gen 12
Il 2012 è iniziato da poco e l’Italia ha incominciato il suo periodo di recessione. Dove investire in questo clima di economia in passivo?
Siamo in recessione, quindi il PIL non cresce. In questo scenario dove è ancora possibile e redditizio investire?
Per sapere in che modo investire i propri risparmi è importante innanzitutto dare uno sguardo agli altri mercati, in particolar modo quello USA, quello europeo e quello dei Paesi Emergenti.
Il periodo di forte caduta borsistico che si è avuto nel 2011 sembra essersi interrotto, e siccome spesso la Borsa anticipa quello che poi accadrà nell’economia reale, bisognerà attendere le prossime settimane per capire cosa accadrà realmente all’economia mondiale, anche se molto probabilmente non sarà nulla di buono.
Quanto detto fino ad ora vale anche per le nazioni emergenti ma non per gli USA che pare si stiano svincolando dalla paralisi economia.
Il 2012 sarà un anno molto difficile per tutto il mondo, e noi italiani accuseremo un colpo molto molto forte ma vediamo dove è possibile investire per avere un po’ di profitto di ritorno.
La prima azione da fare è controllare continuamente i principali indici dei mercati azionari: se il trend si invertirà e le azioni saliranno significherà che sarà vantaggioso incominciare ad investire nuovamente in qualcosa. Se volete investire nel Forex lasciate fin da ora un po’ di contante in un conto deposito in modo essere pronti ad investire.
La seconda cosa da fare è controllare costantemente anche il mercato delle obbligazioni bancarie, perché le banche sono in cerca di liquidità quindi di persone pronte a usufruire degli investimenti che loro offrono ai clienti. Proprio per questo si sta alzando il tasso di interesse offerto a chi investe o a chi apre un nuovo conto corrente: le banche stanno cercando di autofinanziarsi il più possibile. Ecco perché potrebbe risultare vantaggioso investire in alcuni bond bancari che possano essere vantaggiosi come prezzo e/o cedole.
Nelle prossime settimane (proprio come è accaduto negli ultimi mesi del 2011) aumenteranno le offerte nei conto deposito.
Un ultimo consiglio è quello di fare della vostra esperienza di investitori il migliore mezzo per i nuovi investimenti. I nuovi investitori è meglio che incomincino sempre con l’investire piccole cifre in guadagni ad alta sicurezza anche se ciò significherà guadagnare poco.
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feb 22
Esistono dei fondi come gli Exchange Traded Funds che le banche e gli istituti di credito non consigliano spesso perché per loro sono poco remunerativi, al contrario del cliente che invece avrebbe un discreto guadagno.
Gli intermediari per le contrattazioni di questo tipo di fondi possono essere le banche o qualsiasi altro broker autorizzato.
Questo prodotto finanziario ha avuto vita negli Stati Uniti a metà degli anni ’90, ma in Italia le sue prime quotazioni risalgono al 2002.
Il portafoglio di questo tipo di fondi ha la caratteristica di avere una gestione passiva. Questo vuol dire che le transazioni di questi prodotti sono legate ad un indice di mercato del quale si sceglie di seguire l’andamento per stabilire in quale momento vendere o comprare ETF. In questo modo si riducono al minimo i costi di transazione e le detrazioni fiscali applicate al capitale: l’indice di riferimento, che in gergo tecnico si definisce benchmark, regolerà il bilanciamento dell’ETF ad esso collegato uniformandone automaticamente il valore al proprio peso di riferimento.
Per essere più chiari, se all’interno dell’indice uno dei componenti viene modificato, automaticamente si modificherà l’attività finanziaria del fondo che corrispondeva a quel componente modificato.
I fondi ETF funzionano come vere e proprie azioni e quindi vengono scambiati di continuo e non come gli altri fondi comuni il cui valore viene stabilito solo alla fine della giornata di contrattazioni. Inoltre essi sono dei fondi più sicuri rispetto agli altri in quanto il loro patrimonio resta indipendente rispetto a quello della società che li ha emessi. Pertanto, se tale società dovesse subire dei crolli finanziari o un fallimento, questo non intaccherebbe in alcun modo il valore degli ETF ad essa collegati, proteggendo l’investitore da qualsiasi forma di rischio.
Altro vantaggio di questo tipo di fondi di investimento è legato al fatto che essi non hanno alcuna spesa per commissioni di ingresso o di uscita dal mercato e, come abbiamo detto, la gestione passiva riduce i costi di gestione al minimo. Questo si riassume in semplici e chiare percentuali: le spese di commissione annue da sostenere per questo tipo di fondi vanno da un minimo dello 0,09% ad un massimo del 1,5%. Tale percentuale poi verrà calcolata anche in base al periodo nel quale l’investitore ha detenuto i fondi.
Se si decide di investire in ETF si può scegliere tra quelli che pagano e versano periodicamente i dividendi, cioè le parti di utile accumulate, oppure quelli che reinvestono i dividendi sul mercato.
È bene tenere presente inoltre che molto spesso le banche non tendono a proporre questi prodotti finanziari ai propri clienti proprio perché per gli istituti di credito non sono particolarmente remunerativi in quanto fonte di bassissime commissioni legate solo alla compravendita.
Nonostante questo i fondi ETF sono ormai un vero punto di forza sui mercati internazionali.
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