Cosa sono i prestiti personali

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Cosa sono i prestiti personali e come tutelarsi da essi. I prestiti personali consistono in una prestazione semplice e conveniente, che adduce all’erogazione la non finalità di spesa, così da rendere più flessibile e meno invasivo il piano di acquisto di un bene o un servizio.

I prestiti personali convengono per un contratto preordinato all’ammortamento di rate fisse e costanti nel tempo, da pagare solitamente secondo scadenze mensili, accorpate a un ulteriore valore in danaro che corrisponde all’indicazione dei tassi previsti per l’estinzione del prestito.

Se gli interessi sono generalmente fissi, allo stesso modo è facile ritrovare un prestito che non abbisogna di garanzie reali come un’ipoteca, in quanto si tratta di una semplice transazione formulata sulla corrispondenza di beni di poca rilevanza economica: diversamente è possibile richiedere delle garanzie personali come una fideiussione, ciò nel caso il soggetto contraente non disponga di una busta paga fissa o che si tratti di un disoccupato o una casalinga, ancora uno studente universitario o un lavoratore precario.

Alla stipulazione di un finanziamento, in generale, è opportuno verificare l’intera metodologia del processo mediante un’analisi dettagliata del profilo del contratto, poiché è indispensabile conoscere un elemento ancor prima di avviarlo: quindi si parte dall’esame dei parametri TAN e TAEG sui cui verterà l’intero ammortamento rateale, per poter scegliere, in base alle oscillazioni di mercato, il tasso che meglio conviene alla soluzione finanziaria.

È consigliabile verificare anche tutta la lista delle spese d’istruttoria previste alla sottoscrizione, poiché non sempre il contratto è chiaro in materia e, inoltre, potrebbe contenere delle clausole che sarebbe bene non saltare.
In fine è opportuno richiedere dell’esistenza di una copertura assicurativa, e vedere i costi ad essa associati: a volte una multa per cause di insolvenza conviene più del pagamento dei premi disposti per l’efficacia del servizio!
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Aggiornamento crisi finanziaria: il rapporto della Banca Centrale Europea

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Dal rapporto di stabilità finanziaria effettuato dalla Banca Centrale Europea (BCE), emerge un lieve miglioramneto delle condizioni generali del sistema finanziario.

crisi finanziaria - bceTuttavia vi è il pericolo di forti svalutazioni legate a rischi provenienti dall’Europa dell’Est e dal settore creditizio che, nonostante la ripresa, vive in un periodo di incertezza e disagio.
A Francoforte sono state discusse le principali difficoltà, associate alla consapevolezza di un provvidenziale intervento pubblico fatto di incentivi e finanziamenti, che ha scongiurato il peggio in seguito al fallimento nel 2008 di Lehman Brothers.

Le preoccupazioni della BCE sono legate ad alcuni fattori, in particolare agli investimenti operati da alcune banche nel settore immobiliare e nei mercati dell’Est Europeo. Si teme che movimenti poco ponderati possano portare ad una nuova instabilità. E’ proprio per questo motivo che sono state varate ulteriori svalutazioni sui prestiti societari nel corso del 2010.

Inoltre dopo l’azione intrapresa dal governo austriaco per nazionalizzare un importante istituto di credito, Group Alpe Adria, si è focalizzata l’attenzione anche sui tempi del sostengo apportato da governi e banche verso gli istituti di credito. Occorre non tagliare troppo presto gli aiuti per permettere di raggiungere un’adeguata stabilità, ne prolungarli per un tempo eccessivo in quato tale azione aumenterebbe i dissesti nei conti pubblici statali ed ostacolerebbe il mercato della libera concorrenza.

Intanto sta prendendo forma il nuovo Consiglio europeo del rischio sistemico (Cers) che avrebbe il compito di sorvegliare e tenere sotto controllo i sistemi assicurativi e bancari dell’Unione Europea.
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L’addio alla crisi resta lontano! Aggiornamenti sulla situazione economica europea e italiana

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Situazione economica settembre, ottobre, novembre 2009 Per l’economia italiana «il ritorno ai livelli pre-crisi sarà molto lento». Lo sostiene il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Il peggio – ha aggiunto – probabilmente è alle spalle, l’emergenza peggiore l’abbiamo alle spalle, però la crisi c’è ancora. Per tutto il 2009 rimarrà così, per il 2010 il Centro studi di Confindustria stima una crescita dello 0,8%, quindi – ha concluso – ancora bassa».

