: «E’ fatto salvo il comma 6 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, a condizione che l’impianto entri in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto».

All’atto pratico oltre a cancellare quello che è accaduto prima dell’art. 65, la scadenza viene prorogata al 28 marzo 2012, quindi fino a questa data sarà possibile richiedere le agevolazioni e collegare gli impianti alla rete elettrica entro 60 giorni da quando è stato confermato il decreto delle liberalizzazioni del governo Monti.

Quindi sarà possibile avere agevolazioni sia per gli impianti costruiti e per la costruzione di nuovi impianti posizionati sul demanio militare e su quelli posizionati in terreni registrati come agricoli alla data di inizio della legge di cambiamento, con l’obbligo che entro 180 giorni dalla data di inizio del decreto l’impianto sia perfettamente operativo.

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    2 risposte a “Revoca degli incentivi per il fotovoltaico”

    1. estephan Says:

      Per ministro Clini

      Non decapitare lo sviluppo del fotovoltaico concedi un periodo di lavoro stabile di sei mesi per tutti gli impianti gia’ autorizzati o in corso di costruzione (non 60 giorni). Con regole poche e semplici. Pertanto correggi l’art. 65 alla camera, fateci operare e non fallire. Permettete di guadagnare, pagare le tasse e…..mantenervi!

      Non passare alla storia come il precedente “Romani”, il piu’ grande ammazza rinnovabili, con lobby associate (nucleare).

    2. Ciro Says:

      Articolo 65 Liberalizzazioni votato in Senato il 1 marzo (integrato)
      Le contorsioni della Politica Italiana.
      In controtendenza a liberalizzare i nostri Senatur ricreano Monopolio nel favorire il Demanio Militare, ovvero “immense praterie” e ghiottonerie per le grandi lobby.
      Mentre per gli impianti fotovoltaici già autorizzati inferiori ad 1 MW, attraverso la giungla burocratica italiana, e/o in corso di costruzione e/o completamento vengono concessi 60 giorni, vale a dire “sbarazziamocene” e fottiamocene se mettiamo in fallimento giovani tecnici che hanno cercato di costruirsi dei propri spazi di VITA.
      Ovviamente contravvenendo e cambiando continuamente le regole e norme già approvate in precedenza. Sembra spostare in avanti continuamente la linea del traguardo e sfiancare i concorrenti prima dell’arrivo. Filosofia a parte: chi paga i vostri danni?
      E’ urgente informare i politici preposti a modificare, prima della votazione finale, il comma in questione, concedendo, per il completamento e messa in esercizio degli impianti, un periodo di ameno cinque/sei mesi.
      Inoltre, diversamente e stranamente, sembrerebbe che gli impianti superiori ad 1 MW potrebbero essere costruiti in tempi e modi non definiti o comprensibili (?)
      Buona riflessione e cari Parlamentari modificate alla Camera.
      Metteteci nelle normali condizioni di operare, dandoci il giusto tempo di procedere. Fate una moratoria/sanatoria per tutte le Autorizzazione uniche già concesse, regolari e rispettevoli delle norme territoriali, concedendo il periodo di 6 (sei) mesi per tutti, definitivo e senza ulteriori proroghe.

      In sintesi:
      a) viene introdotto il Demanio Militare: apertura alle grandi lobby;
      b) possono essere costruiti e messi in esercizio “entro 180 giorni” gli impianti approvati entro la data di entrata in vigore del Decreto, rispettando le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011. In controtendenza si riaprono le grandi lottizzazioni in favore esclusivo delle grandi lobby;
      c) devono essere messi in esercizio “entro 60 giorni” gli impianti inferiori ad 1 MW rispettevoli del comma 6 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011. Moltissimi impianti inferiori ad 1 MW gestiti da modesti imprenditori e giovani tecnici in 60 giorni non avranno possibilità di essere messi in esercizio (considerando i tempi di ENEL per allaccio e collaudo), se l’art. 65 non verrà modificato alla Camera.
      P.S. – un plauso e ringraziamento a legambiente. diversamente, dalla politica non si scorge nessun segnale propositivo o a favore.

      Un ringraziamento a voi , concessionari dei blog, che date spazio alle nostre voci, interpellate e trasferite ai nostri politici. altrimenti sono e resteranno sempre solo parole e la politica del non “far fare” ai noi normali e modesti imprenditori.

      Monti giovedì in commissione Camera su dl liberalizzazioni:
      (ANSA) – ROMA, 12 MAR – Il presidente del Consiglio Mario Monti giovedi’ pomeriggio alle 17.30 e’ atteso, cosi’ come si legge sul sito del governo, in commissione Finanze della Camera dove e’ prevista la riunione congiunta con la commissione Attivita’ produttive per l’esame del decreto legge liberalizzazioni.

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