La speculazione colpisce sempre gli anelli deboli

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In un periodo in cui l’Unione Europea è messa a dura prova dal collasso di alcuni Stati membri si fa sempre più incalzante il rischio speculazione. Gli speculatori, infatti, si muovono sempre in branco puntando al ribasso ed agendo sugli anelli della catena più deboli. In quest’ottica le paure dei politici sono più che fondate, [...]


In un periodo in cui l’Unione Europea è messa a dura prova dal collasso di alcuni Stati membri si fa sempre più incalzante il rischio speculazione. Gli speculatori, infatti, si muovono sempre in branco puntando al ribasso ed agendo sugli anelli della catena più deboli.

In quest’ottica le paure dei politici sono più che fondate, gli  attacchi speculativi lasciano sul campo piccole e grandi imprese, sia sane che con problemi di insolvenze. L’analisi viene poi peggiorata dagli aiuti statali che ridimensionano erroneamente la portata del problema.

Un esempio pratico di speculazione è stato quello di Lehman Brothers, una nota holding di servizi finanziari naufragata in bancarotta nel 2008. La società, in realtà, è stata aggredita molto tempo prima dell’effettivo fallimento e tenuta in piedi solo da una serie di trucchi contabili (repo 105) che registravano le vendite a termine come vendite finali già effettuate.

A tal proposito consiglio di leggere l’esaustiva relazione di Anton Valukas, un analista incaricato dal tribunale fallimentare per far luce sull’intera questione: report dei processi fallimentari di Lehman Brothers Holdings Inc.

Un altro caso più recente è quello della Grecia ancora in piena recessione e “sotto i ferri” dell’UE per arginare un’ingente ondata speculativa. La stessa sorte la sta subendo l’Irlanda che ha promosso un piano di austerità per riportare il Pil al 3% entro il 2014.

Il problema di fondo non è tanto nell’azione degli speculatori, ma piuttosto gli interventi preventivi che devono essere svolti con efficacia e per tempo. Gli interventi di riequilibrio non devono essere adottati solo nei confronti dei Paesi con il più grave dissesto finanziario, ma anche negli Stati che godono di una situazione leggermente più stabile ma comunque precaria. In tal senso va citata l’Italia che dopo il Portogallo e la Spagna (prossimi candidati alla tempesta finanziaria) sarà probabilmente il prossimo Paese ad essere sotto i riflettori degli speculatori. Ovviamente si spera che le previsioni siano soltanto il frutto di una teoria eccessivamente pessimistica, ma state pur certi che qui il pessimismo non c’entra proprio nulla.

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Aggiornamento crisi finanziaria: il rapporto della Banca Centrale Europea

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Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario. Tuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall’Europa dell’Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio. A Francoforte sono state [...]


Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.

crisi finanziaria - bceTuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall’Europa dell’Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.
A Francoforte sono state discusse le principali difficoltà, associate alla consapevolezza di un provvidenziale intervento pubblico fatto di incentivi e finanziamenti, che ha scongiurato il peggio in seguito al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers.

Le preoccupazioni della BCE sono legate ad alcuni fattori, in particolare agli investimenti operati da alcune banche nel settore immobiliare e nei mercati dell’Est Europeo. Si teme che movimenti poco ponderati possano portare ad una nuova instabilità.
E’ proprio per questo motivo che sono state varate ulteriori svalutazioni sui prestiti societari nel corso del 2010.

Inoltre dopo l’azione intrapresa dal governo austriaco per nazionalizzare un importante istituto di credito, Group Alpe Adria, si è focalizzata l’attenzione anche sui tempi del sostengo apportato da governi e banche verso gli istituti di credito.
Occorre non tagliare troppo presto gli aiuti per permettere di raggiungere un’adeguata stabilità, ne prolungarli per un tempo eccessivo in quato tale azione aumenterebbe i dissesti nei conti pubblici statali ed ostacolerebbe il mercato della libera concorrenza.

Intanto sta prendendo forma il nuovo Consiglio europeo del rischio sistemico (Cers) che avrebbe il compito di sorvegliare e tenere sotto controllo i sistemi assicurativi e bancari dell’Unione Europea.

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