Investire nei BOT. Conviene ancora?

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In epoca di Web 2.0, trading online e incertezza dei mercati, ha ancora senso considerare il BOT un’opzione valida di investimento?

bot Il Buono Ordinario del Tesoro è stato storicamente una delle forme di investimento più amate dagli italiani, e sebbene, ad oggi, i rendimenti siano di gran lunga inferiori rispetto a quelli degli anni ’80 e della prima metà degli anni ’90, la garanzia di rimborso, e di piccolo guadagno, continua comunque ad attirare migliaia di risparmiatori e di investitori… certamente prudenti.

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Il rendimento lordo semplice dei BOT annuali nel 2007 è stato del 3,971% (secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia). Sicuramente non una cifra da capogiro, ma comunque un discreto rendimento per chi non vuole correre rischi e non ha interesse ad informarsi sul mercato per poter intervenire attivamente sui propri investimenti, ma preferisce affidarsi alla consulenza tradizionale, magari a quella dell’impiegato della banca o del broker di turno del quale è cliente da anni.

A garantire la longevità di questa forma di investimento però non è soltanto la tendenza alla prudenza di gran parte dei risparmiatori (perché è questo, effettivamente, il target principale di questo prodotto), ma anche la relativa brevità della duration (la durata media finanziaria, mai superiore ai 12 mesi) e, soprattutto, la garanzia della solvibilità del debitore, cioè lo Stato (i BOT vengono di fatto emessi dal governo per poter finanziare in parte il debito pubblico).

Chi volesse approfondire l’argomento, troverà interessante l’articolo Investire in Titoli di Stato pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro.

AGGIORNAMENTO 04/NOV/2011

Sappiamo che i BOT sono uno degli strumenti di investimento più sicuri che vi sia oggi nel mercato degli investimenti perché la sua durata è relativamente breve e quindi meno rischioso in quanto i tempi delle decisioni degli organismi internazionali nei confronti del debito pubblico di uno stato sono abbastanza lunghi. Se analizziamo la situazione della Grecia, possiamo infatti notare che fino ad un paio di mesi fa essa era ancora tranquillamente solvente. Quindi per il nostro paese non ci sono ancora problemi per quanto riguarda i BOT.

L’ultima emissione dei BOT a 12 mesi avvenuta il 15 settembre ha garantito un rendimento del 4,153 che resta comunque basso perché la politica italiana non sta dando garanzie al tipico investitore italiano, oltre che a tutta l’Europa.

A tutto vantaggio dei BOT resta il fatto che per il prossimo periodo la tassazione rimarrà al 12,5%.

Di contro restano sempre le alte commissioni applicate da banche e istituti finanziari, la richiesta anticipata di rimborso, e la politica italiana che continua a non fare nulla per ristabilire il paese e quindi fa perdere fiducia ai potenziali investitori.

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