«Le previsioni per l’economia globale rimangono fragili». Lo ha affermato il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, in una conferenza a Pechino. Secondo Strauss-Kahn sebbene la crescita economica stia tornando, è prematuro che i governi ritirino le misure di stimolo. Inoltre, a giudizio del numero uno del Fondo, rimangono profili di rischio per le banche negli Stati Uniti e in Europa.

L’inflazione a ottobre è salita dello 0,3% su base annua, dallo 0,2% di settembre. Lo comunica l’Istat confermando la stima preliminare. I prezzi, su base mensile, sono cresciuti dello 0,1%.

Nel mese di ottobre, nella zona dell’euro, il carovita resta invece negativo segnando un meno 0,1% su base annua (meno 0,3% nel settembre scorso). Lo comunica Eurostat, l’istituto di statistica europeo. Il tasso mensile è stato dello 0,2%. Nell’ottobre 2008 il tasso di inflazione era stato del 3,2% annuo.

«Se l’inflazione si attesterà allo 0,7%, come confermato anche oggi dall’Istat, vi sarà un’ulteriore aggravio di 210 euro annui a famiglia». Così Federconsumatori e Adusbef commentano l’aumento dei prezzi a ottobre. Per entrambe le associazioni a tutela del consumatore «è particolarmente grave che non si registri alcuna diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari, che, anzi, sono in crescita dello 0,1% su base mensile». Federconsumatori e Adusbef si auguravano, infatti, un calo, vista «la forte diminuzione dei costi all’origine».

Vendite di auto in crescita: Europa +11,2%, Italia +15,7%. Il mercato dell’auto in Europa (27 Paesi Ue + Efta) consolida la sua crescita a ottobre, segnando un incremento dell’11,2% (pari a 1.263.305 unità) rispetto al +6,3% di settembre. Lo rende noto l’Associazione costruttori europei dell’auto (Acea). Per quanto riguarda il mercato italiano, a ottobre si è registrato un +15,7% rispetto al +6,8% di settembre.

Per il mercato dell’auto in Europa si tratta del quinto mese di fila di segno positivo. Sui dieci mesi, si è comunque registrata una flessione del 5% pari a 12.206.381 unità. In Europa occidentale l’aumento di nuove immatricolazioni si deve soprattutto al contributo di Gran Bretagna (+31,6%), Spagna (+26,4%), Germania (+24,1%), Francia (+20,3%) e Italia (+15,7%). Continuano ad essere depressi i mercati dei nuovi Stati membri ( -36,9% a ottobre). Unico Paese a registrare una crescita, la Repubblica ceca (+8,8%).

Il gruppo Fiat a ottobre ha immatricolato in Europa occidentale 109.481 vetture nuove, segnando un aumento del 16,1% rispetto ad un anno fa. La quota complessiva di mercato di Fiat a ottobre è dell’8,7% rispetto all’8,3% di un anno fa, e l’azienda torinese si attesta così al quinto posto nella classifica dei costruttori.

Centro Studi Promotor: «Forte segnale positivo dal mercato europeo dell’auto». «È assai probabile che in novembre e dicembre 2009 il mercato riesca a colmare interamente il divario rispetto al 2008 chiudendo l’anno con un volume di immatricolazioni assai vicino a 13.500.000 unità». Così, in una nota, il Centro Studi Promotor (Csp) commenta i dati sulle immatricolazioni europee a ottobre. Il Csp parla di «forte segnale positivo dal mercato europeo dell’auto», e sottolinea che l’incremento delle immatricolazioni in Europa del 15,8% «è sicuramente dovuto agli incentivi statali, ma potrebbe cominciare ad avvertirsi anche l’effetto del miglioramento della congiuntura economica verificatosi nel terzo trimestre dell’anno in diversi Paesi dell’area».

Fonte: Prestiti-online.org
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