Telecom e’ stata comprata dagli spagnoli. Cosa accadra’ adesso?

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Telecom Italia è stata venduta in gran parte agli spagnoli, e ora sono loro ad esserne i proprietari di maggioranza. I sindacati sono perplessi e preoccupati di quanto è accaduto al colosso delle telecomunicazioni italiane che per colpa di Prodi venne privatizzata per poter abbassare il debito pubblico ed entrare in Europa nel 1997. Secondo il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato è difficile considerare Telecom spagnola, ma i fatti dicono il contrario.

I democratici Zanda e Speranza e il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta chiedono che il governo riferisca al più presto in Parlamento sulle vicende Telecom e Alitalia. La Cgil ha stimato che sarebbero a rischio circa 16mila posti di lavoro, perciò bisogna convocare subito gli azionisti di riferimento di Telecom Italia e tutte le parti sociali per capire che tipo di progetto abbiano gli spagnoli per il futuro di Telecom.

L’accordo siglato tra Telefonica, Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo per salire dal 46% al 66% di Telco che controlla il 22,4% di Telecom Italia è stato firmato ieri. Dopo che la notizia si è sparsa, i titoli in borsa di Telecom venivano scambiati in Borsa con una quotazione di chiusura in rialzo del 4% a 0,59 euro.

Nell’accordo è inclusa la possibilità di una scissione di Telco a partire da giugno 2014. I soci Telco hanno la possibilità di vedersi attribuire le azioni di Telecom Italia, uscendo così dal patto parasociale, attraverso la scissione di Telco, che potrà essere richiesta durante una prima finestra tra il 15 ed il 30 giugno 2014 e una seconda fase tra l’1 ed il 15 febbraio 2015.

L’amministrato delegato di Telecom Italia, Marco Patuano, asserisce che non ci dovrebbero essere ricadute sul piano occupazionale: “Non sono intenzionato a licenziare proprio nessuno, ma serve un modello sostenibile nel lungo termine, che favorisca gli investimenti e quindi regole stabili pro-competitive e pro-investimenti”.

Il via libera a Telefonica è arrivato dopo il rifiuto della Cassa Depositi e Prestiti a investire in Telecom.

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