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	<title>InvestimentiOnline.net &#187; crisi europea</title>
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	<description>Guida su fondi ed investimenti finanziari</description>
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		<title>Azioni dei governi di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania per combattere la crisi delle banche</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 07:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes ha fissato le linee guida che gli Stati dell’Eurozona dovranno rispettare per accorrere in aiuto ai sistemi finanziari e bancari nazionali. La ricetta degli aiuti proposta prevede degli aiuti razionali e adeguati per evitare che si provochino conseguenze negative sul mercato concorrenziale delle banche operanti in settori e/o [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/images/altro/europa.jpg" alt="fondi esteri" /></td>
<td>Il commissario europeo alla concorrenza Neelie Kroes ha fissato le <strong>linee guida</strong> che gli Stati dell’Eurozona dovranno rispettare per accorrere in aiuto ai sistemi finanziari e bancari nazionali.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La ricetta degli aiuti proposta prevede degli aiuti razionali e adeguati per evitare che si provochino conseguenze negative sul mercato concorrenziale delle banche operanti in settori e/o paesi diversi.<br />
Gli Stati che aderiranno precisamente alle direttive presentate nella relazione del commissario alla concorrenza non dovranno aspettare molto per vedere approvati i propri piani di recupero.<br />
Così, da un lato, la Commissione Europea vuole dare un messaggio forte a tutto il suo settore burocratico, decidendo di accelerare le risoluzioni dei Governi che hanno deciso di stanziare una cifra che non si vedeva dalla fine della guerra: 2250 miliardi di euro.<br />
Dall’altro, però, è giusto e fondato il timore di Neelie Kroes che non vorrebbe che con l’enorme peso degli aiuti pubblici si spezzasse l’equilibrio tra la tutela dei risparmiatori e il rispetto della concorrenza.<br />
Perciò si auspica che l’aiuto dello Stato non vada a favorire esclusivamente le banche nazionali e che i risparmiatori non trascurino gli istituti di credito degli altri paesi europei.</p>
<p>Si vieterà perciò che le banche tenute a galla dai governi possano attuare delle strategie d’impresa che possano causare dei problemi di mercato alle banche concorrenti.<br />
I piani statali, secondo la relazione del commissario europeo, dovranno:</p>
<ol>
<li>avere cifre precise ed adeguate alle reali necessità del sistema finanziario senza che alcuno si arricchisca indebitamente;</li>
<li>indicare scadenze prefissate ed eventuali aiuti del settore privato;</li>
<li>passare al vaglio di Bruxelles ed essere attuati in un tempo non superiore ai 6 mesi.</li>
</ol>
<p>Tuttavia, date le gravi circostanze della congiuntura, si permette in via eccezionale che le operazioni di salvataggio possano prolungarsi fino ad un massimo di due annualità con l’obbligo incondizionato di redigere e inviare una relazione semestrale all’Antitrust dell’Unione Europea.<br />
La comunicazione della Commissione Europea precisa che qualora uno Stato o un istituto di credito combatta la crisi con interventi aperti a tutti i soggetti finanziari non sono obbligati ad avvisare l’Antitrust, in quanto non rientranti nella definizione di “aiuti di Stato”.<br />
Il testo prosegue nell’evidenziare che il tutto trova fondamento legislativo nell’Articolo 87 (comma 3c) del Trattato dell’Unione Europea in base al quale tali interventi rientrano nell’ambito di quegli aiuti rivolti a “portare rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”.</p>
<p>La Kroes ha infine considerato tale documento complementare e parte fondamentale della decisione di scegliere congiuntamente le linee guida per salvare il sistema dalla crisi.<br />
Se si volesse fare una <b>breve panoramica</b> degli interventi dei maggiori paesi europei si potrebbero evidenziare innanzitutto i miliardi messi in campo dal <b>Regno Unito</b>, ben 500 (il Governo garantirà fino a 312,5 miliardi i prestiti tra banche e ne destinerà 62,5 per le ricapitalizzazioni), seguita da <b>Germania</b> con 480 (il Governo di Berlino ha deciso di stanziare 400 miliardi per i prestiti interbancari a breve termine e 80 miliardi di euro per entrare nel capitale sociale degli istituti di credito in crisi) e da <b>Francia</b> e <b>Spagna</b> che rispettivamente hanno deciso di stanziare 360 e 150 miliardi di euro.<br />
Il piano di Nicolas Sarkozy prevede di riservare quasi il 90% dei fondi stanziati per la copertura dei prestiti interbancari e circa 40 miliardi di euro per le banche in difficoltà. Da ricordare è che Parigi ha già contribuito insieme a Lussemburgo e Belgio al salvataggio di Dexia.<br />
Per concludere <b>Madrid</b> aveva garantito, fino al 31 dicembre del 2008, un massimo di 100 miliardi di euro per i prestiti tra le banche senza alcuna necessità di ricapitalizzare.</p>
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		<title>Provvedimenti della UE per combattere la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunità europea e crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La medicina per la crisi finanziaria decisa dai capi di Governo dei 15 Paesi dell’Eurozona si concentrerà su 2 “princìpi attivi”: la ricapitalizzazione degli istituti di credito e la garanzia pubblica sui prestiti tra le banche. Proprio la garanzia pubblica sembrava la soluzione più immediata da attuare data la paralisi di liquidità delle banche: essa [...]]]></description>
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			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/images/altro/provvedimenti-ue.jpg" alt="fondi esteri"></td>
<td>La medicina per la crisi finanziaria decisa dai capi di Governo dei 15 Paesi dell’Eurozona si concentrerà su <b>2 “princìpi attivi”:</b> la ricapitalizzazione degli istituti di credito e la garanzia pubblica sui prestiti tra le banche.
</td>
</tr>
</table>
<p>Proprio la garanzia pubblica sembrava la soluzione più immediata da attuare data la paralisi di <b>liquidità</b> delle banche: <b>essa perdurerà fino al dicembre del 2009</b>, riguarderà tutti gli strumenti di rifinanziamento compresi quelli a lungo termine (fino a 5 anni) e tutte le banche e relative filiali straniere presenti entro i confini europei.</p>
<p>Si auspica poi nel documento finale redatto per l’occasione che la BCE provveda ad emettere commercial paper per le società finanziarie e non finanziarie, come già succede negli Stati Uniti d’America dove tale meccanismo di finanziamento per le aziende è molto più sviluppato.</p>
<p>Per quanto riguarda la <b>ricapitalizzazione degli istituti di credito</b>, il piano prevede la fornitura da parte dei Governi di azioni privilegiate e  il controllo delle autorità politiche per difendere l’interesse degli azionisti cittadini europei.</p>
<p>Infine, il documento dichiara la fine della valutazione degli assets secondo il criterio mark-to-market e sprona la Commissione Europea ad adeguarsi alle soluzioni dell’Ecofin del 7 ottobre scorso.</p>
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