Investire su fondi esteri

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La globalizzazione dell’economia mondiale ha fatto evolvere la visione delle imprese che sembrano orientarsi sempre di più verso la scena internazionale.

fondi esteri Allargare gli orizzonti sul mercato globale, cogliere le opportunità di scambi commerciali nel contesto mondiale, investire all’estero per crescere in Italia: questi sono i passi fondamentali da seguire per avere un portafoglio diversificato e bilanciato nonché ridurre il rischio.

Ma come fare per orientarsi nella giungla degli investimenti esteri?

Per gli investitori alle prime armi, la migliore soluzione sono i fondi comuni d’investimento in quanto permettono di affidare il risparmio a gestori professionisti affinché questi lo investano in azioni o obbligazioni, per farlo fruttare al meglio. In questo caso le possibilità sono due e cioè i fondi chiusi e quelli aperti. Se per i primi il cliente non è legato a termini di tempo per uscire dal fondo, nei secondi deve aspettare le date prestabilite. I costi da prevedere possono essere d’ingresso, di gestione e di uscita.

Per i più esperti, l’apertura di un conto titoli presso una banca rappresenta una possibilità che permette di scegliere in piena autonomia i paesi di destinazione del proprio risparmio. L’acquisto di azioni estere comporta in questo caso il pagamento di commissioni alla propria banca e all’operatore locale. Altra caratteristica importante, molte banche non accettano di eseguire questo tipo di operazione se l’investimento è inferiore al capitale minimo richiesto.
 
Un’altra opzione, ottima per tagliare i costi ma che richiede comunque una buona dose di “avvedutezza” è Internet. Diversi sono i siti disponibili in rete specializzati e aggiornati in materia d’investimenti all’estero e di trading online (compravendita di titoli per via telematica). Tale alternativa che era limitata al mercato italiano è ora in espansione in Europa e negli Stati Uniti.



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Trading online

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trading on line Il trading online, in Italia, è una realtà relativamente giovane, regolata dalla Consob soltanto nel 1999. Si tratta di un servizio che permette l’acquisto e la vendita on line di strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, ecc.), che può assumere però diverse sfumature.


Soprattutto per i piccolo risparmiatori, il trading on line è strettamente correlato al home banking, cioè alla possibilità di gestire e intervenire direttamente sul proprio conto corrente bancario e di effettuare operazioni di vario genere, compresa la gestione del portafoglio di investimenti. Questa è forse la forma più tradizionale e diffusa di trading online in Italia, di fatto ormai offerta come prodotto standard da tutti gli istituti finanziari, spesso enfatizzando i costi ridotti e la flessibilità del servizio che lascia completa autonomia al titolare del conto.

A margine di questo uso “tradizionale” degli strumenti di trading on line, c’è poi quello più consapevole e determinato di chi usa questo efficace servizio per effettuare operazioni e investimenti sul mercato finanziario, sfruttando proprio l’agilità e la flessibilità che questo strumento mette a loro disposizione.
Negli ultimi anni anche in Italia, come già prima negli Stati Uniti, si è assistito a un autentico boom del trading online, avallato anche dalla sempre maggiore diffusione di Internet e di canali dedicati alla finanza che hanno permesso a un numero sempre crescente di investitori di avvicinarsi in prima persona a questo mondo, fornendo informazioni e spiegazioni che permettono all’investitore di prendere decisioni in autonomia e di tagliare fuori i tradizionali intermediari finanziari.



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