Gruppo Autogrill in Canada: salgono a 24 i punti vendita da gestire

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Aumentano gli investimenti Il gruppo Autogrill, di proprietà (come per Autostrade S.p.a.) della famosa famiglia di industriali italiani Benetton, ha recentemente ottenuto un contratto plurimiliardario da parte del Canada.
Il grande paese Nord Americano ha infatti offerto alla società italiana, specializzata nella ristorazione sulle autostrade, di gestire 24 punti ristoro sulla lunga linea autostradale che va dal Michigan fino al Québec, coprendo più di mille chilometri di percorso.
Autogrill già in passato gestiva 17 dei suddetti punti ristoro e con questo nuovo contratto ha ottenuto, oltre al rinnovo della precedente concessione, l’integrazione di altre 7 nuove piazzole.

L’intera operazione varrà per Autogrill 6,5 miliardi di euro da suddividere però in cinquant’anni, periodo di durata della concessione. Quindi la precedente somma si traduce nella ragguardevole cifra di 70 milioni di euro l’anno. Comunque, trattandosi in grossa parte di un rinnovo di contratto già esistente, il bilancio della società Autogrill non subirà grosse impennate. I nuovi ricavi infatti si attesteranno intorno allo 0,4% del totale del volume d’affari dell’azienda.

In seguito a questa operazione le azioni di Autogrill hanno avuto un rialzo dello 0,81%, che è tanto se si considera l’andamento piuttosto negativo delle borse europee nell’ultimo periodo. Ciò che rende questo contratto tra il paese nord americano e la società italiana molto forte è l’accordo raggiunto con il ministero dei trasporti dell’Ontario che ha generato una partnership pubblico-privata in cui la parte pubblica ha il ruolo e la volontà di arricchire il paese di infrastrutture utili alla popolazione.

Il contratto sarà completamente operativo a partire dal 2013 anche se 7 delle 24 piazzole saranno operative già a partire da quest’anno. Poi via via si procederà all’ammodernamento delle piazzole già gestite da Autogrill in Canada e le previsioni fanno pensare che i lavori saranno completati nel 2018.

Questo contratto quindi è un ulteriore punto di forza per la società italiana leader della ristorazione sulle autostrade che ha avuto un buon bilancio anche nel 2009, nonostante la generale recessione registrata dal settore del turismo e dei trasporti in generale.


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Investire su fondi esteri

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La globalizzazione dell’economia mondiale ha fatto evolvere la visione delle imprese che sembrano orientarsi sempre di più verso la scena internazionale.
fondi esteriAllargare gli orizzonti sul mercato globale, cogliere le opportunità di scambi commerciali nel contesto mondiale, investire all’estero per crescere in Italia: questi sono i passi fondamentali da seguire per avere un portafoglio diversificato e bilanciato nonché ridurre il rischio.
Ma come fare per orientarsi nella giungla degli investimenti esteri? Per gli investitori alle prime armi, la migliore soluzione sono i fondi comuni d’investimento in quanto permettono di affidare il risparmio a gestori professionisti affinché questi lo investano in azioni o obbligazioni, per farlo fruttare al meglio. In questo caso le possibilità sono due e cioè i fondi chiusi e quelli aperti. Se per i primi il cliente non è legato a termini di tempo per uscire dal fondo, nei secondi deve aspettare le date prestabilite. I costi da prevedere possono essere d’ingresso, di gestione e di uscita. Per i più esperti, l’apertura di un conto titoli presso una banca rappresenta una possibilità che permette di scegliere in piena autonomia i paesi di destinazione del proprio risparmio. L’acquisto di azioni estere comporta in questo caso il pagamento di commissioni alla propria banca e all’operatore locale. Altra caratteristica importante, molte banche non accettano di eseguire questo tipo di operazione se l’investimento è inferiore al capitale minimo richiesto.   Un’altra opzione, ottima per tagliare i costi ma che richiede comunque una buona dose di “avvedutezza” è Internet. Diversi sono i siti disponibili in rete specializzati e aggiornati in materia d’investimenti all’estero e di trading online (compravendita di titoli per via telematica). Tale alternativa che era limitata al mercato italiano è ora in espansione in Europa e negli Stati Uniti.


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