Assicurazioni e prodotti assicurativi

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L’assicurazione è una forma di contratto che stipula il passaggio di un rischio dall’assicurato all’assicuratore attraverso il versamento da parte di quest’ultimo di un premio. La polizza assicurativa permette al soggetto assicurato di essere risarcito dall’assicuratore nell’eventualità in cui ci siano dei danni capitali causati da una circostanza specifica (sinistro) oppure se si presenta una [...]


L’assicurazione è una forma di contratto che stipula il passaggio di un rischio dall’assicurato all’assicuratore attraverso il versamento da parte di quest’ultimo di un premio. La polizza assicurativa permette al soggetto assicurato di essere risarcito dall’assicuratore nell’eventualità in cui ci siano dei danni capitali causati da una circostanza specifica (sinistro) oppure se si presenta una situazione relativa alla vita umana.

La polizza assicurativa ha la funzione di porre rimedio, con le varie opzioni e modalità che la caratterizzano, ai possibili risvolti negativi dovuti all’evolversi di un eventuale rischio assicurato (furto, incendio, attività lavorativa, salute, etc…).

Ci sono delle situazioni importanti che si devono verificare per poter eseguire una polizza assicurativa: innanzitutto il rischio assicurato deve avere probabilità di avvenimento e poi il contratto assicurativo deve essere di tipo aleatorio, dove l’assicuratore e l’assicurato non possono gestire o influenzare in alcun modo le possibilità che tale rischio si materializzi.

Le varie agenzie di assicurazione garantiscono la tutela di varie situazioni o beni conosciuti meglio come prodotti assicurativi tra i quali si annoverano:

  • automobili (soluzioni aziendali o per privati, per chi viaggia usualmente oppure per i principianti);
  • moto (soluzioni utili per chi ha un veicolo a due ruote);
  • nautica ( offre soluzioni per chi utilizza vari strumenti di navigazione);
  • casa e proprietà patrimoniali (garantisce la tutela della casa in tutti i suoi punti e da eventuali rischi come incendio, furto ed eventi atmosferici);
  • salute ( soluzioni per tutelare soggetti afflitti da malattie o infortuni);
  • aziende e attività professionali ( moltitudine di soluzioni che tutelano da ogni rischio sia i lavoratori indipendenti e sia chi è titolare di un’impresa e deve salvaguardare eventuali situazioni negative che si possano presentare).
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Investire nei fondi pensione

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Al lato del tradizionale sistema pensionistico, anche in Italia sta prendendo piede la previdenza complementare, sebbene i numeri da noi parlino di uno sviluppo ancora contenuto anche se in costante crescita. I dati del primo trimestre 2008 parlano di un trend positivo di sottoscrizioni, sebbene da noi lo sviluppo dei fondi pensioni venga frenato principalmente [...]


Al lato del tradizionale sistema pensionistico, anche in Italia sta prendendo piede la previdenza complementare, sebbene i numeri da noi parlino di uno sviluppo ancora contenuto anche se in costante crescita.
I dati del primo trimestre 2008 parlano di un trend positivo di sottoscrizioni, sebbene da noi lo sviluppo dei fondi pensioni venga frenato principalmente da due fattori:
1) la copertura della previdenza sociale pubblica in Italia è ancora tutto sommato buona, anche se in futuro ci aspettano, o quasi, tempi veramente bui;
2) alcuni fondi pensione privati sono a capitale garantito, il che non li mette al riparo da fallimenti e insolvenze.

tfr-pensione Istituiti come strumento finalizzato all’erogazione di una seconda pensione da affiancare a quella percepita dall’INPS, l’aumento di sottoscrizioni del primo trimestre 2008 è stato tale da superare il tetto delle 800 mila adesioni, raccogliendo oltre 270 milioni di Euro, di cui 204 da parte dei lavoratori dipendenti (fonte Assogestioni).

spazio
L’attuale normativa italiana prevede per il lavoratore dipendente la possibilità di destinare, nella loro totalità, i propri contributi pensionistici al TFR, facendoli gestire all’INPS, oppure destinarli ad un fondo pensione. Vige la regola del silenzio-assenso, per cui qualunque nuovo assunto che non comunichi entro 6 mesi dalla data dell’assunzione la propria scelta di destinazione dei contributi verso l’una o l’altra opzione, vedrà destinare il proprio TFR ai fondi pensione.
Attenzione perché il processo non è reversibile, ed una volta destinati i propri contributi a un fondo pensioni privato, non potranno riportare in azienda, ma solo eventualmente destinare il proprio TFR ad un altro fondo pensione.

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